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Questo blog sta spudoratamente con Israele e, riprendendo un post di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto daCamillo non metterà in dubbio le sue idee, ma lo potrebbe fare se:
-
Sharon sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
-Sharon sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
-Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
-Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
-I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie palestinesi.
-Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
-I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
-I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
-I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
-I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
-I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
-La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
-I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
-I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
-I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
-Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
-Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
-Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
-Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
-I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
-I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
-Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.

Lo statuto di Fatah



"
Israele è una delle rare cause che sostengo. Neri e ebrei sono legati da una storia comune di persecuzioni"
Ray Charles, "The Genius", cantante e pianista.









Carlo Panella
I piccoli martiri assassini di Allah
pp. 224 - Euro 12,90 - Edizione in brossura con sovraccoperta. Indottrinamento scolastico, religioso, mediatico; cortometraggi di propaganda appositamente studiati per annullare la naturale paura della morte; canzoncine e giochi che esaltano il suicidio e il martirio. Sono terribili ed eclatanti i documenti raccolti in questo saggio. Oggi un’intera generazione di ragazzini, vittime dell’indottrinamento e della propaganda crede che la morte per Allah in guerra sia la più elevata impresa conseguibile in vita. Questa educazione è un’onta indelebile, un abuso, un terribile pregiudizio per il futuro della regione e del pianeta.

Carlo Panella
, autorevole osservatore dell’intricato scenario mediorientale, analizza la nuova, terribile arma del terrorismo islamico: il martirio degli shaid–killer, i suicidi-assassini, diventati ormai parte integrante nel progetto di una società islamica fondamentalista. "È questo, per chi ha occhi per vedere, il nuovo volto di un vecchio cancro che l’Europa ha tristemente conosciuto: il totalitarismo".

 



l'educazione impartita ai bambini palestinesi - This is what is taught to palestinian children

"Avremo la pace quando gli arabi ameranno i loro figli quanto odiano noi" - Golda Meir

E
’ ovvio che tutti i morti chiamano compassione, che le vittime non stanno da una parte sola, che in Medio Oriente non è quasi possibile distinguere il sangue dei vinti da quello dei vincitori, perché è in corso una lotta esistenziale la cui conclusione è tutt’altro che certa, e il cui unico sbocco umano possibile è la pace. Ma non è ovvio, anzi è uno scandalo, che il terrorismo sia rubricato sotto la voce “resistenza”, che non si capisca quanto sia di rigore il dovere di amare un paese così, affetto da questa piaga, lacerato e insanguinato nel modo che vedete, e non in metafora, ma alla lettera. E gli scandali devono venire alla luce.Il terrorismo è una paura dell’invisibile, e questa paura forgia le coscienze degli occidentali che cedono terreno alla sua logica nell’invisibilità. (...) - Da «Amiamo la vita più di quanto loro amano la morte» Il Foglio 3/2/2004.

Israele rappresenta un caso unico: quello di uno Stato al quale si contesta il diritto di esistere. La politica israeliana si può comprendere chiaramente solo alla luce di questa realtà. Tutti i timori, le preoccupazioni, le angosce dei miei amici israeliani, compresi quelli più impegnati per la pace, si riassumono nella paura di vedersi negare il diritto di esistere. Una paura che non cesserà finché questo diritto non sarà garantito. E finché durerà questa paura, l´unica reazione possibile sarà quella di dire: «Mai più ci lasceremo condurre docilmente al massacro come agnellini inermi». (...) Chi non lo comprende, e non tiene presente al tempo stesso il fatto che fin dal primo momento l´esistenza stessa del neonato Stato d´Israele veniva contestata da parte araba, con mezzi militari e sempre nuove minacce, non può comprendere qual è veramente la posta in gioco nel conflitto mediorientale. Se guardiamo alla situazione attuale, non possiamo ignorare le sofferenze dei palestinesi, i morti, le molte vittime innocenti, dall´una e dall´altra parte. Ma questo conflitto potrà arrivare a una soluzione soltanto quando il diritto alla esistenza dello Stato di Israele e dei suoi cittadini sarà garantito al di là di ogni possibile dubbio. (...) Da "Vedere l'Olocausto in atto" di Joschka Fischer su La Repubblica del 3/2/2004.

Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro
padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta. Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso. Dal «Corriere della Sera», Indro Montanelli, 16 settembre 1972.

(...) l'11 marzo l'Europa ha pagato caro il suo pacifismo filoislamico: 200 morti innocenti, il più  terribile attentato mai vissuto nel vecchio continente. 
(...) Sarebbe giusto capire finalmente la tragedia che vive Israele da anni e sarebbe giusto pensare che noi abbiamo vissuto 130 volte l'11 marzo in tre anni e mezzo. 130 attentati suicidi in un Paese piccolo come una regione italiana. Dopo ogni attentato sentivamo i commenti più atroci: " lotta di liberazione, non hanno altra possibilita'che il terrorismo, militanti per la libertà, occupazione militare, peggio per loro (cioè noi)". Mai una normale parola di comprensione per i nostri bambini lacerati dai chiodi e dall'esplosivo. Una bambina di sette mesi è la più piccola vittima di Madrid. La sua morte dovrebbe pesare sulla coscienza di chi ha sempre tentato di giustificare il terrorismo islamico.
La sua morte, come quella delle altre vittime, dovrebbe togliere il sonno a chi esaltava Durban, a chi approvava i cortei pacifisti urlanti "Bush e Sharon Boia" e ai capetti europei sempre pronti a calare le braghe davanti alle dittature islamiche. Io li porterei tutti a Madrid e li farei stare sull'attenti davanti ai pezzi dei corpi delle vittime dei fratellini di Bin Laden, Arafat e Saddam Hussein.
Deborah Fait su Informazione corretta 13/03/2004.



Quattro giorni più tardi, 16/10/2000 il quotidiano palestinese di Ramallah "Al Hayat Al Jadida" pubblicava il seguente appello:
Chiarimenti speciali dal rappresentante italiano della rete televisiva ufficiale italiana. Miei cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo che sia nostro compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso gli eventi; quella rete ha filmato gli eventi. In seguito la televisione israeliana ha mandato in onda le immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo modo l’impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo filmato quelle immagini. Desideriamo sottolineare che le cose non sono andate in questo modo perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato. Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare certi che questo non è il nostro modo d’agire (ossia nel senso che non lavoriamo come le altre reti televisive). Non facciamo e non faremo cose del genere. Vi preghiamo di accettare i nostri migliori auguri. Riccardo Cristiano,Rappresentante della rete ufficiale italiana in Palestina
(grazie alla segnalazione di Barbara).

 

Esperimento consiglia:

 

24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi di Ruth Halimi ed Emilie Frèche. Traduzione di Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan. Ed. Belforte

A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)

«L'antisemitismo è qualcosa che minaccia la vita degli ebrei ma devasta, a volte in maniera irrimediabile, le coscienze dei non ebrei. È giunto il momento di raccontare quelle sgradevoli verità che non siamo ancora riusciti né a confessare né a confessarci del tutto.»


   Il sistema costituzionale dello Stato di Israele
dalai lama


*LIST
JEWISH BLOGGERSJOIN*



(Grazie a Dandy che è l'autore del bellissimo manifesto e a Bautzetung promotore della lista il cui motto è "Né di qua né di là!!!")

TOCQUEVILLE,  la città dei liberi.

Premessa. – Introduzione. – I. Profili storici (E. Ottolenghi). – II. Costituzione e Fonti del Diritto (A. Mordechai Rabello). – III. La Forma di Governo (E. Ottolenghi). – IV. I partiti politici (A. Mordechai Rabello e A. Yaakov Lattes). – V. Le libertà fondamentali (S. Navot). – VI. L’ordinamento giudiziario (S. Goldstein e A. Mordechai Rabello). – VII. La giustizia costituzionale (T. Groppi). – Orientamenti bibliografici (a cura di Francesca Rosa).
 

 



 



                                         

>
A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)



Grazie a Watergate che ha migliorato notevolmente questa homepage

E voi cosa proponete? Andreacaro è convinto che una risata ci seppellirà.


 

Diario | Dai mass media italiani | Dall'estero | Satira, musica, balli | Interventi, riflessioni, commenti |
 
Diario
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23 settembre 2017

Auguri a tutti

Don't make war, grow pomegranate


19 novembre 2012

Ci risiamo

In tutti questi anni di blog, ho dovuto testimoniare e dimostrare diverse volte, (si direbbe fino alla noia), la falsità dell'informazione "ufficiale". Nessun servizio o scarsissime notizie sui massacri commessi da regimi arabi (e alcuni islamici in Africa o Iran); nessun servizio sui quotidiani attacchi missilistici verso i civili israeliani; falsificazione industriale delle immagini; ribaltamenti causa-effetto, così da trasformare le vittime in aggressori e questi ultimi in poveracci che non hanno nessun'altra scelta che reagire; sovraesposizione del conflitto arabo-israeliano, rispetto a tutte le altre vicende nel mondo; a volte addirittura esagerazione nei numeri dei morti palestinesi, con dettagli di genere (bambini, donne, ecc.) e omissioni di altri (quanti sono invece i terroristi, coinvolti non si sa mai o quasi), a fronte di un generico "israeliani", "coloni", qualche volta un più umano, ma ancor più generico "persone".
Insomma, sempre la stessa identica storia. Anzi, direi anche peggio, visto la crescente diffusione dei social network che, se da una parte favoriscono la conoscenza, dall'altra permettono a tutti di immettere in rete qualunque cosa e farla diventare un dato di fatto anche se è una baggianata o perfino una menzogna. E in più permettono a tutti di attaccare (hackerare?) le pagine di quei rari enti o organi ufficiali che si comportano correttamente.

Se la maggioranza dei media e dei politici adottassero un atteggiamento più neutrale, più vicino alla pace che dicono di volere (a meno che non intendano quella dei cimiteri per le vittime delle prepotenze), forse non ci si troverebbe più in questa sitauzione di ripetizione coatta.
Perché tutti coloro che potrebbero in qualche modo influenzare la situazione si ostinano ad appoggiare gli aggressori e a condannare o a rimanere indifferenti di fronte alle vititme? Molti dicono di desiderare la pace, ma continuano ad appoggiare la falsità e la malafede, sempre più spudoratamente.
Solo per citare due esempi nostrani tra i più recenti: prima il sindaco di Napoli, con l'appoggio alla "flotilla" Estelle di circa un mese fa; ora, negli ultimi giorni, quello di Palermo, Leoluca Orlando, con la solidarietà a Khan Younis e nessun accenno alla vita impossibile a cui sono costretti gli abitanti di Sderot, Ashkelon, Ashdod, Beer Sheva e ora anche Tel Aviv (e speriamo che non si debba ripetere anche a Gerusalemme peraltro già colpita)
.
Se non si spezza questa rete di malasolidarietà non si arriverà mai alla pace e alla sicurezza.
Invito tutti coloro che sono armati di buona volontà e sincero desiderio di arrivare alla soluzione definitiva (che non sia però la distruzione di Israele e/o delle minoranze non islamiche nei Paesi circostanti), di usare tutti i mezzi a loro disposizione (blog, facebook, twitter, google+, ecc. ecc.) per far sentire la propria voce. Non basta più informarsi o scrivere in un solo sito o in una sola pagina. E' necessario portare avanti un'azione multipla che veda coinvolti contemporaneamente (sì lo so è molto difficile e impegnativo, ma è l'unica speranza di poter arrivare a un qualche risultato) vari mezzi e vari interlocutori.
Per chi vuole avere informazioni, può cercare in questo blog (per le esperienze precedenti), tra i links qui a fianco, o usando motori di ricerca generali quali per es. Google e digitando poi "pallywood", "fauxtography", "hezbollywood" o inviandomi email (yahoo) all'indirizzo riportato in fondo alla lista dei links.



2 luglio 2012

Una notizia buona e una cattiva

La cattiva è molto simile a tante precedenti, ahinoi: il traffico d'armi clandestino a favore dei palestinesi di Gaza. La buona è che in Egitto, almeno per il momento, continuano, almeno in parte a fermare questo traffico di morte.


Le autorità egiziane hanno intercettato una grossa spedizione di armi, presumibilmente di provenienza libica e diretta verso la Striscia di . Tra gli altri, sequestrati 138 razzi Grad, 139 testate e almeno 7.000 proiettili.

Secondo il quotidiano locale Al Youm7, le armi sarebbero state fabbricate a Marsa Matruh, una piccola città portuale egiziana ad oltre 200 chilometri dal confine libico e successivamente spedite in ; non è ancora chiaro se il trasferimento sia avvenuto durante o dopo le rivolte che hanno portato alla caduta di Muammar lo scorso anno.

Il ministro dell’Interno egiziano, Mohamed Ibrahim, ha dichiarato che la polizia è sulle tracce di due uomini sospettati di traffico di armi “verso la Penisola del o la ”.

Non è la prima volta che armi provenienti dalla Libia vengono intercettate sulla strada verso Gaza. Il 20 maggio, le autorità egiziane hanno confiscato un carico comprendente 120 missili superficie-aria, 30 missili terra-terra, 15 razzi Grad, 25 lanciagranate anticarro e sistemi TNT e di navigazione.

Il 12 maggio, confiscata un’altra spedizione: 50 missili, un mortaio, sette mitragliatrici e migliaia di munizioni. In entrambi i casi le armi sono state intercettate nei pressi di Marsa Matruh, ritenuta una tappa obbligatoria verso Gaza.

Da Atlasweb

28 ottobre 2011

Missili grad da Gaza

Raid dei caccia israeliani contro quattro bersagli a Gaza alle prime ore di oggi colpendo un deposito di missili. L'attacco e' stato deciso dopo che militanti palestinesi per la prima volta da settimane erano tornati a colpire le citta' israeliane, con il lancio di un missile Grad caduto in un campo aperto vicino alla citta' di Ashdod.

Da AdnKronos

28 febbraio 2011

Missili da Gaza e milioni di dollari a Gaza

Fonti palestinesi hanno comunicato che ieri l'aviazione israeliana ha condotto un raid nella zona di Rafah contro una jeep appena emersa dal deserto del Sinai egiziano, da sempre area in cui si pratica il contrabbando. Il veicolo è stato colpito e le due persone che viaggiavano a bordo, militanti di Hamas, sono rimasti feriti: agenti dell'organizzazione sono accorsi sul posto per recuperare le armi ed i milioni di dollari in contanti che la jeep stava trasportando ma la maggior parte delle banconote era andata in fumo.

I servizi di intelligence israeliani sostengono che il contrabbando delle armi dal Sinai ha subito un aumento esponenziale nelle ultime settimane: di fatto con il crollo del regime di Mubarak si è indebolito anche il controllo sulla zona da parte dell'esercito egiziano che deve dare la precedenza a probelmi come il mantenimento dell'ordine di fronte alla crescente inquietudine di bande di beduini armati.


Da PeaceReporter

(prima, però, del "raid" israeliano, Hamas aveva lanciato un missile):

Un razzo tirato dalla Striscia di Gaza e' caduto questa mattina nel settore di Eshkol, nel sud di Israele, senza causare vittime ne' danni.Lo ha detto un portavoce militare. Ieri l'aviazione israeliana aveva lanciato una serie di raid contro la Striscia di Gaza, con un bilancio di quattro feriti,in risposta a lanci di razzi da Gaza.

In particolare mercoledi' uno dei razzi aveva raggiunto per la prima volta il capoluogo Beer Sheva, provocando danni ma non vittime.

Dall'Ansa



11 gennaio 2011

Arsenale Hezbollah supera del 90% quello di qualunque altro Paese del mondo

Il ''potenziale di fuoco'' di Hezbollah, ovvero i razzi in possesso del movimento sciita libanese, supera oggi ''del 90 per cento quello degli altri Paesi del mondo''. E' quanto si legge in un'analisi pubblicata dal quotidiano israeliano 'The Jerusalem Post', che sottolinea come l'Iran sarebbe pronto a utilizzare Hezbollah per lanciare un attacco missilistico contro Israele nel caso in cui lo Stato ebraico decidesse di attaccare gli impianti nucleari della Repubblica islamica.
"Gli iraniani, che sono ampiamente responsabili della costruzione di Hezbollah, tanto che oggi il suo potenziale di fuoco è superiore al 90% di quelli degli altri Paesi del mondo, convocherebbe i suoi apparati e l'organizzazione lancerebbe un attacco massiccio con razzi contro il fronte intero di Israele'', prosegue l'analisi del Jerusalem Post. ''Probabilmente alcuni degli attacchi di Hezbollah proverrebbero dalla Siria, il che significa che anche Damasco verrebbe coinvolta nel conflitto'', sostiene il quotidiano.

Da AdnKronos
(http://www.adnkronos.com/IGN/Aki/Italiano/Sicurezza/Libano-J-Post-Hezbollah-ha-90-razzi-Paesi-del-mondo_311506954521.html)

28 ottobre 2010

Karine A bis scoperta in Nigeria

 I servizi segreti nigeriani hanno scoperto tredici container con del materiale bellico provenienti dall'Iran e diretti probabilmente verso la Striscia di Gaza: è quanto pubblica il quotidiano israeliano Ha'aretz.

I container si trovavano a bordo di una nave iraniana fermatasi nel porto di Lagos per il tempo strettamente necessario a scaricarli per poi ripartire: la bolla di accompagno descriveva il contenuto come "materiale da costruzione" (sì certo! lanciarazzi, granate ed esplosivi servono per costruire... le tombe degli israeliani)

Secondo i servizi israeliani la vicenda avrebbe permesso di scoprire una nuova rotta per il contrabbando di armi iraniane verso la Striscia di Gaza: dato il maggiore controllo internazionale sulle navi iraniane, Teheran preferirebbe evitare l'usuale rotta attraverso il Mar Rosso. 


nigeria - AP - October 27 2010

Da Apcom

8 ottobre 2010

Basi siriane ad uso e consumo di Hezbollah

L'esercito siriano dispone di una base in cui nasconde missili Scud e addestra militanti del gruppo sciita Hezbollah al loro uso. E' quanto si legge sul sito del quotidiano Haaretz, in cui si spiega che la base e le attivita' che vi si svolgono sono state rivelate da immagini satellitari. Le foto risalgono al 22 marzo e sono disponibili su Internet, sul sito di Google Earth. Mostrano intense attivita' per la costruzione di basi militari in tutta la Siria, tra cui una di grandi dimensioni a soli 25 chilometri da Damasco, nei pressi della citta' di Adra. La base si trova in una valle, circondata da montagne dall'altezza massima di 400 metri. Sarebbe dotata di tunnel che conducono all'interno delle montagne, dove sarebbero custoditi gli Scud. Cinque missili di 11 metri (la lunghezza degli Scud B e Scud C) sono visibili nella base. Tre si trovano a bordo di camion e due in quella che sembra un'area per l'addestramento. Uno dei due e' montato su una rampa mobile. Ad aprile, la notizia apparsa sul quotidiano 'al-Rai' del Kuwait circa la fornitura di missili Scud dalla Siria a Hezbollah aveva elevato il livello di tensione con Israele. Sia Hezbollah, sia il governo siriano, sia quello libanese avevano smentito con fermezza la notizia, ma l'intelligence israeliana denuncio' che gli Scud sono solo la punta di un iceberg e che Damasco ha gia' fornito agli sciiti libanesi migliaia di razzi. L'esercito siriano dispone di una base in cui nasconde missili Scud e addestra militanti del gruppo sciita Hezbollah al loro uso. E' quanto si legge sul sito del quotidiano Haaretz, in cui si spiega che la base e le attivita' che vi si svolgono sono state rivelate da immagini satellitari. Le foto risalgono al 22 marzo e sono disponibili su Internet, sul sito di Google Earth. Mostrano intense attivita' per la costruzione di basi militari in tutta la Siria, tra cui una di grandi dimensioni a soli 25 chilometri da Damasco, nei pressi della citta' di Adra. La base si trova in una valle, circondata da montagne dall'altezza massima di 400 metri. Sarebbe dotata di tunnel che conducono all'interno delle montagne, dove sarebbero custoditi gli Scud. Cinque missili di 11 metri (la lunghezza degli Scud B e Scud C) sono visibili nella base. Tre si trovano a bordo di camion e due in quella che sembra un'area per l'addestramento. Uno dei due e' montato su una rampa mobile. Ad aprile, la notizia apparsa sul quotidiano 'al-Rai' del Kuwait circa la fornitura di missili Scud dalla Siria a Hezbollah aveva elevato il livello di tensione con Israele. Sia Hezbollah, sia il governo siriano, sia quello libanese avevano smentito con fermezza la notizia, ma l'intelligence israeliana denuncio' che gli Scud sono solo la punta di un iceberg e che Damasco ha gia' fornito agli sciiti libanesi migliaia di razzi.

Da AdnKronos

16 settembre 2010

Ecco chi usa il fosforo? Qualcuno degli sbandieratori delle "armi illegali e proibite" protesterà??

 Due dei 9 proiettili di mortaio sparati oggi da Gaza contro il sud di Israele erano bombe al fosforo. Lo ha confermato l'esercito israeliano, precisando che non e' la prima volta che accade una cosa simile. Haim Yalin, il capo del Consiglio regionale di Eshkol, la zona in cui sono caduti i proiettili, ha manifestato alla stampa l'intenzione di denunciare l'accaduto alle Nazioni Unite, visto che l'uso di queste armi e' proibito dalla convenzione di Ginevra.

Da Repubblica


Gli impiegati dell'ambasciata Usa a Tel Aviv sono stati messi in quarentena dopo che, in una busta ricevuta dalla sede diplomatica e' stata ritrovata una polvere bianca sospetta. Lo scrive il sito del quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, aggiungendo che, secondo l'impiegato che ha aperto la busta, la polvere era accompagnata da una lettera che conteneva minacce contro Israele. Secondo la polizia, buste simili sono state inviate anche alle ambasciate di Svezia e Spagna.

Da AdnKronos

31 maggio 2010

1.100 missili siriani puntati contro Israele

La Siria ha mille missili balistici puntati contro Tel Aviv e altre citta' israeliane ed Hezbollah ha altrettanti razzi pronti a colpire il territorio dello Stato ebraico. Lo riporta Debkafile. Fonti militari hanno riferito la preoccupazione di Gerusalemme per il trasferimento siriano di gran parte del stock di missili balistici a propellente liquido a Hezbollah, mentre Damasco lavora giorno e notte alla produzione di missili balistici a propellente solido. A queste linee di produzione lavorano anche ingegneri ed esperti militari nordcoreani.
  La produzione militare di Damasco si inserisce, secondo fonti di intelligence occidentali, in una strategia di unificazione dei comandi militari di Siria, Iran, Hezbollah e Hamas nel caso di una guerra con Israele. Dai primi di marzo sarebbe operativo un comando unico centrale, diretto da Teheran ma con sede a Damasco. La decisione di metterlo in piedi, afferma Debka, sito buone entrature nei servizi segreti israeliani, fu presa il 25 febbraio scorso nella capitale siriana durante una cena alla quale parteciparono Mahmoud Ahmadinejad, Hasan Nasrallah e Bashar Assad. In quell'occasione si decise il "compito principale" del comando: impegnare Israele su piu' fronti ed evitare che da Teheran, Damasco, Gaza e dal sud del Libano siano sparati missili contro le stesse citta' israeliane e nello stesso tempo. I razzi a propellente liquido, infatti, sono piu' lenti e impiegano da 50 minuti a un'ora per raggiungere l'obiettivo. Un lasso di tempo rischioso per le postazioni nel sud del Libano e per Gaza perche' Israele avrebbe tutto il tempo di reagire e colpire. Un attacco su tre o quattro fronti, invece, non darebbe alle forze armate dello Stato ebraico il tempo e lo spazio di difendersi e contrattaccare.

 

Da Agi

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