.
Annunci online

 
esperimento 
Un tentativo per uscire dal ghetto dei pregiudizi
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Informazione alternativa
Le mie foto
Eduplanet
Sionismo, Istruzioni per l'uso
Ella Abukassis
Per poter navigare liberamente anche sotto dittatura
Direttamente da Israele
Centro internazionale per gli studi sul terrorismo
Sapere cos'è il terrorismo
Purim 1946
Tutto su Sderot
Historiaweb
Vedute aeree
Ebraismo in Italia
Informazione corretta
Associazione per lo studio degli ebrei italiani
Marc Alan Di Martino
Roma ebraica
Fonte sicura
Tour virtuale di Gerusalemme
Roman project
Blog sulla Nasa
Davka project
Hasbarà
Middle East Media Research
Progetto Davka
Mizrachi
Il libro di Pierre C.
Notizie in francese
Blog franco-israeliano
Page di J. Richman
Frontpage
Tesi di laurea interessanti
todayworldnews blog as partial mass media give...
Yavne olamì
Strade di Gerusalemme
Osservatorio internazionale sui media
Maariv
Mappe di Israele
Bellissime foto da Israele
Storia dell'Esperia
I canali dell'odio
Mei
Roma anni '60
Strategy page
Daniel Pipes in italiano
Foto
E-dezani
Arabi per Israele
Falafel game
Giorgio Perlasca
Bedlam
Quaderni radicali
We Should Not Forget
I-cool
Pakistan today
Broadsword
Libertà per Shoaib Choudhury
Imparare divertendosi
Checkpoint di Kahlandia
Moleskina
La Gerusalemme sconosciuta
Bimbi palestinesi
Mike Silverman
Passig
Calabria-Israele
Jkatz
Refuseniks musulmani
Gli argomenti umani
Hazon Yeshaya
Un biglietto per il Paradiso
Tempio dei giovani
Comunità religiose islamiche
Una vita da ricordare
Quanto sai sul conflitto arabo-israeliano? Text your knowledge
Cox & forkum
I Caraiti di Crimea
Tour virtuale di Israele
Reshet bet
Yediot Acharonot
Ponte Azzurro
Essere liberi
Grouchyoldcripple
Zotzap
Metransparent
Meimad
Israel21c
Deliri adrenalinici
Poemi per i rapiti e gli assassinati
La guerra dei 6 giorni
Canale satellitare israeliano
Bruscocartoons
Scopri Israele con una mappa interattiva
I parchi naturali in Israele
La politica estera di Tocqueville
Rassegna stampa estera
Radio israeliana 102 FM
Notizie dall'Iran
Latte e miele
Elenco delle organizzazioni terroristiche nel mondo
Il film di Anna
Traduci on line dall'inglese
Storielle in inglese da ascoltare
Ein Bokek
Ebrei profughi dalla Libia
Ghetto di Venezia
English easy short stories
Benny Fadlun - Musica ebraica in Italia
Impara i verbi in ebraico
Per la democrazia in Iran
L'orient le jour, quotidiano libanese
http://www.liberte-algerie.com/
My Heritage
Samantha Burns
Vignette di Boomka
Bypassa le password
EC
Archivio dei film di Spielberg
Elenco di links interessanti (anche se non tutti funzionano ancora)
Guysen
Aaarons
Carlo Panella

I risultati della Commissione diritti umani dell'Onu
Graziano Gallo
Blog DRom
Romanolil
Big Pharaoh
Contro la schiavitù

Notte d'oriente
Jerusalem Newswire
Dipitech online
I figli di Noè
Israele dietro le notizie
Musica

Brani di MP3 israeliani
David Broza
Reggae chasidico
Kol Cambridge
Yoram Gaon
Progetto Davka
Musicalità dal mondo per Sukkot
Mostly music
Musica israeliana
Testi di canzoni israeliane tradotte e traslitterate
Tutta la musica (sito in ebraico)
Consigliato da Raccoon
La musica di Alberto Levy

Un blog giornale
Uno splinderamericano
Piccolo mondo
Dolcelei
Un blog sull'ebraismo
Micol
Blog sull'Iraq
Buzzurro
Diario di un viaggio in Iran
Polli ispirati
Rinat
Gli Haiku di Ephrem
Il velo di Maya
Sole e Ombra
Blog per gli scrittori
Orestina
Endor
Rotaciz
Una mia omonima
Law.harvard
Continental drift
Sogno americano
La Radice
Le guerre civili
Daniele quercianellese
Random bits
Liapunov
Nomanland
Mesopotamico
Il Bersò
Il salotto di Avy
Lobbyliberal
L'ex rolli su clarence
Giuda Maccablog
Blog per le vittime dello Tzunami
La zanzara
Nepal libero
Bautzetung
No way
Uriele bolognese
Shylok splinderiani
Psiko
Imprescindibile
ReyTS
La bocca del cavallo
Ozrach (Rachel)
Israelly cool
Educationzip
Ayaan Hirsiali
Tamara Vorobjova (finlandese in italiano)
Comunitando (Com.LI)
Sul terrorismo
Anima insonne
Alifbay
Motnews
Gabibbo
Neopunto
Saul
Dubh
Notizie strampalate da tutto il mondo
BlogGlob
Stefania La Penna
Teenage pundit
Componi il tuo ritratto
Italian blogs for freedom
Blog iraniano
Aa
Medienkritik
Giolitti
Jerushalaim
Fortskunk
Il punto splinderiano
Jimmomo
Vittore
Blog italo-americano
Franci la fatina
Blog di Umberto
Chaia Liv
Blog di Martino
Delf
Diario di una persona meravigliosa
Blog in inglese
Sultan Knish
Blog di Paolo
Analisi
Anticomunista
Fuori dal ghetto
Blog di Luca Sofri
Gilbenmori
Nequidnimis
They killed Kenny
Silverlynx
Che il Suo ricordo sia benedetto e che sia da esempio per tutti noi
Watergate
Molta osservazione
Archivi di Gerusalemme
Associazione dei musulmani in Italia
Il blog di Sharon
Roberto's blog
Le risposte ai complottisti dell'11/9
Piccola rassegna di blog israeliani
Note personali (non mie però)
Il megafono
Oylem Goylem (polacco)
Francesco Mangascià
Blog marocchini
Blog israeliani in inglese
I tempi e le idee
Il blog di Daniella K
Giano
L'esperienza di Skan
La versione di Marta
Yochanan
Una macchia d'inchiostro
Ingrandimenti
Annie
Vanpolitik
Giorgio Israel
Un giorno di Israele
Resistenza (moderna)
Il Punto
Traduci on line dall'ebraico
Quotidiano liberal
ADL
Amici di Israele
Cronologia delle guerre in medio oriente
La storia fotografica di Israele
terrorism-news-blog
per chi vuole scrivermi: esperim@email.it oppure esperim06@yahoo.it
  cerca

BENVENUTI!



Se volete aderire a questo appello scrivete a linceo@email.it






 

Questo blog sta spudoratamente con Israele e, riprendendo un post di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto daCamillo non metterà in dubbio le sue idee, ma lo potrebbe fare se:
-
Sharon sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
-Sharon sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
-Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
-Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
-I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie palestinesi.
-Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
-I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
-I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
-I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
-I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
-I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
-La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
-I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
-I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
-I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
-Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
-Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
-Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
-Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
-I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
-I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
-Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.

Lo statuto di Fatah



"
Israele è una delle rare cause che sostengo. Neri e ebrei sono legati da una storia comune di persecuzioni"
Ray Charles, "The Genius", cantante e pianista.









Carlo Panella
I piccoli martiri assassini di Allah
pp. 224 - Euro 12,90 - Edizione in brossura con sovraccoperta. Indottrinamento scolastico, religioso, mediatico; cortometraggi di propaganda appositamente studiati per annullare la naturale paura della morte; canzoncine e giochi che esaltano il suicidio e il martirio. Sono terribili ed eclatanti i documenti raccolti in questo saggio. Oggi un’intera generazione di ragazzini, vittime dell’indottrinamento e della propaganda crede che la morte per Allah in guerra sia la più elevata impresa conseguibile in vita. Questa educazione è un’onta indelebile, un abuso, un terribile pregiudizio per il futuro della regione e del pianeta.

Carlo Panella
, autorevole osservatore dell’intricato scenario mediorientale, analizza la nuova, terribile arma del terrorismo islamico: il martirio degli shaid–killer, i suicidi-assassini, diventati ormai parte integrante nel progetto di una società islamica fondamentalista. "È questo, per chi ha occhi per vedere, il nuovo volto di un vecchio cancro che l’Europa ha tristemente conosciuto: il totalitarismo".

 



l'educazione impartita ai bambini palestinesi - This is what is taught to palestinian children

"Avremo la pace quando gli arabi ameranno i loro figli quanto odiano noi" - Golda Meir

E
’ ovvio che tutti i morti chiamano compassione, che le vittime non stanno da una parte sola, che in Medio Oriente non è quasi possibile distinguere il sangue dei vinti da quello dei vincitori, perché è in corso una lotta esistenziale la cui conclusione è tutt’altro che certa, e il cui unico sbocco umano possibile è la pace. Ma non è ovvio, anzi è uno scandalo, che il terrorismo sia rubricato sotto la voce “resistenza”, che non si capisca quanto sia di rigore il dovere di amare un paese così, affetto da questa piaga, lacerato e insanguinato nel modo che vedete, e non in metafora, ma alla lettera. E gli scandali devono venire alla luce.Il terrorismo è una paura dell’invisibile, e questa paura forgia le coscienze degli occidentali che cedono terreno alla sua logica nell’invisibilità. (...) - Da «Amiamo la vita più di quanto loro amano la morte» Il Foglio 3/2/2004.

Israele rappresenta un caso unico: quello di uno Stato al quale si contesta il diritto di esistere. La politica israeliana si può comprendere chiaramente solo alla luce di questa realtà. Tutti i timori, le preoccupazioni, le angosce dei miei amici israeliani, compresi quelli più impegnati per la pace, si riassumono nella paura di vedersi negare il diritto di esistere. Una paura che non cesserà finché questo diritto non sarà garantito. E finché durerà questa paura, l´unica reazione possibile sarà quella di dire: «Mai più ci lasceremo condurre docilmente al massacro come agnellini inermi». (...) Chi non lo comprende, e non tiene presente al tempo stesso il fatto che fin dal primo momento l´esistenza stessa del neonato Stato d´Israele veniva contestata da parte araba, con mezzi militari e sempre nuove minacce, non può comprendere qual è veramente la posta in gioco nel conflitto mediorientale. Se guardiamo alla situazione attuale, non possiamo ignorare le sofferenze dei palestinesi, i morti, le molte vittime innocenti, dall´una e dall´altra parte. Ma questo conflitto potrà arrivare a una soluzione soltanto quando il diritto alla esistenza dello Stato di Israele e dei suoi cittadini sarà garantito al di là di ogni possibile dubbio. (...) Da "Vedere l'Olocausto in atto" di Joschka Fischer su La Repubblica del 3/2/2004.

Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro
padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta. Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso. Dal «Corriere della Sera», Indro Montanelli, 16 settembre 1972.

(...) l'11 marzo l'Europa ha pagato caro il suo pacifismo filoislamico: 200 morti innocenti, il più  terribile attentato mai vissuto nel vecchio continente. 
(...) Sarebbe giusto capire finalmente la tragedia che vive Israele da anni e sarebbe giusto pensare che noi abbiamo vissuto 130 volte l'11 marzo in tre anni e mezzo. 130 attentati suicidi in un Paese piccolo come una regione italiana. Dopo ogni attentato sentivamo i commenti più atroci: " lotta di liberazione, non hanno altra possibilita'che il terrorismo, militanti per la libertà, occupazione militare, peggio per loro (cioè noi)". Mai una normale parola di comprensione per i nostri bambini lacerati dai chiodi e dall'esplosivo. Una bambina di sette mesi è la più piccola vittima di Madrid. La sua morte dovrebbe pesare sulla coscienza di chi ha sempre tentato di giustificare il terrorismo islamico.
La sua morte, come quella delle altre vittime, dovrebbe togliere il sonno a chi esaltava Durban, a chi approvava i cortei pacifisti urlanti "Bush e Sharon Boia" e ai capetti europei sempre pronti a calare le braghe davanti alle dittature islamiche. Io li porterei tutti a Madrid e li farei stare sull'attenti davanti ai pezzi dei corpi delle vittime dei fratellini di Bin Laden, Arafat e Saddam Hussein.
Deborah Fait su Informazione corretta 13/03/2004.



Quattro giorni più tardi, 16/10/2000 il quotidiano palestinese di Ramallah "Al Hayat Al Jadida" pubblicava il seguente appello:
Chiarimenti speciali dal rappresentante italiano della rete televisiva ufficiale italiana. Miei cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo che sia nostro compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso gli eventi; quella rete ha filmato gli eventi. In seguito la televisione israeliana ha mandato in onda le immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo modo l’impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo filmato quelle immagini. Desideriamo sottolineare che le cose non sono andate in questo modo perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato. Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare certi che questo non è il nostro modo d’agire (ossia nel senso che non lavoriamo come le altre reti televisive). Non facciamo e non faremo cose del genere. Vi preghiamo di accettare i nostri migliori auguri. Riccardo Cristiano,Rappresentante della rete ufficiale italiana in Palestina
(grazie alla segnalazione di Barbara).

 

Esperimento consiglia:

 

24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi di Ruth Halimi ed Emilie Frèche. Traduzione di Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan. Ed. Belforte

A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)

«L'antisemitismo è qualcosa che minaccia la vita degli ebrei ma devasta, a volte in maniera irrimediabile, le coscienze dei non ebrei. È giunto il momento di raccontare quelle sgradevoli verità che non siamo ancora riusciti né a confessare né a confessarci del tutto.»


   Il sistema costituzionale dello Stato di Israele
dalai lama


*LIST
JEWISH BLOGGERSJOIN*



(Grazie a Dandy che è l'autore del bellissimo manifesto e a Bautzetung promotore della lista il cui motto è "Né di qua né di là!!!")

TOCQUEVILLE,  la città dei liberi.

Premessa. – Introduzione. – I. Profili storici (E. Ottolenghi). – II. Costituzione e Fonti del Diritto (A. Mordechai Rabello). – III. La Forma di Governo (E. Ottolenghi). – IV. I partiti politici (A. Mordechai Rabello e A. Yaakov Lattes). – V. Le libertà fondamentali (S. Navot). – VI. L’ordinamento giudiziario (S. Goldstein e A. Mordechai Rabello). – VII. La giustizia costituzionale (T. Groppi). – Orientamenti bibliografici (a cura di Francesca Rosa).
 

 



 



                                         

>
A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)



Grazie a Watergate che ha migliorato notevolmente questa homepage

E voi cosa proponete? Andreacaro è convinto che una risata ci seppellirà.


 

Diario | Dai mass media italiani | Dall'estero | Satira, musica, balli | Interventi, riflessioni, commenti |
 
Diario
1visite.

15 giugno 2014

Tre ragazzini israeliani rapiti all'uscita da scuola. Il mondo tace

Con il passare delle ore, la speranza di ritrovare i tre ragazzi rapiti si affievolisce. 
Yossi Melman, dalle pagine di i24news, nella sua analisi considera cinque possibilità: 

"Sono vivi
Sono morti e sotterrati
Sono vivi in cammino per Gaza o, ancora più probabilmente, verso il Sinai
Sono in Giudea Samaria, in una casa preparata per tempo
Sono da qualche parte in Giudea Samaria, in condizioni di sicurezza precarie



I rapitori hanno convinto o obbligato i tre ragazzi (che facevano l'autostop) a salire in macchina. Probabile che si siano spacciati per israeliani. 
I servizi israeliani sono convinti che sia una mossa atta a richiedere la scarcerazione di terroristi in prigione. Negli ultimi 30 anni, il rapimento di civili e militari israeliani si è rivelato il modo più efficace per il terrorismo palestinese: ogni governo che si è succeduto ha promesso di non liberare i terroristi in prigione, e ogni volta hanno dovuto cedere al ricatto. Per il rilascio di Gilad Shalit, più di mille terroristi furono liberati. Per far fronte a questa minaccia, il governo israeliano ha posto delle "linee rosse": i corpi di israeliani saranno scambiati solo con corpi di palestinesi, e non con palestinesi vivi; per ogni soldato israeliano rapito Israele non libererà dozzine di terroristi, ma solo alcuni. Ora il governo è alla prova dei fatti: se gli studenti sono vivi e un'operazione militare non fosse possibile, il governo si troverà ancora una volta nella posizione di decidere se lasciar morire tre dei suoi cittadini o liberare centinaia di assassini."

Nessuno Stato civile accetterebbe che un paese fosse messo davanti a questa orribile scelta: solo per Israele il mondo accetta e tace. Non una parola dall'Onu, non una parola dalla Clinton (e fra i rapiti c'è anche un cittadino americano), non una parola dal Papa che la scorsa settimana si è commosso davanti al discorso di un ragazzino palestinese che parlava di nakba e di occupazione feroce e ha pregato mettendo le mani su scritte che paragonavano i palestinesi agli ebrei del ghetto di Varsavia. Silenzio assoluto, dove dovrebbe invece esserci presa di posizione immediata e totale solidarietà. 

A nessun diplomatico internazionale sembra essere balenata l'idea di essere stati compartecipi di questo triste avvenimento, quando hanno plaudito alla "riconciliazione" Hamas/Fatah. A nessun mediatore "di pace" è venuto in mente che Abbas sia responsabile di quanto avviene sul suo territorio, né sembra grave che un "governo" inizi cosi' la sua politica. L'ipocrita frasetta "la pace si fa con i nemici" ce la siamo sentita ripetere fino alla nausea. Ci dicessero, queste anime candide, che cosa dovrebbe fare uno Stato che si trova a fare i conti con un'organizzazione terroristica (definita tale da tutti i paesi occidentali), alleata a una cricca mafiosa, libera di agire al di fuori di ogni regola civile, esentata da qualsiasi responsabilità morale e penale, che si fa beffe dello stato di diritto ed è, nonostante tutto, vezzeggiata e coccolata da quei Paesi che si ritengono civili e moderni. 

Abbiamo sentito ripetere alla nausea che la costruzione di quattro case in territori non assegnati è la causa della mancata pace. Ci siamo talmente assuefatti a questa idea che a nessuno sembra mai venire in mente che la parte palestinese ha in egual modo, da anni, costruito sugli stessi territori non assegnati e continua a farlo, senza che si levi una voce per condannare. Che cos'è che ferma la pace? Non i razzi che non hanno mai cessato di essere sparati sui civili israeliani, non i rapimenti di civili innocenti, non le minacce continue di distruzione, non le revisioni storiche, non la negazione della Shoah, non l'istruzione sistematica all'odio. No, cio' che ferma la pace sono quattro appartamenti ebrei! Eppure quando Israele si ritiro' unilateralmente da Gaza, non furono ostacolo quegli appartamenti e quelle infrastrutture che lasciarono intatte. In quel caso, semplicemente, cambiarono di proprietario. Come mai queste evidenze non sembrano affacciarsi alla mente di nessuno? Come mai è possibile leggere che Haifa e Tel Aviv sono città "occupate" e palestinesi, senza che ci sia un'indignazione generale? Caro Occidente, stai lasciando soli Israele e gli Ebrei, ancora una volta; sei sicuro che ti convenga?

15 luglio 2011

Da Gaza ci riprovano...

... a scatenare la guerra:

Altri due razzi, esplosi in campo aperto, hanno segnato ieri una ripresa di lanci dalla Striscia di Gaza verso il sud di Israele, dopo i due attacchi dell'altro ieri e un terzo registrato ieri mattina.

Gli episodi confermano un innalzamento della tensione, dopo due mesi di relativa calma, lungo la linea di demarcazione fra lo Stato ebraico e l'enclave palestinese controllata dagli islamico-radicali di Hamas.

Dall'inizio del mese, secondo dati di un portavoce militare, una decina di razzi e di bombe di mortaio hanno colpito il territorio israeliano, seppure senza causare vittime. Israele, a sua volta, ha replicato con raid aerei sulla Striscia: gli ultimi dei quali - la scorsa notte - hanno provocato secondo fonti della sanità palestinese il ferimento di almeno cinque persone. Testimoni interpellati da Gaza hanno riferito di due incursioni.

Da Corriere del Ticino

12 aprile 2011

Notizie e testimonianze che non si troveranno mai nelle grandi testate nazionali italiane

Beer Sheva, capoluogo della regione del Negev, ore 01.00 di sabato notte. Stiamo brindando per lo Shabbat Hatan – Il “Sabato dello Sposo”.

 Il “giorno del riposo” entra con le prime stelle e con le stesse finisce il giorno dopo (praticamente dalla sera del venerdì a quella di sabato). La festività settimanale è in questo caso arricchita da un matrimonio che si è appena celebrato.

 Nell’albergo dove siamo ospitati sono ben otto le coppie appena unite in matrimonio, che hanno deciso di festeggiare qui la loro felicità con gli amici ed i parenti.

 Stiamo scherzando con lo sposo. Sua moglie è in un’altra stanza con delle amiche … improvvisamente, la cosa più temuta e inaspettata: suona fortissima la sirena. Ci guardiamo ed iniziamo a correre verso l’esterno della stanza, cercando di raggiungere le scale. Automaticamente aiutiamo le persone con i figli al seguito. Alcuni di loro vengono colti dalla paura. Molte persone corrono fra i piani, cercando di avvertire e di aiutare gli anziani rientrati nelle loro stanze, i bambini, coloro che per un motivo o per un altro, potessero aver bisogno di aiuto.  

 Gli altoparlanti dell'albergo iniziano a diramare le istruzioni: cosa fare, dove andare … poi, ad un tratto, un botto secco. Lo sgomento sale. Ci auguriamo – alcuni iniziano a pregare -  che nessuno sia stato colpito.

 Manca qualcuno all'appello e cerchiamo di verificare se gli assenti hanno preso un altro percorso verso altri rifugi. Dopo un po’ di tempo – chissà quanto, ma per i presenti è stato eterno - l'altoparlante comunica che "Possiamo tornare nelle stanze fino al prossimo allarme".

 Si tenta di rientrare nelle stanze per riposare un po'. Si organizzano dei turni di "sorveglianza" per avvertire gli altri nel caso suoni nuovamente l'allarme.

 Alle 3:00 si odono in lontananza delle sirene ma scatta l’allarme anche qui. In Israele, parlare di distanze è relativo: tutto il paese è grande quanto il Piemonte. Qualche istante dopo si sentono gli scoppi di missili caduti nelle vicinanze. L’allerta dura fino all’alba.

 Durante gli attacchi ognuno rivede la propria vita, i propri amori, la famiglia e gli amici, ma anche tutti coloro, ai quali da un momento all’altro, qualcuno decide di togliere la vita. Si riflette su coloro che, giorno e notte, ogni giorno ed ogni notte, vive sotto costante attacco. E se qualcuno dovesse uscirsene dicendo “non è terra vostra”, la storia insegnerà come Beer Sheva è da sempre oltre a quelle demarcazioni geopolitiche create dopo la guerra dei 6 giorni (nel 1967).

 Sapevamo tutti come sarebbe andata a finire quest’ulteriore nottata sotto i missili. Sicuramente i razzi “made in Gaza”avranno attaccato più località e quando Israele contrattaccherà, Hamas chiederà il "cessate il fuoco" ed il mondo troverà una giustificazione per i razzi, come lo ha trovato per una famiglia sgozzata (compresi 3 bambini di cui uno di due mesi) poche settimane or sono.

 Anche nel primo pomeriggio di sabato si susseguono degli allarmi, che per fortuna rientrano dopo poco.

 Nella serata di sabato, veniamo a sapere che i missili sono stati più di 120 ed hanno coinvolto Ashdod,  Kiriat Gat, la periferia di Beer Sheva, Askelon, Gedera, e Gan Yavne, dove le scuole rimarranno chiuse per precauzione.

 

Eli Sasson su L'Ideale

 

v. anche questo

17 febbraio 2011

In Siria torture e sparizioni improvvise all'ordine del giorno

Un giornalista palestinese vicino ad al-Fatah, Muheib a-Nawati, e' scomparso dopo il suo arrivo in Siria, all'inizio di gennaio. Lo ha reso noto il presidente dell'Unione dei giornalisti palestinesi, che attende chiarimenti da Damasco. 'Sappiamo bene che il regime siriano e' repressivo.
Lo consideriamo responsabile della sua incolumita'', ha detto.
Fonti di Gaza rilevano che a-Nawati ha pubblicato un libro polemico su Hamas e ritengono che la sua scomparsa possa essere collegata al testo.

(ANSA, 16 febbraio 2011)

 

Se si considera anche questo...

(Grazie alla segnalazione di Barbara)

 

4 gennaio 2011

Anche i cristiani di Gaza minacciati (come in Egitto, Iraq, ecc.)

Lo status della 'Gente del Libro' a Gaza ora e' cambiato. O si convertono all'Islam o devono essere uccisi". E' quanto si legge in un comunicato della formazione armata salafita di Gaza denominata 'Organizzazione di al-Qaeda e del Jihad - terra degli avamposti' inviata oggi al sito informativo palestinese 'Hala.ps'. La cellula di al-Qaeda attiva a Gaza ha annunciato di non considerare piu' i cristiani che risiedono nella striscia come 'Gente protetta' (come previsto dalla sharia) perche' "hanno violato il patto con i musulmani e si sono alleati con i crociati che sono in guerra con l'Islam".

Da AdnKronos

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. cristiani di gaza minacce islamiste

permalink | inviato da esperimento il 4/1/2011 alle 14:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

7 ottobre 2010

Israele fa passi avanti nel processo di pace e... l'Autorità Palestinese interrompe i colloqui

Non è ancora la fine del processo di pace più complesso del mondo, ma sicuramente è un pessimo inizio. Com'era prevedibile la leadership palestinese ha reso nota ieri la sua posizione: nessun negoziato diretto con la controparte israeliana se non sarà fermata l'espansione degli insediamenti in Cisgiordania. In serata è arrivato l'appello del premier israeliano Benjamin Netanyahu che ha chiesto ai palestinesi di proseguire i colloqui.
Partito venerdì scorso da Gerusalemme a mani vuote, George Mitchell, l'inviato del presidente americano Barack Obama per il processo di pace, se lo aspettava. Ma si tratta comunque di un boccone amaro. «Non proseguiremo i negoziati mentre continua l'espansione degli insediamenti», ha detto Nabil Abu Rudeineh, uno dei portavoce del presidente palestinese Abu Mazen al termine di un riunione a Ramallah tra i membri del Comitato esecutivo dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), che rappresenta tutte le fazioni palestinesi tranne Hamas e dei vertici del partito Fatah. «La ripresa del dialogo richiede passi concreti, primo fra tutti il congelamento degli insediamenti», ha precisato Yaser Abed Rabbo, voce autorevole in seno all'Olp. «Gli sforzi hanno raggiunto un punto morto», ha aggiunto Rudeineh.
Una richiesta che, con ogni probabilità, non sarà accolta da Israele. Lo scorso 26 settembre è infatti scaduta la moratoria sugli insedimenti. Un'azione senza precedenti nella giovane storia israeliana - per dieci mesi è stata congelata la loro espansione - che il governo di Gerusalemme aveva deciso per incentivare i palestinesi a tornare al tavolo dei negoziati. Proprio venerdì il premier israeliano Netanyahu ha reso noto che la moratoria non sarà estesa.
La soluzione ideata dall'Olp per mantenere in vita il fragilissimo processo non è di buon auspicio: mantenere il dialogo aperto con i mediatori americani ed esercitare pressione sulla comunità internazionale perché Israele congeli gli insediamenti. Decisivo sarà il vertice dei ministri degli Esteri della Lega Araba, venerdì prossimo in Libia. Dopo essersi consultato con l'organizzazione, Abu Mazen renderà nota una decisione finale sulle trattative del nuovo processo di pace, iniziato il 2 settembre a Washington, con l'incontro tra Abu Mazen e Netanyahu.


Da L'Occidentale

Non è ancora la fine del processo di pace più complesso del mondo, ma sicuramente è un pessimo inizio. Com'era prevedibile la leadership palestinese ha reso nota ieri la sua posizione: nessun negoziato diretto con la controparte israeliana se non sarà fermata l'espansione degli insediamenti in Cisgiordania. In serata è arrivato l'appello del premier israeliano Benjamin Netanyahu che ha chiesto ai palestinesi di proseguire i colloqui.
Partito venerdì scorso da Gerusalemme a mani vuote, George Mitchell, l'inviato del presidente americano Barack Obama per il processo di pace, se lo aspettava. Ma si tratta comunque di un boccone amaro. «Non proseguiremo i negoziati mentre continua l'espansione degli insediamenti», ha detto Nabil Abu Rudeineh, uno dei portavoce del presidente palestinese Abu Mazen al termine di un riunione a Ramallah tra i membri del Comitato esecutivo dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), che rappresenta tutte le fazioni palestinesi tranne Hamas e dei vertici del partito Fatah. «La ripresa del dialogo richiede passi concreti, primo fra tutti il congelamento degli insediamenti», ha precisato Yaser Abed Rabbo, voce autorevole in seno all'Olp. «Gli sforzi hanno raggiunto un punto morto», ha aggiunto Rudeineh.
Una richiesta che, con ogni probabilità, non sarà accolta da Israele. Lo scorso 26 settembre è infatti scaduta la moratoria sugli insedimenti. Un'azione senza precedenti nella giovane storia israeliana - per dieci mesi è stata congelata la loro espansione - che il governo di Gerusalemme aveva deciso per incentivare i palestinesi a tornare al tavolo dei negoziati. Proprio venerdì il premier israeliano Netanyahu ha reso noto che la moratoria non sarà estesa.
La soluzione ideata dall'Olp per mantenere in vita il fragilissimo processo non è di buon auspicio: mantenere il dialogo aperto con i mediatori americani ed esercitare pressione sulla comunità internazionale perché Israele congeli gli insediamenti. Decisivo sarà il vertice dei ministri degli Esteri della Lega Araba, venerdì prossimo in Libia. Dopo essersi consultato con l'organizzazione, Abu Mazen renderà nota una decisione finale sulle trattative del nuovo processo di pace, iniziato il 2 settembre a Washington, con l'incontro tra Abu Mazen e Netanyahu.

DaIl Sole 24 Ore

5 ottobre 2010

Business is business

 Da nave della pace a set cinematografico. Questo il destino della Mavi Marmara, l'imbarcazione che il 31 maggio scorso è stata attaccata dalla marina israeliana mentre cercava di raggiungere la Striscia di Gaza (rompendo un blocco navale. Vale la pena di ricordare che la rottura di un blocco navale consiste un casus belli) per portare cibo e generi di prima necessità (o armi? Come è stato dimostrato dagli stessi giornali turchi?) alle popolazioni afflitte dall'embargo (più che dall'embargo da Hamas che intasca i più cospicui aiuti umanitari di tutto il globo). Nello scontro uomo contro uomo hanno perso la vita 8 cittadini turchi e un turco americano.

L'attacco (della Mavi Marmara ad Israele) ha provocato l'ennesimo grande strappo fra Turchia e Israele, dando quasi il colpo di grazia a relazioni già in bilico da tempo. Adesso dopo il danno, la Turchia cerca la vendetta in attesa che vengano resi noti i risultati della commissione di inchiesta internazionale.

Gli interni della nave serviranno come set del film "La valle dei Lupi", che, assicurano gli addetti ai lavori, avrà una spiccata linea non solo filo palestinese, ma anti-israeliana. Il film uscirà nelle sale il prossimo gennaio e nel Paese della Mezzaluna c'è già una grande attesa. La notizia arriva niente meno che dall'Ihh, la ong che aveva finanziato il viaggio della Mavi Marmara e che nel 2008 è finita sulla lista nera della Cia e del Mossad (ed è considerata illegale anche nella Turchia stessa e in Germania) con il sospetto di finanziare Hamas.

Israele è già in allerta. Stando a quanto rivela il quotidiano Hurriyet, il vice ministro degli Esteri Danny Ayalon non commenta e fonti diplomatiche hanno detto che Israele prima di protestare aspetteranno di vedere la pellicola.

Da ApCom


E poi ci vengono a raccontare che è Israele il cinico e di gattivo gusto, che sono gli ebrei quelli che approfittano economicamente sulle disgrazie, ecc. ecc.

13 settembre 2010

Ahmadinejad andrà in Libano. Anche nel sud, al confine con Israele, che dovrebbe essere controllato dall'Unifil

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad si rechera' in visita in Libano a ottobre, per la prima volta dal 2005.

''Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sara' in visita in Libano dal 13 al 14 ottobre e dovrebbe incontrare il presidente Michel Sleiman, il primo ministro Saad Hariri, il portavoce del parlamento Nabih Berri e alcuni funzionari di Hezbollah'', ha fatto sapere una fonte del governo.

Ahmadinejad dovrebbe anche visitare il sud del Libano, dove la tensione rimane alta dopo l'attacco libanese dello scorso mese agli israeliani.


Da Asca

2 settembre 2010

La guerra tra Hamas e Fatah

 Una sorda guerra di potere, maturata per mesi, sta divampando in Cisgiordania fra l'Anp e i suoi rivali ideologici di Hamas. L'area di maggiore frizione viene identificata dalle forze di sicurezza nelle moschee, che l'Autorita' guidata da Abu Mazen teme siano usate da predicatori simpatizzanti del movimento integralista palestinese per fomentare dissenso.Venerdi' agenti dell'Anp hanno impedito con la forza a un esponente politico di Hamas di tenere sermoni in 2 moschee di Hebron.

Dall'ANSA del 29 agosto 2010

Hamas: "Abu Mazen e al-Fatah non rappresentano la Palestina, ne' Gerusalemme, ne' i profughi ne' la moschea di al-Aqsa". Il premier israeliano Benyamin Netanyahu: "Se la leadership palestinese affrontera' le trattive con la medesima serieta' che abbiamo noi e' possibile raggiungere un accordo duraturo che garantisca pace e sicurezza a entrambi i popoli".

GAZA CITY, 29-08-2010 - Le teste dei dirigenti dell'Anp "saranno schiacciate" dai miliziani di Hamas se alle prossime trattative di pace con Israele gli uomini di Abu Mazen faranno compromessi "sul diritto del ritorno dei profughi, su Gerusalemme e sulla Palestina". L'esplicita minaccia e' stata espressa ieri da Halil al-Haya, dirigente politico di Hamas, gruppo fondamentalista islamico che governa Gaza, inserito tra i movimenti terroristi anche dall'Unione Europea.
Le parole arrivano mentre le relazioni fra l'Anp e Hamas sono di nuovo molto tese in seguito a misure limitative imposte di recente dai servizi di sicurezza di Abu Mazen in alcune moschee della Cisgiordania. Secondo al-Haya l'obiettivo delle trattative che saranno avviate il 2 settembre a Washington e' di "cancellare la presenza palestinese, consentire la ebraicizzazione di Gerusalemme e l'espansione degli insediamenti, e negare il diritto del ritorno".
In questo stato di cose Hamas, secondo al-Haya, si attende dai palestinesi della Cisgiordania che "si sollevino" contro le trattative. "Abu Mazen e al-Fatah - ha insistito - non rappresentano la Palestina, ne' Gerusalemme, ne' i profughi ne' la moschea di al-Aqsa".
In ogni caso Hamas non riconoscera' alcun accordo "col nemico sionista", ha avvertito al-Haya. Qesto intervento e' giunto poche ore dopo che i servizi di sicurezza dell'Anp avevano impedito l'ingresso in una moschea nella zona di Hebron ad un noto predicatore, figura di spicco di Hamas.
Secondo alcuni mezzi stampa, l'Anp teme che Hamas possa mobilitare le moschee della Cisgiordania per organizzare proteste contro il presidente Abu Mazen.

Da RaiNews24 del 29 agosto 2010


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Hamas Fatah guerra intestina intrafada

permalink | inviato da esperimento il 2/9/2010 alle 11:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

23 agosto 2010

Paranoie fondamentaliste

 

Che bella immagine eh? Vi chiederete cosa c'entra con i soliti post. Eppure c'entra, perché questi che sembrano innocenti cioccolatini che nel peggiore dei casi possono far ingrassare, sono in realtà pericolosissimi. Teoria questa, che fa il paio con quest'altra. Se volete sapere perché leggete qui. Se poi avete qualche problema con l'inglese, allora potete leggere il bravo giornalista che ne ha dato notizia

(Naturalmente, poi, l'odio viene prima di qualunque volontà di intesa e/o compromesso. Anche con i propri "connazionali" - o pseudo tali...):

Hamas non ha preso parte ieri sera a un incontro a Gaza città con rappresentanti di al Fatah in segno di protesta per la decisione dell'Anp e del Comitato esecutivo dell'Olp (entrambi monopolizzati da al Fatah) di riprendere i negoziati diretti con Israele. L'incontro a Gaza città doveva segnare un passo avanti sulla strada della riconciliazione palestinese

sfoglia
luglio