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Questo blog sta spudoratamente con Israele e, riprendendo un post di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto daCamillo non metterà in dubbio le sue idee, ma lo potrebbe fare se:
-
Sharon sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
-Sharon sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
-Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
-Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
-I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie palestinesi.
-Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
-I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
-I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
-I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
-I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
-I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
-La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
-I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
-I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
-I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
-Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
-Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
-Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
-Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
-I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
-I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
-Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.

Lo statuto di Fatah



"
Israele è una delle rare cause che sostengo. Neri e ebrei sono legati da una storia comune di persecuzioni"
Ray Charles, "The Genius", cantante e pianista.









Carlo Panella
I piccoli martiri assassini di Allah
pp. 224 - Euro 12,90 - Edizione in brossura con sovraccoperta. Indottrinamento scolastico, religioso, mediatico; cortometraggi di propaganda appositamente studiati per annullare la naturale paura della morte; canzoncine e giochi che esaltano il suicidio e il martirio. Sono terribili ed eclatanti i documenti raccolti in questo saggio. Oggi un’intera generazione di ragazzini, vittime dell’indottrinamento e della propaganda crede che la morte per Allah in guerra sia la più elevata impresa conseguibile in vita. Questa educazione è un’onta indelebile, un abuso, un terribile pregiudizio per il futuro della regione e del pianeta.

Carlo Panella
, autorevole osservatore dell’intricato scenario mediorientale, analizza la nuova, terribile arma del terrorismo islamico: il martirio degli shaid–killer, i suicidi-assassini, diventati ormai parte integrante nel progetto di una società islamica fondamentalista. "È questo, per chi ha occhi per vedere, il nuovo volto di un vecchio cancro che l’Europa ha tristemente conosciuto: il totalitarismo".

 



l'educazione impartita ai bambini palestinesi - This is what is taught to palestinian children

"Avremo la pace quando gli arabi ameranno i loro figli quanto odiano noi" - Golda Meir

E
’ ovvio che tutti i morti chiamano compassione, che le vittime non stanno da una parte sola, che in Medio Oriente non è quasi possibile distinguere il sangue dei vinti da quello dei vincitori, perché è in corso una lotta esistenziale la cui conclusione è tutt’altro che certa, e il cui unico sbocco umano possibile è la pace. Ma non è ovvio, anzi è uno scandalo, che il terrorismo sia rubricato sotto la voce “resistenza”, che non si capisca quanto sia di rigore il dovere di amare un paese così, affetto da questa piaga, lacerato e insanguinato nel modo che vedete, e non in metafora, ma alla lettera. E gli scandali devono venire alla luce.Il terrorismo è una paura dell’invisibile, e questa paura forgia le coscienze degli occidentali che cedono terreno alla sua logica nell’invisibilità. (...) - Da «Amiamo la vita più di quanto loro amano la morte» Il Foglio 3/2/2004.

Israele rappresenta un caso unico: quello di uno Stato al quale si contesta il diritto di esistere. La politica israeliana si può comprendere chiaramente solo alla luce di questa realtà. Tutti i timori, le preoccupazioni, le angosce dei miei amici israeliani, compresi quelli più impegnati per la pace, si riassumono nella paura di vedersi negare il diritto di esistere. Una paura che non cesserà finché questo diritto non sarà garantito. E finché durerà questa paura, l´unica reazione possibile sarà quella di dire: «Mai più ci lasceremo condurre docilmente al massacro come agnellini inermi». (...) Chi non lo comprende, e non tiene presente al tempo stesso il fatto che fin dal primo momento l´esistenza stessa del neonato Stato d´Israele veniva contestata da parte araba, con mezzi militari e sempre nuove minacce, non può comprendere qual è veramente la posta in gioco nel conflitto mediorientale. Se guardiamo alla situazione attuale, non possiamo ignorare le sofferenze dei palestinesi, i morti, le molte vittime innocenti, dall´una e dall´altra parte. Ma questo conflitto potrà arrivare a una soluzione soltanto quando il diritto alla esistenza dello Stato di Israele e dei suoi cittadini sarà garantito al di là di ogni possibile dubbio. (...) Da "Vedere l'Olocausto in atto" di Joschka Fischer su La Repubblica del 3/2/2004.

Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro
padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta. Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso. Dal «Corriere della Sera», Indro Montanelli, 16 settembre 1972.

(...) l'11 marzo l'Europa ha pagato caro il suo pacifismo filoislamico: 200 morti innocenti, il più  terribile attentato mai vissuto nel vecchio continente. 
(...) Sarebbe giusto capire finalmente la tragedia che vive Israele da anni e sarebbe giusto pensare che noi abbiamo vissuto 130 volte l'11 marzo in tre anni e mezzo. 130 attentati suicidi in un Paese piccolo come una regione italiana. Dopo ogni attentato sentivamo i commenti più atroci: " lotta di liberazione, non hanno altra possibilita'che il terrorismo, militanti per la libertà, occupazione militare, peggio per loro (cioè noi)". Mai una normale parola di comprensione per i nostri bambini lacerati dai chiodi e dall'esplosivo. Una bambina di sette mesi è la più piccola vittima di Madrid. La sua morte dovrebbe pesare sulla coscienza di chi ha sempre tentato di giustificare il terrorismo islamico.
La sua morte, come quella delle altre vittime, dovrebbe togliere il sonno a chi esaltava Durban, a chi approvava i cortei pacifisti urlanti "Bush e Sharon Boia" e ai capetti europei sempre pronti a calare le braghe davanti alle dittature islamiche. Io li porterei tutti a Madrid e li farei stare sull'attenti davanti ai pezzi dei corpi delle vittime dei fratellini di Bin Laden, Arafat e Saddam Hussein.
Deborah Fait su Informazione corretta 13/03/2004.



Quattro giorni più tardi, 16/10/2000 il quotidiano palestinese di Ramallah "Al Hayat Al Jadida" pubblicava il seguente appello:
Chiarimenti speciali dal rappresentante italiano della rete televisiva ufficiale italiana. Miei cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo che sia nostro compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso gli eventi; quella rete ha filmato gli eventi. In seguito la televisione israeliana ha mandato in onda le immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo modo l’impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo filmato quelle immagini. Desideriamo sottolineare che le cose non sono andate in questo modo perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato. Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare certi che questo non è il nostro modo d’agire (ossia nel senso che non lavoriamo come le altre reti televisive). Non facciamo e non faremo cose del genere. Vi preghiamo di accettare i nostri migliori auguri. Riccardo Cristiano,Rappresentante della rete ufficiale italiana in Palestina
(grazie alla segnalazione di Barbara).

 

Esperimento consiglia:

 

24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi di Ruth Halimi ed Emilie Frèche. Traduzione di Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan. Ed. Belforte

A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)

«L'antisemitismo è qualcosa che minaccia la vita degli ebrei ma devasta, a volte in maniera irrimediabile, le coscienze dei non ebrei. È giunto il momento di raccontare quelle sgradevoli verità che non siamo ancora riusciti né a confessare né a confessarci del tutto.»


   Il sistema costituzionale dello Stato di Israele
dalai lama


*LIST
JEWISH BLOGGERSJOIN*



(Grazie a Dandy che è l'autore del bellissimo manifesto e a Bautzetung promotore della lista il cui motto è "Né di qua né di là!!!")

TOCQUEVILLE,  la città dei liberi.

Premessa. – Introduzione. – I. Profili storici (E. Ottolenghi). – II. Costituzione e Fonti del Diritto (A. Mordechai Rabello). – III. La Forma di Governo (E. Ottolenghi). – IV. I partiti politici (A. Mordechai Rabello e A. Yaakov Lattes). – V. Le libertà fondamentali (S. Navot). – VI. L’ordinamento giudiziario (S. Goldstein e A. Mordechai Rabello). – VII. La giustizia costituzionale (T. Groppi). – Orientamenti bibliografici (a cura di Francesca Rosa).
 

 



 



                                         

>
A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)



Grazie a Watergate che ha migliorato notevolmente questa homepage

E voi cosa proponete? Andreacaro è convinto che una risata ci seppellirà.


 

Diario | Dai mass media italiani | Dall'estero | Satira, musica, balli | Interventi, riflessioni, commenti |
 
Diario
1visite.

3 febbraio 2010

Armi, armi. Armi da tutte le parti (verso Gaza)

Il comandante di Hamas, Mahmud al Mabhuh, assassinato a Dubai il 20 gennaio scorso, giocava un ruolo di primo piano nel contrabbando di armi provenienti dall'Iran o finanziate dal governo della Repubblica islamica e destinate ai militanti della Striscia di Gaza. È quanto hanno rivelato fonti ufficiali israeliane in condizioni di anonimato. 

Da Virgilio

 Che poi vorrebbe riversare sui cittadini israeliani:


Un lungo tratto di costa in Israele, compreso fra le citta' di Ashqelon e di Ashdod, e' stato chiuso dopo il ritrovamento di due ordigni.A quanto pare le due potenti bombe - identiche fra loro - sono state trasportate in Israele dalle correnti marine. Si presume che siano giunte dalla vicina striscia di Gaza. Artificieri della polizia hanno provveduto a disinnescare i due ordigni, uno ritrovato in prossimita' di Ashqelon e ad Ashdod

Da Ansa

15 giugno 2009

Mentre Netanyahu parla di pace...

Così i palestinesi rispondono alla mano tesa di Netanyahu:

Un razzo palestinese sparato dalla striscia di Gaza e' esploso a breve distanza da Ashqelon, in Israele, senza provocare vittime o danni. L'episodio segue altri incidenti analoghi verificatisi nella zona nelle ultime ore. Ieri il lancio di un razzo palestinese verso la citta' di Sderot era stato seguito da un raid aereo notturno israeliano contro due tunnel di contrabbando a Rafah, al confine fra Gaza e l'Egitto. Oggi, i miliziani palestinesi hanno tentato di colpire una pattuglia israeliana.


Dall'Ansa

20 maggio 2009

Ecco, bravissimo! Ma... perché una sola?

 Sara' il Comune di Roma, insieme alla Comunita' ebraica della capitale, a farsi carico della ricostruzione delle parti dell'abitazione colpita, nel pomeriggio a Sderot da un razzo Kassan. Ad annunciarlo, lo stesso sindaco di Roma Gianni Alemanno in questi giorni in Israele dove ha avuto una serie di incontri istituzionali e che, proprio oggi, ha visitato la cittadina ai confini con la striscia di Gaza.

Lo stesso Alemanno ha poi invitato a Roma la famiglia del soldato israeliano di Sderot rapito e ancora nelle mani di Hamas per ritirare l'attestato della cittadinanza onoraria conferitagli nei mesi scorsi.

Da Asca

Che senso ha la prima promessa? Che differenza c'è tra questa casa e tutte le precedenti (o, speriamo di no, le successive)? Perché tutti gli altri no?
Vabbeh, lui, almeno, a differenza del Papa (e di tanti altri "pacifisti"), ci è andato a Sderot

20 febbraio 2009

Israele continua ad essere bombardato e il mondo continua ad aiutare Hamas

Una decina di colpi di mortaio sono stati sparati da miliziani palestinesi dalla Striscia di Gaza in direzione del Neghev israeliano. Lo riferiscono fonti militari a Tel Aviv secondo cui l'attacco non ha provocato vittime. Secondo le fonti, i miliziani cercavano di colpire una unita' delle forze armate. Nella nottata sono stati sparati da Gaza anche tre razzi Qassam, che pure non hanno provocato vittime.

Da L'Unità

SAN MARCO EVANGELISTA. Lo scorso mese di gennaio l’Amministrazione comunale di Gabriele Zitiello aderì, senza se e senza ma, all’iniziativa lanciata dalla Croce Rossa Italiana, di concerto con la Mezza Luna Rossa Palestinese, (e alla Stella Ebraica rossa nessun aiuto? Eppure a differenza della Mezza Luna Rossa non trasporta terroristi né esplosivo e aiuta tutti i feriti e gli ammalati, perfino i terroristi)  per la raccolta di beni di prima necessità, a sostegno della popolazione della striscia di Gaza (mentre della popolazione di Sderot, Ashdod, Beer Sheva, Asqelon chissenefrega).Ora quegli aiuti sono stati prelevati dalla Croce Rossa e saranno al più presto imbarcati su un aereo diretti in Palestina insieme alla moltitudine di altri aiuti nazionali ed internazionali. Si sono dati appuntamento ieri (Croce Rossa e Comune di San Marco Evangelista), alle ore 13.00, sull’autostrada A1 presso l’Autogrill "Pavesi" dell’area di servizio San Nicola Est. Qui il personale comunale ha trasbordato sul mezzo della Croce Rossa: 21 confezioni di biscotti per l’infanzia di svariati formati; 61 pacchi di pasta di varia pesatura; 48 confezioni di zucchero (sperando che non sia esplosivo); 254 prodotti di latte di varia tipologia; 58 confezioni di farina; 25 confezioni di biscotti per adulti. A questi prodotti alimentari va aggiunta una tenda da accampamento capace di ospitare 6 persone, frutto dell’iniziativa dei consiglieri comunali ed assessori. "Dagli errori e dagli orrori del passato – ha affermato il sindaco Gabriele Zitiello – bisogna imparare, per avere, oggi, come obiettivo primario, il perseguimento della pace e della convivenza tra i popoli".

Da Pupia.tv


Minacce e ricatti o richieste di altri aiuti?

15 gennaio 2009

Chi è che usa il fosforo bianco

I "medici" (che fanno i portavoce di Hamas??) a Gaza accusano Israele di quel che fanno i terroristi di Hamas!!! Qualcuno protesterà per questo??? Qualcuno si preoccuperà delle (speriamo di no!) vittime israeliane del fosforo bianco palestinese?

L'accusa è partita dai medici norvegesi dell'organizzazione umanitaria Norwac, che hanno osservato nell'ospedale di al Shifa, il principale di Gaza città, diverse lesioni definite "strane" nei feriti e nei corpi che vi venivano portati in seguito all'offensiva israeliana nella Striscia. "Non sono in grado di dire se gli israeliani stiano usando armi al fosforo bianco o all'uranio impoverito, ma sicuramente stanno 'sperimentando' sulla popolazione di Gaza nuovi ordigni chiamati Dime (Dense inert metal explosive): si tratta di esplosivi di grande potenza ma con raggio d'azione limitato, che provocano amputazioni e danni letali per chiunque venga colpito entro 10 metri".

Gilbert ha parlato di persone che vengono portate a pezzi in ospedale, letteralmente tagliate in parti, e di conseguenze di lunga durata sui sopravvissuti. "Su questi strumenti di guerra non ci sono ancora sufficienti ricerche", ha aggiunto, "sappiamo però che chi sopravvive ha molte probabilità di contrarre un tumore ed è comunque destinato a una vita da disabile".

Israele ha smentito decisamente, ribadendo che le armi usate dal suo esercito sono conformi alle convenzioni internazionali, e non ne è mai stato fatto uso improprio. Gli esperti della Croce Rossa dal canto loro hanno detto di aver recepito le accuse sull'impiego di queste armi, ma di non avere alcuna prova al riguardo circa il loro effettivo impiego.


Da ApCom



Kellenberger, che ha chiesto ad ambedue le parti combattenti di rispettare la popolazione civile, ha detto di non avere prove che Israele abbia fatto uso di bombe al fosforo, vietate dalle convenzioni internazionali.

Kellemberger ha visitato anche la città israeliana di Sderot dove ha detto di aver trovato "una popolazione che da anni vive nella costante paura dei razzi sparati da Gaza".

Da RaiNews24



Phosphorus mortar shell detected in Negev

Hazardous shell located in Eshkol Regional Council a day after hitting ground, causing no damage. 'Potential danger of using such a rocket is enormous,' says community's security chief
Ilana Curiel

One of the mortar shells fired from northern Gaza at the Eshkol Regional Council Tuesday contained white phosphorus.

 

The council's security chief, Nikki Levy, said that "the potential danger of using such a rocket is enormous. It is far more dangerous than other Qassam rockets and mortal shells. This is an escalation in the type of explosives the Palestinians use on civilians."

 

Rocket landing site in Negev community (Photo: Ze'ev Trachtman)

 

Haim Yelin, head of the Eshkol Regional Council, added: "Everyone criticized Israel for the weapons it's been using, but we must realize that the other side is using illegal weapons."

 

Yelin noted that almost all of the rockets and mortar shells fired at Israel on Tuesday landed in Eshkol.

 

"You have to remember that we launched the Gaza offensive in order to bring peace and quiet to the area's communities," he added. "The fact that the number of rockets fired at the bigger cities is decreasing is no reason to abandon our communities for an additional eight years."

 

Air raid siren sounded throughout Wednesday in Beersheba, Ashdod, Yavne, Ashkelon, Sderot and other western Negev and Gaza vicinity communities.

 

The Eshkol Regional Council was the site of three rocket landings – all of which hit open areas, causing no harm.

 

Da Yediot Aharonot

2 gennaio 2009

Provate voi a vivere sotto i missili tutti i santi giorni

 Al centro commerciale Kutsot, il più grande di Ashkelon, sembra un giorno festivo: negozi chiusi, luci spente, scala mobile bloccata. L´unico segno di vita arriva dall´ascensore: un paio di mamme lo usano come giostra per far calmare bambini nervosi. Due giri nella cabina trasparente e poi via di corsa. «Vorremmo andarcene tutti - commenta Eti, commessa della farmacia, l´unico esercizio aperto - ma noi non possiamo».
È una calma carica di tensione quella che si respira in questa città israeliana il cui limite meridionale dista solo sette chilometri da Gaza. Dall´inizio dell´operazione «Piombo fuso», non è passato giorno senza che razzi Qassam provenienti dalla Striscia colpissero la città. Due giorni fa all´ospedale è arrivato il primo morto: un operaio arabo-israeliano ferito dalle schegge del missile che ha colpito il cantiere dove stava lavorando.
Ashkelon, come Sderot e Ashdod, è il fronte israeliano dell´operazione contro la Striscia: finora il fuoco dei cacciabombardieri non è riuscito a fermare i missili - obiettivo per cui l´operazione è stata ufficialmente lanciata - anzi, più Tsahal (l´esercito) si accanisce su Gaza, più Hamas risponde con lanci contro obiettivi israeliani. Il bilancio per ora è di quattro morti. Ma l´ampliamento del raggio dei missili - località come Ashdod, a 35 chilometri da Gaza, Yavneh e Kiryat Malachi non erano mai state raggiunte prima - preoccupa molto le autorità: le scuole e tutte le attività non essenziali in un raggio di 40 chilometri dal confine sono state chiuse. Il provvedimento riguarda anche il calcio: campionato ed allenamenti sospesi fino a nuovo ordine. Gli stadi saranno messi a disposizione dell´esercito per essere usati come basi per i militari o campi di atterraggio per elicotteri. «Viviamo sotto costante minaccia - dice il sindaco Benny Vaknin - e il mondo ci accusa. Ma che reazione vi aspettereste dal governo voi italiani se migliaia di razzi colpissero per anni Roma e le città intorno?».
Vaknin è l´unico rimasto negli uffici del comune. Tutta l´amministrazione si è trasferita in un bunker sotterraneo: piccole stanze dove un centinaio di persone si muovono concitate. Nella sala principale c´è un enorme schermo con una mappa interattiva della città: i punti verdi sono quelli colpiti negli ultimi due anni, quelli rossi quelli di quest´ultima crisi. «Usiamo le ultime tecnologie disponibili per proteggerci - spiega Alan Marcus, direttore dell´ufficio strategico - i sistemi montati sui palloni aerostatici registrano ogni razzo in partenza, calcolano la traiettoria e se è diretto qui immediatamente scatta la sirena in tutta la città: ci sono 30 secondi per raggiungere un rifugio». Non tutti fanno in tempo: ieri è morta una donna ferita due sere fa ad Ashdod, era caduta mentre scendeva dalla macchina e le schegge l´hanno colpita.
L´apparato tecnologico di Ashkelon stride con i racconti che arrivano dalla Striscia, dove non ci sono bunker né telecamere a proteggere i civili. Ma la responsabilità, spiega Anat Wienstein, portavoce della municipalità, è di Hamas. «Hanno costruito tunnel per le armi invece che rifugi per la loro gente. Sono terroristi: noi siamo loro ostaggio da anni. E un incubo che deve finire». Riuscirà «Piombo fuso» a far cessare gli incubi di Anat e di tutta Ashkelon? «Non credo. Niente fermerà Hamas», risponde Ela, 20 anni, arrivata dalla Russia in Israele con i genitori quando di anni ne aveva due. «Oggi vorrei solo scappare».
Il dottor Roff Ron Lobel, vicedirettore dell´ospedale di Ashkelon, non la pensa così: vive a 300 metri dal confine e non ha intenzione di andarsene. Ma in questi giorni ha un solo obiettivo: essere pronto al peggio. «Siamo la struttura medica più vicina alla Striscia. Se partirà l´offensiva di terra i militari feriti saranno portati qui». Per questo l´ospedale ha dimesso i pazienti meno gravi e messo letti di emergenza anche nei corridoi. Il dottor Lobel è stato in contatto fino alla scorsa settimana con i colleghi di Gaza: «Eravamo in ottimi rapporti - dice - ma ora tutto sarà diverso: non mi aspetto di ricevere loro notizie per parecchio tempo».


Da Repubblica del 31/12

Cosa siete capaci di fare in 15 secondi?

19 dicembre 2008

Le minacce di fondamentalisti e terroristi sono sempre da prendere sul serio

Striscia di Gaza: stop alla tregua
 La tregua di sei mesi promossa dall'Egitto fra Israele e le fazioni palestinesi, guidate dai militanti islamici di Hamas, nella Striscia di Gaza si è conclusa oggi, con la prospettiva di nuove violenza al confine.

"Annunciamo che la tregua fra noi e il nemico sionista si è completamente conclusa e non sarà rinnovata a causa dello spregio degli occupanti per le sue condizioni e obblighi fondamentali", ha dichiarato l'ala armata di Hamas, Izz el-Deen al-Qassam, in un comunicato diffuso alle 5 ora italiana, che secondo Hamas era l'ora esatta in cui scadeva la tregua.

Hamas e altri gruppi militanti nella Striscia di Gaza hanno detto che sono preparati a qualunque escalation militare con le forze israeliane e a possibili raid israeliani all'interno della Striscia. I gruppi hanno detto che i loro militanti armati si sono addestrati durante questi sei mesi di tregua.

Da Reuters

... e, pochi istanti dopo lo spirare del termine, almeno due razzi sono subito piombati sulla parte meridionale del territorio israeliano.

(da tutte le agenzie di stampa, tranne la Reuters)

tanto che i funzionari americani gireranno solo con mezzi blindati. Ma la gente comune?

9 dicembre 2008

Parlamentari italiani sotto i missili palestinesi (di Hamas, ma anche di Fatah)

«Un po’ di preoccupazione, sì, in qualcuno c’è stata. Ma nessuno si è tirato indietro». Enrico Musso, senatore del Pdl, racconta così la vigilia della missione sotto i missili di Hamas. Una delegazione di parlamentari, bicamerale e bipartisan, è da qualche giorno in Israele, per portare la vicinanza dell’Italia al Paese da sempre minacciato e attaccato dal terrorismo islamico. Tra loro anche due «liguri» di elezione: insieme all’ex candidato sindaco di Genova c’è Fiamma Nirenstein, che ha ottenuto i voti per diventare deputata proprio nel collegio ligure. E una tappa fondamentale di questo viaggio, tra l’altro pagato di tasca propria dai politici, era quella di ieri mattina, nella cittadina di Sderot, sul limite della striscia di Gaza, a pochissimi chilometri dal confine. Talmente pochi che i missili palestinesi piovono quotidianamente sulle case e le strade di quella che è ormai abituata a trasformarsi in una città fantasma nel giro di pochi istanti. «Ci hanno spiegato che gli attacchi missilistici sono continui - conferma Enrico Musso - Ne arrivano un minimo di tre al giorno, ma capita che ne cadano anche cinquanta. Morti e feriti sono inevitabili, è una città che vive nel terrore anche se cerca di abituarcisi. Le fermate degli autobus sono rifugi antimissile in cemento armato, ogni casa ha il suo riparo sotterraneo, i secondi e i terzi piani sono di fatto disabitati».
L’allarme arriva all’improvviso e paralizza la vita. «In quindici secondi occorre trovare rifugio - continua Musso - Solitamente questi allarmi arrivano di mattina, quando i bambini vanno a scuola, o anche prima, quando ancora la gente dorme. Abbiamo incontrato il sindaco della città, per rinnovare tutta la nostra vicinanza. Poi abbiamo fatto visita alla famiglia di quel capitano dell’esercito israeliano rapito da tre anni di cui non si hanno più notizie». Una visita meno informale rispetto a quella resa il giorno prima al presidente israeliano Shimon Peres e al parlamento. Una «missione» che comunque ha lasciato un segno importante nei parlamentari italiani. Come conferma l’altra «ligure», Fiamma Nirenstein. «È stata un’esperienza bella e profonda - sottolinea l’editorialista del Giornale - Ho notato che il clima nella politica italiana sta cambiando in positivo nei confronti di Israele, sia tra i rappresentanti della coalizione di governo, sia in quelli dell’opposizione, della sinistra. Certo è dovuto anche a una presenza di una sinistra diversa in parlamento. Ma è molto importante anche per Israele sentire il nostro appoggio». Al rientro in Italia i parlamentari consegneranno alla Croce Rossa una lettera per chiedere un maggiore sforzo verso la liberazione dell’ufficiale israeliano rapito.

Da Il Giornale

Ma anche quelli di Fatah sparano missili sui civili:

Medio Oriente
Un lancio di razzi dalla Striscia di Gaza su Israele è stato rivendicato da un gruppo armato palestinese legato ad al Fatah. L’azione è in risposta ai gravi scontri avvenuti nei giorni scorsi a Hebron, in Cisgiordania, dove si è scatenata la violenza dei coloni ultraortodossi.

15 maggio 2008

Se non si interviene in qualche modo

 Secondo il capo dei servizi segreti militari israeliani, Hamas nel giro di 2 anni avra' razzi che potranno raggiungere anche la quarta citta' israeliana in ordine di grandezza, Beersheva. "Hamas ha gia' centinaia di razzi con una gittata di 20 chilometri", ha detto Amos Yadlin, al quotidiano 'Haaretz'. "Se il problema non verra' affrontato, altre citta' si troveranno all'interno del raggio d'azione dei razzi di Hamas"

Da Repubblica

E in effetti già la situazione è grave così

6 marzo 2008

Semplice no?

Vi preoccupate per i bambini palestinesi? Volete far finire gli scontri tra terroristi palestinesi e israeliani? Andate a dire a Hamas di smettere di lanciare missili.
Non dovrebbe essere poi così difficile, se l'unica cosa valida è il dialogo...



La fermata dell'autobus a Sderot (grazie a Bennauro)











Perché chi dice di commuoversi tanto per i bambini palestinesi, non posta mai queste foto?...

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