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Questo blog sta spudoratamente con Israele e, riprendendo un post di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto daCamillo non metterà in dubbio le sue idee, ma lo potrebbe fare se:
-
Sharon sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
-Sharon sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
-Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
-Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
-I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie palestinesi.
-Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
-I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
-I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
-I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
-I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
-I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
-La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
-I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
-I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
-I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
-Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
-Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
-Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
-Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
-I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
-I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
-Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.

Lo statuto di Fatah



"
Israele è una delle rare cause che sostengo. Neri e ebrei sono legati da una storia comune di persecuzioni"
Ray Charles, "The Genius", cantante e pianista.









Carlo Panella
I piccoli martiri assassini di Allah
pp. 224 - Euro 12,90 - Edizione in brossura con sovraccoperta. Indottrinamento scolastico, religioso, mediatico; cortometraggi di propaganda appositamente studiati per annullare la naturale paura della morte; canzoncine e giochi che esaltano il suicidio e il martirio. Sono terribili ed eclatanti i documenti raccolti in questo saggio. Oggi un’intera generazione di ragazzini, vittime dell’indottrinamento e della propaganda crede che la morte per Allah in guerra sia la più elevata impresa conseguibile in vita. Questa educazione è un’onta indelebile, un abuso, un terribile pregiudizio per il futuro della regione e del pianeta.

Carlo Panella
, autorevole osservatore dell’intricato scenario mediorientale, analizza la nuova, terribile arma del terrorismo islamico: il martirio degli shaid–killer, i suicidi-assassini, diventati ormai parte integrante nel progetto di una società islamica fondamentalista. "È questo, per chi ha occhi per vedere, il nuovo volto di un vecchio cancro che l’Europa ha tristemente conosciuto: il totalitarismo".

 



l'educazione impartita ai bambini palestinesi - This is what is taught to palestinian children

"Avremo la pace quando gli arabi ameranno i loro figli quanto odiano noi" - Golda Meir

E
’ ovvio che tutti i morti chiamano compassione, che le vittime non stanno da una parte sola, che in Medio Oriente non è quasi possibile distinguere il sangue dei vinti da quello dei vincitori, perché è in corso una lotta esistenziale la cui conclusione è tutt’altro che certa, e il cui unico sbocco umano possibile è la pace. Ma non è ovvio, anzi è uno scandalo, che il terrorismo sia rubricato sotto la voce “resistenza”, che non si capisca quanto sia di rigore il dovere di amare un paese così, affetto da questa piaga, lacerato e insanguinato nel modo che vedete, e non in metafora, ma alla lettera. E gli scandali devono venire alla luce.Il terrorismo è una paura dell’invisibile, e questa paura forgia le coscienze degli occidentali che cedono terreno alla sua logica nell’invisibilità. (...) - Da «Amiamo la vita più di quanto loro amano la morte» Il Foglio 3/2/2004.

Israele rappresenta un caso unico: quello di uno Stato al quale si contesta il diritto di esistere. La politica israeliana si può comprendere chiaramente solo alla luce di questa realtà. Tutti i timori, le preoccupazioni, le angosce dei miei amici israeliani, compresi quelli più impegnati per la pace, si riassumono nella paura di vedersi negare il diritto di esistere. Una paura che non cesserà finché questo diritto non sarà garantito. E finché durerà questa paura, l´unica reazione possibile sarà quella di dire: «Mai più ci lasceremo condurre docilmente al massacro come agnellini inermi». (...) Chi non lo comprende, e non tiene presente al tempo stesso il fatto che fin dal primo momento l´esistenza stessa del neonato Stato d´Israele veniva contestata da parte araba, con mezzi militari e sempre nuove minacce, non può comprendere qual è veramente la posta in gioco nel conflitto mediorientale. Se guardiamo alla situazione attuale, non possiamo ignorare le sofferenze dei palestinesi, i morti, le molte vittime innocenti, dall´una e dall´altra parte. Ma questo conflitto potrà arrivare a una soluzione soltanto quando il diritto alla esistenza dello Stato di Israele e dei suoi cittadini sarà garantito al di là di ogni possibile dubbio. (...) Da "Vedere l'Olocausto in atto" di Joschka Fischer su La Repubblica del 3/2/2004.

Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro
padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta. Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso. Dal «Corriere della Sera», Indro Montanelli, 16 settembre 1972.

(...) l'11 marzo l'Europa ha pagato caro il suo pacifismo filoislamico: 200 morti innocenti, il più  terribile attentato mai vissuto nel vecchio continente. 
(...) Sarebbe giusto capire finalmente la tragedia che vive Israele da anni e sarebbe giusto pensare che noi abbiamo vissuto 130 volte l'11 marzo in tre anni e mezzo. 130 attentati suicidi in un Paese piccolo come una regione italiana. Dopo ogni attentato sentivamo i commenti più atroci: " lotta di liberazione, non hanno altra possibilita'che il terrorismo, militanti per la libertà, occupazione militare, peggio per loro (cioè noi)". Mai una normale parola di comprensione per i nostri bambini lacerati dai chiodi e dall'esplosivo. Una bambina di sette mesi è la più piccola vittima di Madrid. La sua morte dovrebbe pesare sulla coscienza di chi ha sempre tentato di giustificare il terrorismo islamico.
La sua morte, come quella delle altre vittime, dovrebbe togliere il sonno a chi esaltava Durban, a chi approvava i cortei pacifisti urlanti "Bush e Sharon Boia" e ai capetti europei sempre pronti a calare le braghe davanti alle dittature islamiche. Io li porterei tutti a Madrid e li farei stare sull'attenti davanti ai pezzi dei corpi delle vittime dei fratellini di Bin Laden, Arafat e Saddam Hussein.
Deborah Fait su Informazione corretta 13/03/2004.



Quattro giorni più tardi, 16/10/2000 il quotidiano palestinese di Ramallah "Al Hayat Al Jadida" pubblicava il seguente appello:
Chiarimenti speciali dal rappresentante italiano della rete televisiva ufficiale italiana. Miei cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo che sia nostro compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso gli eventi; quella rete ha filmato gli eventi. In seguito la televisione israeliana ha mandato in onda le immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo modo l’impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo filmato quelle immagini. Desideriamo sottolineare che le cose non sono andate in questo modo perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato. Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare certi che questo non è il nostro modo d’agire (ossia nel senso che non lavoriamo come le altre reti televisive). Non facciamo e non faremo cose del genere. Vi preghiamo di accettare i nostri migliori auguri. Riccardo Cristiano,Rappresentante della rete ufficiale italiana in Palestina
(grazie alla segnalazione di Barbara).

 

Esperimento consiglia:

 

24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi di Ruth Halimi ed Emilie Frèche. Traduzione di Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan. Ed. Belforte

A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)

«L'antisemitismo è qualcosa che minaccia la vita degli ebrei ma devasta, a volte in maniera irrimediabile, le coscienze dei non ebrei. È giunto il momento di raccontare quelle sgradevoli verità che non siamo ancora riusciti né a confessare né a confessarci del tutto.»


   Il sistema costituzionale dello Stato di Israele
dalai lama


*LIST
JEWISH BLOGGERSJOIN*



(Grazie a Dandy che è l'autore del bellissimo manifesto e a Bautzetung promotore della lista il cui motto è "Né di qua né di là!!!")

TOCQUEVILLE,  la città dei liberi.

Premessa. – Introduzione. – I. Profili storici (E. Ottolenghi). – II. Costituzione e Fonti del Diritto (A. Mordechai Rabello). – III. La Forma di Governo (E. Ottolenghi). – IV. I partiti politici (A. Mordechai Rabello e A. Yaakov Lattes). – V. Le libertà fondamentali (S. Navot). – VI. L’ordinamento giudiziario (S. Goldstein e A. Mordechai Rabello). – VII. La giustizia costituzionale (T. Groppi). – Orientamenti bibliografici (a cura di Francesca Rosa).
 

 



 



                                         

>
A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)



Grazie a Watergate che ha migliorato notevolmente questa homepage

E voi cosa proponete? Andreacaro è convinto che una risata ci seppellirà.


 

Diario | Dai mass media italiani | Dall'estero | Satira, musica, balli | Interventi, riflessioni, commenti |
 
Diario
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16 novembre 2015

La complicità europea nel terrorismo fondamentalista

21 agosto 2015

Guardate e sentite cosa vogliono boicottare

Peccato per gli antisemiti e antiisraeliani, non sanno cosa si perdono





"La mia musica parla da sola e io non inserisco la politica nella mia musica"

4 febbraio 2015

Finalmente

Dal pertiniano "Ma insomma: cosa vogliono questi ebrei?" al mattarelliano: "Stefano Taché, rimasto ucciso nel vile attacco terroristico alla Sinagoga di Roma nell'ottobre del 1982. Aveva solo due anni. Era un nostro bambino, un bambino italiano". Un bel progresso. Anche se ci sono voluti ben 32 anni.

11 novembre 2013

E dopo l'esternazione di Berlusconi, i palestinesi...

''Settantacinque anni dopo la Notte dei Cristalli (scatenata in Germania contro gli ebrei,ndr) vediamo ancora svastiche e saluti nazisti nelle aree dell'Autorita'nazionale palestinese''. Ladenuncia e' giunta oggi dal premier israeliano Benyamin Netanyahu secondo cuisi tratta di un ''fenomeno'' da attribuirsi ''all'incitamento selvaggio''condotto contro lo Stato di Israele. ''Questo non e' il modo per raggiungere lapace'', ha osservato. 


17 ottobre 2013

Come si combatte il boicottaggio antiisraeliano (e antisemita)

Il fenomeno del BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) assume forme sempre più pervasive in ambito sociale ed economico. Non si tratta di gruppi organizzati che per una certa motivazione politica non comprano prodotti di talune marche o di particolari fatture, ma di una corrente ideologica che mira a ridurre le collaborazioni internazionali con Israele in qualsiasi campo.

Le lotte politiche degli anni '70, '80 e '90 volevano influire su determinati gruppi multinazionali, la cui presenza nei Paesi in Via di Sviluppo era ritenuta dannosa per le popolazioni locali. Condivisibili o meno, i boicottaggi delle multinazionali sono basati su una critica dei grandi imperi economici e propongono modelli alternativi di commercio, che intendono essere più collaborativi che sfruttativi di risorse e bisogni dei Paesi più deboli. Nel caso del boicottaggio contro Israele, il BDS, l'incidenza delle teorie economiche solidali è pressoché irrilevante: i progetti sviluppo economico cooperativo a beneficio dei palestinesi non sono l'obiettivo del movimento BDS, quanto invece azioni funzionali allo scopo principale, che è il boicottaggio di Israele.

Il BDS, quindi, non è ideologicamente centrato sullo sviluppo della società palestinese oppressa da imperi economici stranieri, bensì è finalizzato a danneggiare Israele quale realtà statuale, politica e storica che è ritenuta la causa prima e unica del mancato sviluppo della società palestinese. In altre parole, il BDS intende la politica mediorientale in due assunti: a) l'esistenza di Israele è un artificioso risultato delle operazioni politiche delle grandi potenze occidentali; b) la prosperità di Israele è conseguente alla sua presunta violenza espansionistica. Ne deriva che l'esistenza di Israele comprime i diritti e il progresso dei palestinesi.

Senza entrare nell'intricato evolversi della storia che ha portato alla creazione dello Stato di Israele o nel complesso argomentare sul suo diritto ad esistere come Stato ebraico e democratico, le teorie del BDS possono esser confutate con due argomentazioni. La visione politica e economica della situazione palestinese vede la Palestina come un'isola sconnessa dal territorio e dalla regione: il BDS non considera che la Palestina è una realtà geopolitica che va analizzata nel contesto regionale, pertanto le relazioni politiche palestinesi vanno analizzate alla luce anche dei rapporti con gli altri Paesi arabi, per individuare le cause della loro, sempre presunta, involuzione sociale ed economica. In secondo luogo, queste teorie sono diretto frutto della narrativa palestinese che costruisce la propria identità come parallela, opposta e incompatibile con quella israeliana.

Il BDS quindi non è un movimento di solidarietà ai palestinesi, ma un movimento anti-israeliano e come tale ha una connotazione politica discriminatoria che le democrazie sono chiamate a combattere perché diretta contro una nazione specifica.

La Francia ha adottato nel 1977 una legge che criminalizza i boicottaggi economici quali atti discriminatori punibili fino a tre anni di reclusione o fino a 45.000€ di multa. Nel 2004, è stata introdotta una legge che criminalizza anche l'incitamento al boicottaggio, punibile fino a un anno di reclusione o fino a 45.000€ di multa. Il boicottaggio è definito (art. 225-1 e 225-2 del codice penale francese)  come il rifiuto di fornire un bene o un servizio oppure l'impedimento di una qualsiasi attività economica in ragione dell'identità nazionale del potenziale partner.

Negli ultimi dieci anni, ci sono stati alcuni casi dibattuti nei tribunali francesi su boicottaggi contro Israele. Tra i più eclatanti, si ricordano il caso Willem e il caso Khimoun-Arnaud.


Sakina Khimoun-Arnaud

Nel 2003, il sindaco di Seclin, una piccola città nel nord della Francia, è stato accusato di boicottaggio per aver escluso i prodotti alimentari israeliani dalle mense pubbliche sotto sua giurisdizione. Willem, condannato in primo e secondo grado, con anche sentenza di conferma della condanna da parte della Corte di Cassazione, ha fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che ha sede a Strasburgo. Willem argomentava che la condanna violava la sua libertà di espressione e la libertà all'opinione politica. I giudici di Strasburgo hanno tuttavia trovato che nel rispetto delle opinioni e convinzioni politiche e nel rispetto della libertà di esprimerle, il boicottaggio non costituisce una forma di espressione di un'idea politica, ma un atto discriminatorio di stampo economico diretto contro uno specifico gruppo in ragione della sua nazionalità. Nel 2010, Sakina Khimoun-Arnaud è stata condannata dal Tribunale di Bordeaux per aver apposto in un supermercato della città delle etichette su alcuni prodotti, recanti scritte che invitavano la clientela a non acquistarli perché fabbricati in Israele.

Altri processi sono in atto per la pubblicazione in internet di video che invitano a boicottare prodotti israeliani e per la diffusione di magliette recanti slogan che incitano al boicottaggio.

Gli accusati e i condannati si difendono invocando la libertà di opinione ed espressione; inoltre, argomentano che segnalare i prodotti fabbricati nelle "colonie" è un'azione che invita i cittadini europei a esimersi dall'acquistare prodotti fabbricati con procedure non conformi agli accordi tra Israele e Unione Europea.

Come ben notano i giudici francesi, la libertà di opinione ed espressione sono cardini della democrazia; tuttavia, la stessa libertà di esprimere le proprie convinzioni non può esser scambiata per un mezzo veicolare di incitamento al boicottaggio. Infatti, il boicottaggio non è una convinzione politica, ma un atto che discrimina contro una nazione, in particolare quella israeliana, ritenuta responsabile dei più turpi atti e crimini contro la giustizia internazionale e i diritti umani. La discriminazione, oltretutto, è basata su convinzioni politiche e interpretazioni ideologiche, non su fatti incontrovertibili. In particolare, citare le condanne dell'ONU a supporto dell'idea che Israele violi i diritti umani non ha alcuna base giuridica, poiché quei documenti sono essi stessi politici.

Il BDS non esprime solidarietà, ma incitamento alla discriminazione e, utilizzando una retorica diffusa che dipinge gli israeliani come violenti usurpatori, si rende responsabile anche della diffusione dell'immagine negativa di Israele e quindi dell'aumento dell'odio antisionista.

La Francia dimostra che la lotta legale contro il BDS è efficace e di successo. Anche in Italia i pro-israeliani dovranno presto serrare i ranghi e intraprendere battaglie nelle aule di tribunale per il progressivo sviluppo del BDS. Non è per amor di retorica che si utilizza un linguaggio guerresco, ma per amor di verità: il BDS ha dichiarato guerra ad Israele e recluta combattenti in ogni ambito sociale. Quello economico è solo il più evidente, e il più facile da diffondere perché sostiene di limitarsi alla questione irrisolta dei territori contesi, ma il boicottaggio accademico, sportivo, culturale dimostra che non è una questione di territori o di amore per i palestinesi, ma una questione di odio anti-israeliano.

Di Giovanni Quer

14 ottobre 2013

70 anni dalla prima grande deportazione nazista da Roma

Furono 1.259 le persone della comunità ebraica romana (tra i quali 207 bambini, 363 uomini e 689 donne) rastrellate dai soldati tedeschi della Gestapo tra le 5,30 e le 14 di sabato 16 ottobre 1943 nel ghetto di Roma, tra Via del Portico d'Ottavia e le strade adiacenti. Una data che quest'anno assume un valore particolare per la ricorrenza dei 70 anni della razzia e per le polemiche seguite alla scelta dei far svolgere i funerali di Erich Priebke proprio il 16 ottobre. La scelta di quella particolare giornata, festiva per gli ebrei, fu fatta per sorprendere il maggior numero di persone, cosa che avvenne grazie all'impiego, in tutta Roma, di 365 uomini della polizia tedesca - di cui circa un centinaio nel solo ghetto - coordinati da 14 ufficiali e sottoufficiali.

Un certo numero di persone fu rilasciato perchè appartenente a famiglie stranieri con «sangue misto», ma tra le persone rastrellate 1.023 furono deportate ad Auschwitz, e soltanto 16 di loro scamparono alla morte (15 uomini e 1 donna, Settimia Spizzichino, che riuscì a sopravvivere alle torture di Bergen-Belsen). Le 1.259 persone catturate, di cui molte di loro ancora in pigiama, furono caricate su camion militari coperti da teloni e portati in maniera provvisoria presso il Collegio Militare di Palazzo Salviati in via della Lungara, dove rimasero per circa 30 ore, dopo essere stati separati per genere.

Tra questi figurava anche un neonato, partorito da Marcella Perugia il 17 ottobre. Duecentotrentasette prigionieri furono poi rilasciati in seguito al controllo sullo status dei prigionieri che li identificò come cittadini stranieri o appartenenti a famiglie «miste». Gli ebrei catturati vennero trasferiti alla stazione ferroviaria di Tiburtina e messi su un convoglio costituito da 18 carri merci, che partì alle 14 di lunedì 18 ottobre per giungere a Auschwitz alle ore 23 del 22 ottobre. Durante il viaggio due persone anziane morirono; un giovane invece - Lazzaro Sonnino - riuscì a fuggire a nord di Padova buttandosi dal convoglio in movimento.

Ad Auschwitz i deportati ebrei furono divisi in due file: da una parte 820 persone, valutate fisicamente non abili al lavoro, e dall'altra 154 uomini e 47 donne, giudicati fisicamente idonei. Il drappello degli 820 finì immediatamente nelle camere a gas del campo di sterminio dove furono uccisi con l'espediente delle «docce». L'altro gruppo fu invece smistato e inviato in altri campi di sterminio.


Da Il Messaggero


Quanto a Pribke, che il suo nome possa essere cancellato per sempre, dovrebbe, secondo me, essere cremato e le sue ceneri sparse nel vento di qualche isola deserta, lontana da qualsiasi continente

30 aprile 2013

Terrorismo anche in Italia?

I carabinieri stanno eseguendo sei arresti, in Italia e all'estero, nell'ambito di un'indagine su una presunta cellula di matrice islamista con base in Puglia. E' quanto si legge in una nota.

"Al centro delle indagini del Ros una cellula di matrice islamista, con base logistica in Puglia, in stretto contatto con personaggi di spicco del terrorismo internazionale e caratterizzata da un acceso antisemitismo e da un'aspra avversione verso gli stati 'infedeli', quali gli Stati Uniti e la stessa Italia".

La cellula svolgeva attività di proselitismo e indottrinamento dei nuovi affiliati, "anche con documenti audio-video incitanti alla jihad e ad azioni suicide in Occidente e nelle 'zone di guerra'", prosegue la nota relativa all'operazione "Masrah".

Le sei persone per cui la procura di Bari ha emesso le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono accusate di terrorismo internazionale e istigazione all'odio razziale.


Da Reuters

24 gennaio 2013

Mostra Fotografica: "Momenti di vita ebraica", presentazione libro e incontro con scrittrice

L’Associazione Culturale e Sportiva “Il Melograno” e l’Archeoclub d’Italia di Formello sono lieti di invitarvi agli eventi organizzati per il Giorno della Memoria, con il Patrocinio del Comune di Formello.
                                                              
25-26-27 gennaio, Sala Orsini di Palazzo Chigi (p.zza S.Lorenzo,Formello)
Mostra Fotografica Momenti di Vita Ebraica, a cura dell’associazione Il Melograno, realizzazione di Giorgio Speciale.
 
 
La mostra ha l'obiettivo di ricordare non solo quanto di doloroso è avvenuto in passato, ma anche di evidenziare attraverso le immagini quanto di allegro e positivo viene vissuto nell'esperienza di vita quotidiana delle comunità ebraiche.
 
La mostra è aperta al pubblico 25-26-27 gennaio ore 10-12; ore 16-19,30 
 
Inaugurazione sabato 26 Gennaio ore 18.30 con il sindaco di Formello Sergio Celestino
 
Visite guidate gratuite a cura di Giovanna Micaglio Benamozegh (venerdi 25 gennaio ore 17; sabato ore 18,30; domenica 27 ore 11; 12, 16) 
- 27 gennaio, Sala Grande di Palazzo Chigi, ore 17.00
 
Presentazione del libro La notte dell'oblio e l'incontro con l'autrice Lia Levi; Letture recitate e regia di Saviana Scalfi, introduce Pia Mancini.
In collaborazione con l'Archeoclub d'Italia di Formello 
 
A ROMA
 
- La Mostra Fotografica Momenti di Vita Ebraica sarà visitabile dal 28 gennaio al 7 febbraio
presso la Biblioteca Casa del Parco, Via della Pineta Sacchetti 78, Roma. Orari: Lunedi 10- 12; da martedi a venerdi ore 9-18
- 28 gennaio incontro con la scrittrice Lia Tagliacozzo ore 10 Biblioteca Casa del Parco, Roma
- 1 febbraio incontro con la scrittrice Lia Levi ore 10, Biblioteca Casa del Parco,Roma
 
L’Associazione Culturale e Sportiva “Il Melograno” attraverso i suoi volontari si prodiga nel territorio con iniziative volte a migliorare la qualità della vita di tutti, e in particolare dei più svantaggiati (emarginati, anziani, giovani). Tra gli eventi di maggior rilievo il convegno “I Giusti di Formello” per il 27 gennaio 2011 in collaborazione con il Keren Kayemeth Leisrael e il convegno “Calcio e violenza” al Viminale, con Gabriele Paparelli, gli studenti delle scuole superiori, i rappresentanti delle forze dell’ordine e testimonial del mondo dello sport.
 
Info 335 6609162 Il Melograno

(Da Ebraismo&Dintorni)

10 ottobre 2012

La vita senza mio fratello. Quel maledetto giorno di 30 anni fa

"La cosa più terribile che mi è stata fatta è stata togliermi mio fratello. Mi è stato tolto un compagno di giochi. Un compagno di vita. Qualcuno con cui giocare e magari, perchè no, con cui litigare." Le parole di Gadiel Gay Taché - fratello di Stefano Gay Taché (2 anni) ucciso a colpi di mitra davanti alla sinagoga di Roma il 9 ottobre 1982, da un commando di terroristi palestinesi - echeggiano nella sinagoga di Roma con una forza dirompente. Così la sua voce rotta. Le lacrime scendono. Non solo sul suo volto…

In occasione del trentennio dall’attentato alla sinagoga di Roma, tenutosi oggi alla presenza del Presidente della Repubblica e dei presidenti di Camera e Senato, il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni ha rivelato un fatto storico finora non noto: “Davanti alla piccola bara Pertini scoppiò in un pianto irrefrenabile e certo non cerimoniale. Quel pianto rappresentava per noi il culmine di una drammatica contraddizione tra la commozione per la tragedia e l'atmosfera in cui si era determinata". La contraddizione era quella di un Paese in cui un Capo di Governo paragonò Mazzini ad Arafat. “Mazzini”, ha però sottolineato Di Segni, “non sparava sui bambini all’uscita dei luoghi di culto”.

Una richiesta è giunta chiara dal presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici: “togliere tutti i segreti di Stato affinché venga fatta luce su quella strage” (ieri aveva chiesto altrettanto il presidente dei Giovani Ebrei italiani, Daniele Regard).

Ad oggi, infatti, sono ancora troppi i dubbi che tormentano chi visse quel drammatico giorno. Perché, proprio in quel giorno di festa, proprio in quel giorno in cui i bambini sono i protagonisti della cerimonia, non c’era nessuna camionetta delle forze dell’ordine davanti al luogo di culto? “E’ forse vero”, ha aggiunto Pacifici, “che siamo stati anche noi vittime del cosiddetto “lodo Moro”, noi come altre vittime italiane in Italia e all’estero?” Domande, per ora, senza una risposta.

I rapporti tra gli ebrei e lo Stato italiano sono migliori di 30 anni fa. Il clima d’odio di oggi non è paragonabile a quello d'allora. Tuttavia finché non sarà fatta luce su quel vile attentato e finché i responsabili non pagheranno il prezzo dei propri crimini nessun ebreo troverà pace. Il Popolo ebraico, infatti, è per eccellenza il popolo della memoria. Un Popolo che non dimentica. Un Popolo che ricorda.

Da L'Inkiesta

13 luglio 2012

Ricordiamo a Londra e al Comitato Olimpico che uccidere atleti solo perché israeliani è un crimine contro l'umanità

 Il giorno prima della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Londra 2012 unisciti a noi, porta la tua solidarietà: osserva un minuto di silenzio per gli undici atleti brutalmente uccisi alle Olimpiadi di Monaco 1972 solo perché Ebrei:

David Berger, 28 anni, pesista, nato negli Stati Uniti d'America e recentemente emigrato in Israele;

Ze'ev Friedman, 28 anni, pesista, nato in Polonia e sopravvissuto alle persecuzioni razziali;

Yossef Gutfreund, 40 anni, arbitro di lotta greco-romana, padre di due figlie;

Eliezer Halfin, 24 anni, lottatore, nato in Unione Sovietica, cittadino israeliano da pochi mesi;

Yossef Romano, 31 anni, pesista, nato in Libia, padre di tre figli e veterano della Guerra dei Sei Giorni;

Amitzur Shapira, 40 anni, allenatore di atletica leggera, nato in Israele, padre di quattro figli;

Kehat Shorr, 53 anni, allenatore di tiro a segno, nato in Romania, aveva perso la moglie e una figlia durante le persecuzioni razziali;

Mark Slavin, 18 anni, lottatore, nato in Unione Sovietica ed emigrato in Israele nel maggio 1972;

André Spitzer, 27 anni, allenatore di scherma, nato in Romania e padre di una bimba di pochi mesi;

Yakov Springer, 51 anni, giudice di sollevamento pesi, nato in Polonia e unico sopravvissuto del suo nucleo familiare alle persecuzioni razziali;

Moshe Weinberg, 33 anni, allenatore di lotta greco-romana, nato in Israele.

L'Antisemitismo è un crimine contro l'umanità
Per chi è interessato: 

ROMA 
https://www.facebook.com/events/197079833752274/
MILANO https://www.facebook.com/events/195412930587175/
CAGLIARI https://www.facebook.com/events/240935866022955/
SIRACUSA https://www.facebook.com/events/171841536283248/
LONDRA https://www.facebook.com/events/258174050954999/
MADRID https://www.facebook.com/events/331592640260398/
ISRAELE https://www.facebook.com/events/262872543826080/
NAPOLI http://www.facebook.com/events/331913703552905/

Aderite a tutti e create altre pagine per le altre città. Tutta l'Italia deve partecipare, se non puà fisicamente, almeno virtualmente!

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