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La progressiva cancellazione di Israele e dell'ebraismo da parte del mondo soggiogato al ricatto arabo

Dopo il recente braccio di ferro per una controversa risoluzione su Gerusalemme, l'Unesco torna ad essere terreno di scontro fra israeliani e palestinesi.
    Secondo quanto riferito da radio Gerusalemme, la delegazione palestinese all'Unesco esige che Israele restituisca i Rotoli del Mar Morto scoperti nelle grotte di Qumran (deserto di Giudea) negli anni 1947-56. Sono stati trovati, ha aggiunto la delegazione, in terre palestinesi e rientrano nel retaggio storico dei palestinesi. Dopo la loro scoperta i Rotoli furono per lo più conservati nel Museo Rockefeller di Gerusalemme est, allora parte della Giordania; passarono sotto controllo israeliano in seguito alla Guerra dei sei giorni del 1967. L'ambasciatore israeliano all'Unesco Carmel Shamma ha-Cohen - che si trova a Gerusalemme per consultazioni dopo che Israele ha sospeso i rapporti con l'agenzia dell'Onu - ha replicato alla emittente che si tratta di una ''provocazione'' ed ha accusato i palestinesi di voler ''riscrivere la Storia''.

(Dall'Ansa)

La "controversa risoluzione dell'Unesco" in realtà non è altro che un cedimento al ricatto arabo palestinese mirante alla cancellazione culturale, storica e religiosa non solo dell'Ebraismo, ma anche del Cristianesimo tutto. Le famose "radici giudaico-cristiane" si stanno lentamente sgretolando sotto simili colpi (compreso quello dell'Ansa di attribuire falsamente il Museo Rockefeller alla "Gerusalemme Est" e omettere che all'epoca alcuni quartieri di Gerusalemme non erano "parte della Giordania", ma erano da essi occupati illegalmente in seguito ad una guerra di aggressione contro il neonato Stato di Israele) e non ci sarà da meravigliarsi se un giorno non lontano gli arabi rivendicheranno anche il Colosseo e la Bastiglia.

   

Pubblicato il 7/11/2016 alle 21.53 nella rubrica Dai mass media italiani.

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