.
Annunci online

 
esperimento 
Un tentativo per uscire dal ghetto dei pregiudizi
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Informazione alternativa
Le mie foto
Eduplanet
Sionismo, Istruzioni per l'uso
Ella Abukassis
Per poter navigare liberamente anche sotto dittatura
Direttamente da Israele
Centro internazionale per gli studi sul terrorismo
Sapere cos'è il terrorismo
Purim 1946
Tutto su Sderot
Historiaweb
Vedute aeree
Ebraismo in Italia
Informazione corretta
Associazione per lo studio degli ebrei italiani
Marc Alan Di Martino
Roma ebraica
Fonte sicura
Tour virtuale di Gerusalemme
Roman project
Blog sulla Nasa
Davka project
Hasbarà
Middle East Media Research
Progetto Davka
Mizrachi
Il libro di Pierre C.
Notizie in francese
Blog franco-israeliano
Page di J. Richman
Frontpage
Tesi di laurea interessanti
todayworldnews blog as partial mass media give...
Yavne olamì
Strade di Gerusalemme
Osservatorio internazionale sui media
Maariv
Mappe di Israele
Bellissime foto da Israele
Storia dell'Esperia
I canali dell'odio
Mei
Roma anni '60
Strategy page
Daniel Pipes in italiano
Foto
E-dezani
Arabi per Israele
Falafel game
Giorgio Perlasca
Bedlam
Quaderni radicali
We Should Not Forget
I-cool
Pakistan today
Broadsword
Libertà per Shoaib Choudhury
Imparare divertendosi
Checkpoint di Kahlandia
Moleskina
La Gerusalemme sconosciuta
Bimbi palestinesi
Mike Silverman
Passig
Calabria-Israele
Jkatz
Refuseniks musulmani
Gli argomenti umani
Hazon Yeshaya
Un biglietto per il Paradiso
Tempio dei giovani
Comunità religiose islamiche
Una vita da ricordare
Quanto sai sul conflitto arabo-israeliano? Text your knowledge
Cox & forkum
I Caraiti di Crimea
Tour virtuale di Israele
Reshet bet
Yediot Acharonot
Ponte Azzurro
Essere liberi
Grouchyoldcripple
Zotzap
Metransparent
Meimad
Israel21c
Deliri adrenalinici
Poemi per i rapiti e gli assassinati
La guerra dei 6 giorni
Canale satellitare israeliano
Bruscocartoons
Scopri Israele con una mappa interattiva
I parchi naturali in Israele
La politica estera di Tocqueville
Rassegna stampa estera
Radio israeliana 102 FM
Notizie dall'Iran
Latte e miele
Elenco delle organizzazioni terroristiche nel mondo
Il film di Anna
Traduci on line dall'inglese
Storielle in inglese da ascoltare
Ein Bokek
Ebrei profughi dalla Libia
Ghetto di Venezia
English easy short stories
Benny Fadlun - Musica ebraica in Italia
Impara i verbi in ebraico
Per la democrazia in Iran
L'orient le jour, quotidiano libanese
http://www.liberte-algerie.com/
My Heritage
Samantha Burns
Vignette di Boomka
Bypassa le password
EC
Archivio dei film di Spielberg
Elenco di links interessanti (anche se non tutti funzionano ancora)
Guysen
Aaarons
Carlo Panella

I risultati della Commissione diritti umani dell'Onu
Graziano Gallo
Blog DRom
Romanolil
Big Pharaoh
Contro la schiavitù

Notte d'oriente
Jerusalem Newswire
Dipitech online
I figli di Noè
Israele dietro le notizie
Musica

Brani di MP3 israeliani
David Broza
Reggae chasidico
Kol Cambridge
Yoram Gaon
Progetto Davka
Musicalità dal mondo per Sukkot
Mostly music
Musica israeliana
Testi di canzoni israeliane tradotte e traslitterate
Tutta la musica (sito in ebraico)
Consigliato da Raccoon
La musica di Alberto Levy

Un blog giornale
Uno splinderamericano
Piccolo mondo
Dolcelei
Un blog sull'ebraismo
Micol
Blog sull'Iraq
Buzzurro
Diario di un viaggio in Iran
Polli ispirati
Rinat
Gli Haiku di Ephrem
Il velo di Maya
Sole e Ombra
Blog per gli scrittori
Orestina
Endor
Rotaciz
Una mia omonima
Law.harvard
Continental drift
Sogno americano
La Radice
Le guerre civili
Daniele quercianellese
Random bits
Liapunov
Nomanland
Mesopotamico
Il Bersò
Il salotto di Avy
Lobbyliberal
L'ex rolli su clarence
Giuda Maccablog
Blog per le vittime dello Tzunami
La zanzara
Nepal libero
Bautzetung
No way
Uriele bolognese
Shylok splinderiani
Psiko
Imprescindibile
ReyTS
La bocca del cavallo
Ozrach (Rachel)
Israelly cool
Educationzip
Ayaan Hirsiali
Tamara Vorobjova (finlandese in italiano)
Comunitando (Com.LI)
Sul terrorismo
Anima insonne
Alifbay
Motnews
Gabibbo
Neopunto
Saul
Dubh
Notizie strampalate da tutto il mondo
BlogGlob
Stefania La Penna
Teenage pundit
Componi il tuo ritratto
Italian blogs for freedom
Blog iraniano
Aa
Medienkritik
Giolitti
Jerushalaim
Fortskunk
Il punto splinderiano
Jimmomo
Vittore
Blog italo-americano
Franci la fatina
Blog di Umberto
Chaia Liv
Blog di Martino
Delf
Diario di una persona meravigliosa
Blog in inglese
Sultan Knish
Blog di Paolo
Analisi
Anticomunista
Fuori dal ghetto
Blog di Luca Sofri
Gilbenmori
Nequidnimis
They killed Kenny
Silverlynx
Che il Suo ricordo sia benedetto e che sia da esempio per tutti noi
Watergate
Molta osservazione
Archivi di Gerusalemme
Associazione dei musulmani in Italia
Il blog di Sharon
Roberto's blog
Le risposte ai complottisti dell'11/9
Piccola rassegna di blog israeliani
Note personali (non mie però)
Il megafono
Oylem Goylem (polacco)
Francesco Mangascià
Blog marocchini
Blog israeliani in inglese
I tempi e le idee
Il blog di Daniella K
Giano
L'esperienza di Skan
La versione di Marta
Yochanan
Una macchia d'inchiostro
Ingrandimenti
Annie
Vanpolitik
Giorgio Israel
Un giorno di Israele
Resistenza (moderna)
Il Punto
Traduci on line dall'ebraico
Quotidiano liberal
ADL
Amici di Israele
Cronologia delle guerre in medio oriente
La storia fotografica di Israele
terrorism-news-blog
per chi vuole scrivermi: esperim@email.it oppure esperim06@yahoo.it
  cerca

BENVENUTI!



Se volete aderire a questo appello scrivete a linceo@email.it






 

Questo blog sta spudoratamente con Israele e, riprendendo un post di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto daCamillo non metterà in dubbio le sue idee, ma lo potrebbe fare se:
-
Sharon sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
-Sharon sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
-Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
-Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
-I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie palestinesi.
-Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
-I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
-I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
-I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
-I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
-I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
-La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
-I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
-I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
-I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
-Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
-Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
-Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
-Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
-I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
-I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
-Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.

Lo statuto di Fatah



"
Israele è una delle rare cause che sostengo. Neri e ebrei sono legati da una storia comune di persecuzioni"
Ray Charles, "The Genius", cantante e pianista.









Carlo Panella
I piccoli martiri assassini di Allah
pp. 224 - Euro 12,90 - Edizione in brossura con sovraccoperta. Indottrinamento scolastico, religioso, mediatico; cortometraggi di propaganda appositamente studiati per annullare la naturale paura della morte; canzoncine e giochi che esaltano il suicidio e il martirio. Sono terribili ed eclatanti i documenti raccolti in questo saggio. Oggi un’intera generazione di ragazzini, vittime dell’indottrinamento e della propaganda crede che la morte per Allah in guerra sia la più elevata impresa conseguibile in vita. Questa educazione è un’onta indelebile, un abuso, un terribile pregiudizio per il futuro della regione e del pianeta.

Carlo Panella
, autorevole osservatore dell’intricato scenario mediorientale, analizza la nuova, terribile arma del terrorismo islamico: il martirio degli shaid–killer, i suicidi-assassini, diventati ormai parte integrante nel progetto di una società islamica fondamentalista. "È questo, per chi ha occhi per vedere, il nuovo volto di un vecchio cancro che l’Europa ha tristemente conosciuto: il totalitarismo".

 



l'educazione impartita ai bambini palestinesi - This is what is taught to palestinian children

"Avremo la pace quando gli arabi ameranno i loro figli quanto odiano noi" - Golda Meir

E
’ ovvio che tutti i morti chiamano compassione, che le vittime non stanno da una parte sola, che in Medio Oriente non è quasi possibile distinguere il sangue dei vinti da quello dei vincitori, perché è in corso una lotta esistenziale la cui conclusione è tutt’altro che certa, e il cui unico sbocco umano possibile è la pace. Ma non è ovvio, anzi è uno scandalo, che il terrorismo sia rubricato sotto la voce “resistenza”, che non si capisca quanto sia di rigore il dovere di amare un paese così, affetto da questa piaga, lacerato e insanguinato nel modo che vedete, e non in metafora, ma alla lettera. E gli scandali devono venire alla luce.Il terrorismo è una paura dell’invisibile, e questa paura forgia le coscienze degli occidentali che cedono terreno alla sua logica nell’invisibilità. (...) - Da «Amiamo la vita più di quanto loro amano la morte» Il Foglio 3/2/2004.

Israele rappresenta un caso unico: quello di uno Stato al quale si contesta il diritto di esistere. La politica israeliana si può comprendere chiaramente solo alla luce di questa realtà. Tutti i timori, le preoccupazioni, le angosce dei miei amici israeliani, compresi quelli più impegnati per la pace, si riassumono nella paura di vedersi negare il diritto di esistere. Una paura che non cesserà finché questo diritto non sarà garantito. E finché durerà questa paura, l´unica reazione possibile sarà quella di dire: «Mai più ci lasceremo condurre docilmente al massacro come agnellini inermi». (...) Chi non lo comprende, e non tiene presente al tempo stesso il fatto che fin dal primo momento l´esistenza stessa del neonato Stato d´Israele veniva contestata da parte araba, con mezzi militari e sempre nuove minacce, non può comprendere qual è veramente la posta in gioco nel conflitto mediorientale. Se guardiamo alla situazione attuale, non possiamo ignorare le sofferenze dei palestinesi, i morti, le molte vittime innocenti, dall´una e dall´altra parte. Ma questo conflitto potrà arrivare a una soluzione soltanto quando il diritto alla esistenza dello Stato di Israele e dei suoi cittadini sarà garantito al di là di ogni possibile dubbio. (...) Da "Vedere l'Olocausto in atto" di Joschka Fischer su La Repubblica del 3/2/2004.

Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro
padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta. Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso. Dal «Corriere della Sera», Indro Montanelli, 16 settembre 1972.

(...) l'11 marzo l'Europa ha pagato caro il suo pacifismo filoislamico: 200 morti innocenti, il più  terribile attentato mai vissuto nel vecchio continente. 
(...) Sarebbe giusto capire finalmente la tragedia che vive Israele da anni e sarebbe giusto pensare che noi abbiamo vissuto 130 volte l'11 marzo in tre anni e mezzo. 130 attentati suicidi in un Paese piccolo come una regione italiana. Dopo ogni attentato sentivamo i commenti più atroci: " lotta di liberazione, non hanno altra possibilita'che il terrorismo, militanti per la libertà, occupazione militare, peggio per loro (cioè noi)". Mai una normale parola di comprensione per i nostri bambini lacerati dai chiodi e dall'esplosivo. Una bambina di sette mesi è la più piccola vittima di Madrid. La sua morte dovrebbe pesare sulla coscienza di chi ha sempre tentato di giustificare il terrorismo islamico.
La sua morte, come quella delle altre vittime, dovrebbe togliere il sonno a chi esaltava Durban, a chi approvava i cortei pacifisti urlanti "Bush e Sharon Boia" e ai capetti europei sempre pronti a calare le braghe davanti alle dittature islamiche. Io li porterei tutti a Madrid e li farei stare sull'attenti davanti ai pezzi dei corpi delle vittime dei fratellini di Bin Laden, Arafat e Saddam Hussein.
Deborah Fait su Informazione corretta 13/03/2004.



Quattro giorni più tardi, 16/10/2000 il quotidiano palestinese di Ramallah "Al Hayat Al Jadida" pubblicava il seguente appello:
Chiarimenti speciali dal rappresentante italiano della rete televisiva ufficiale italiana. Miei cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo che sia nostro compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso gli eventi; quella rete ha filmato gli eventi. In seguito la televisione israeliana ha mandato in onda le immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo modo l’impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo filmato quelle immagini. Desideriamo sottolineare che le cose non sono andate in questo modo perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato. Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare certi che questo non è il nostro modo d’agire (ossia nel senso che non lavoriamo come le altre reti televisive). Non facciamo e non faremo cose del genere. Vi preghiamo di accettare i nostri migliori auguri. Riccardo Cristiano,Rappresentante della rete ufficiale italiana in Palestina
(grazie alla segnalazione di Barbara).

 

Esperimento consiglia:

 

24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi di Ruth Halimi ed Emilie Frèche. Traduzione di Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan. Ed. Belforte

A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)

«L'antisemitismo è qualcosa che minaccia la vita degli ebrei ma devasta, a volte in maniera irrimediabile, le coscienze dei non ebrei. È giunto il momento di raccontare quelle sgradevoli verità che non siamo ancora riusciti né a confessare né a confessarci del tutto.»


   Il sistema costituzionale dello Stato di Israele
dalai lama


*LIST
JEWISH BLOGGERSJOIN*



(Grazie a Dandy che è l'autore del bellissimo manifesto e a Bautzetung promotore della lista il cui motto è "Né di qua né di là!!!")

TOCQUEVILLE,  la città dei liberi.

Premessa. – Introduzione. – I. Profili storici (E. Ottolenghi). – II. Costituzione e Fonti del Diritto (A. Mordechai Rabello). – III. La Forma di Governo (E. Ottolenghi). – IV. I partiti politici (A. Mordechai Rabello e A. Yaakov Lattes). – V. Le libertà fondamentali (S. Navot). – VI. L’ordinamento giudiziario (S. Goldstein e A. Mordechai Rabello). – VII. La giustizia costituzionale (T. Groppi). – Orientamenti bibliografici (a cura di Francesca Rosa).
 

 



 



                                         

>
A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)



Grazie a Watergate che ha migliorato notevolmente questa homepage

E voi cosa proponete? Andreacaro è convinto che una risata ci seppellirà.


 

Diario | Dai mass media italiani | Dall'estero | Satira, musica, balli | Interventi, riflessioni, commenti |
 
Diario
1visite.

2 gennaio 2009

Provate voi a vivere sotto i missili tutti i santi giorni

 Al centro commerciale Kutsot, il più grande di Ashkelon, sembra un giorno festivo: negozi chiusi, luci spente, scala mobile bloccata. L´unico segno di vita arriva dall´ascensore: un paio di mamme lo usano come giostra per far calmare bambini nervosi. Due giri nella cabina trasparente e poi via di corsa. «Vorremmo andarcene tutti - commenta Eti, commessa della farmacia, l´unico esercizio aperto - ma noi non possiamo».
È una calma carica di tensione quella che si respira in questa città israeliana il cui limite meridionale dista solo sette chilometri da Gaza. Dall´inizio dell´operazione «Piombo fuso», non è passato giorno senza che razzi Qassam provenienti dalla Striscia colpissero la città. Due giorni fa all´ospedale è arrivato il primo morto: un operaio arabo-israeliano ferito dalle schegge del missile che ha colpito il cantiere dove stava lavorando.
Ashkelon, come Sderot e Ashdod, è il fronte israeliano dell´operazione contro la Striscia: finora il fuoco dei cacciabombardieri non è riuscito a fermare i missili - obiettivo per cui l´operazione è stata ufficialmente lanciata - anzi, più Tsahal (l´esercito) si accanisce su Gaza, più Hamas risponde con lanci contro obiettivi israeliani. Il bilancio per ora è di quattro morti. Ma l´ampliamento del raggio dei missili - località come Ashdod, a 35 chilometri da Gaza, Yavneh e Kiryat Malachi non erano mai state raggiunte prima - preoccupa molto le autorità: le scuole e tutte le attività non essenziali in un raggio di 40 chilometri dal confine sono state chiuse. Il provvedimento riguarda anche il calcio: campionato ed allenamenti sospesi fino a nuovo ordine. Gli stadi saranno messi a disposizione dell´esercito per essere usati come basi per i militari o campi di atterraggio per elicotteri. «Viviamo sotto costante minaccia - dice il sindaco Benny Vaknin - e il mondo ci accusa. Ma che reazione vi aspettereste dal governo voi italiani se migliaia di razzi colpissero per anni Roma e le città intorno?».
Vaknin è l´unico rimasto negli uffici del comune. Tutta l´amministrazione si è trasferita in un bunker sotterraneo: piccole stanze dove un centinaio di persone si muovono concitate. Nella sala principale c´è un enorme schermo con una mappa interattiva della città: i punti verdi sono quelli colpiti negli ultimi due anni, quelli rossi quelli di quest´ultima crisi. «Usiamo le ultime tecnologie disponibili per proteggerci - spiega Alan Marcus, direttore dell´ufficio strategico - i sistemi montati sui palloni aerostatici registrano ogni razzo in partenza, calcolano la traiettoria e se è diretto qui immediatamente scatta la sirena in tutta la città: ci sono 30 secondi per raggiungere un rifugio». Non tutti fanno in tempo: ieri è morta una donna ferita due sere fa ad Ashdod, era caduta mentre scendeva dalla macchina e le schegge l´hanno colpita.
L´apparato tecnologico di Ashkelon stride con i racconti che arrivano dalla Striscia, dove non ci sono bunker né telecamere a proteggere i civili. Ma la responsabilità, spiega Anat Wienstein, portavoce della municipalità, è di Hamas. «Hanno costruito tunnel per le armi invece che rifugi per la loro gente. Sono terroristi: noi siamo loro ostaggio da anni. E un incubo che deve finire». Riuscirà «Piombo fuso» a far cessare gli incubi di Anat e di tutta Ashkelon? «Non credo. Niente fermerà Hamas», risponde Ela, 20 anni, arrivata dalla Russia in Israele con i genitori quando di anni ne aveva due. «Oggi vorrei solo scappare».
Il dottor Roff Ron Lobel, vicedirettore dell´ospedale di Ashkelon, non la pensa così: vive a 300 metri dal confine e non ha intenzione di andarsene. Ma in questi giorni ha un solo obiettivo: essere pronto al peggio. «Siamo la struttura medica più vicina alla Striscia. Se partirà l´offensiva di terra i militari feriti saranno portati qui». Per questo l´ospedale ha dimesso i pazienti meno gravi e messo letti di emergenza anche nei corridoi. Il dottor Lobel è stato in contatto fino alla scorsa settimana con i colleghi di Gaza: «Eravamo in ottimi rapporti - dice - ma ora tutto sarà diverso: non mi aspetto di ricevere loro notizie per parecchio tempo».


Da Repubblica del 31/12

Cosa siete capaci di fare in 15 secondi?

19 dicembre 2008

Le minacce di fondamentalisti e terroristi sono sempre da prendere sul serio

Striscia di Gaza: stop alla tregua
 La tregua di sei mesi promossa dall'Egitto fra Israele e le fazioni palestinesi, guidate dai militanti islamici di Hamas, nella Striscia di Gaza si è conclusa oggi, con la prospettiva di nuove violenza al confine.

"Annunciamo che la tregua fra noi e il nemico sionista si è completamente conclusa e non sarà rinnovata a causa dello spregio degli occupanti per le sue condizioni e obblighi fondamentali", ha dichiarato l'ala armata di Hamas, Izz el-Deen al-Qassam, in un comunicato diffuso alle 5 ora italiana, che secondo Hamas era l'ora esatta in cui scadeva la tregua.

Hamas e altri gruppi militanti nella Striscia di Gaza hanno detto che sono preparati a qualunque escalation militare con le forze israeliane e a possibili raid israeliani all'interno della Striscia. I gruppi hanno detto che i loro militanti armati si sono addestrati durante questi sei mesi di tregua.

Da Reuters

... e, pochi istanti dopo lo spirare del termine, almeno due razzi sono subito piombati sulla parte meridionale del territorio israeliano.

(da tutte le agenzie di stampa, tranne la Reuters)

tanto che i funzionari americani gireranno solo con mezzi blindati. Ma la gente comune?

30 maggio 2008

Il Vaticano incontrerebbe Ahmadinejad

Lorenzo mi chiedeva come avevano reagito in Vaticano alla richiesta di Ahmadinejad di incontrare il papa:

L’arrivo in Italia del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, martedì a Roma per il vertice della Fao, rischia di complicare non poco l’agenda di Papa Benedetto XVI. E in questi giorni imbarazza la diplomazia vaticana più del previsto. Sembra infatti essere quella con il Pontefice, al momento, l’unica visita ufficiale del leader fondamentalista alla quale la diplomazia di Teheran sta lavorando. Un colpo di immagine non indifferente per Ahmadinejad che potrebbe rendere meno stringente l’isolamento internazionale a cui è sottoposto per il suo programma militare nucleare e per le sue affermazioni anti-israeliane, se alla fine il faccia a faccia ci dovesse essere. Non ci saranno altri incontri politici e la sola iniziativa «italiana» al di fuori del vertice Fao, confermata anche dall’ambasciata iraniana, è un incontro con alcuni grandi imprenditori che nel Paese hanno interessi e commesse.

Fino a ieri mattina l’idea alla quale stava lavorando la Santa sede era quella di un incontro collettivo dei capi di Stato e di governo che partecipano alla sessione della Fao e che hanno chiesto al Pontefice udienza: una decina in tutto. Ma ieri sera questa era poco più che un’ipotesi. Problemi politici e logistici possono far saltare il saluto del Pontefice a una delegazione mondiale dall’Argentina all’Iran, che annacquerebbe le polemiche politiche e eviterebbe incidenti diplomatici. Ma i presidenti non saranno a Roma nello stesso momento, visto che il vertice dura tre giorni. E soprattutto le ambasciate avrebbero fatto pervenire i loro dubbi su un’udienza del genere. Per ora dalla sala stampa vaticana fanno sapere soltanto che «si sta lavorando» per trovare una soluzione ai problemi che sono sopraggiunti in queste ore.

Ma i beninformati delle cose vaticane a questo punto considerano più probabili singole, udienze, brevi - una decina di minuti a testa - che non un rifiuto netto di salutare i capi di stato che hanno chiesto - come ha fatto l’Iran - di incontrare il Papa.

Al momento resta invece escluso un incontro bilaterale tra Ahmadinejad e il governo italiano: a Palazzo Chigi non è arrivata neppure la richiesta di Teheran. Segno che l’opera di dissuasione della Farnesina ha avuto qualche effetto. Ci saranno incontri a livello di delegazioni e forse anche tra ministri (Ahmadinejad arriverà accompagnato dal ministro degli Esteri e da quello dell’Agricoltura) e non sarebbe la prima volta.

E mentre la Sapienza conferma che non ci sarà alcuna lezione di Ahmadinejad agli studenti, l’ambasciata iraniana sta lavorando per un forum tra il presidente e alcune grandi imprese italiane, martedì pomeriggio: ci saranno l’Ansaldo, che ha partecipato nel 2004 alla costruzione di quattro centrali elettriche, e il presidente della Fata, del gruppo Finmeccanica, Ignazio Moncada, che sta realizzando un impianto da oltre 300 milioni di euro perla produzione di alluminio nel sud dell’Iran.

La sera di martedì il Riformista diretto da Antonio Polito organizzerà invece una maratona oratoria di stampo radicale in piazza di Spagna per protestare e testimoniare contro il leader iraniano e la sua politica.

Dal Corsera di oggi

(Intanto proseguono i "regalini" da Gaza):


Un razzo Qassam lanciato dalla Striscia di Gaza ha colpito oggi pomeriggio una casa nel sud di Israele, nella regione di Shaar Hanegev. Lo riporta il 'Jerusalem Post'. Non si registrano vittime o feriti. Un altro razzo è caduto invece in uno spazio aperto, sempre nella stessa regione.

Nel corso della giornata altri sei colpi di mortaio sono stati sparati dalla Striscia verso il Negev occidentale, mentre un altro razzo Qassam è caduto in un'area aperta vicino ad Ashkelon, senza fare feriti.

Da ApCom

16 maggio 2008

Gli sciiti in pellegrinaggio in Israele

 Moshe si china a raccogliere un foglio di carta solitario portato qui dal vento: «Fosse sempre così, come sulla collina di Hussein, fare le pulizie nel parco dell'ospedale Barzilai sarebbe una passeggiata». Gli ultimi fedeli, una quarantina di pakistani, sono venuti qualche settimana fa con due pullman dell'agenzia turistica israeliana che organizza il pellegrinaggio «clandestino». Le donne velate e vestite di celeste, gli uomini in bianco. Sono rimasti mezz'ora, come al solito. Hanno pregato, prostrati in direzione della Mecca, hanno lavato il marmo bianco del tempio sciita e si sono rimessi in viaggio attraverso la Giordania alla volta di Islamabad, dove anche solo nominare Israele può costare caro. Moshe li ha visti e li hanno visti, dalla finestra, le donne ricoverate al reparto maternità. Compatti, silenziosi, quasi immateriali. Qualcuno aveva in mano l'immagine di Khomeini, la stessa guida spirituale degli ayatollah iraniani che armano le milizie di Hamas e della Jihad Islamica e la loro guerra allo Stato ebraico, un fronte distante meno di dieci chilometri da qui.
L'unico santuario sciita in Israele, come dire un interista a Milanello, si trova nell'ospedale di Ashkelon, qualche isolato a nord del centro commerciale Hutzot, dove ieri un razzo Katiuscia lanciato da Gaza ha ferito 20 persone, quattro in modo grave.
«Sembra incredibile ma è vero: nove, dieci volte l'anno, gli sciiti vengono a pregare ad Ashkelon, una delle quattro tappe verso il cielo, secondo la mitologia musulmana, insieme a Medina, Mecca e Damasco», spiega il professor Ron Lober, vicedirettore del Barzilai, il medico che sette anni fa autorizzò la costruzione del piccolo tempio sulla collina. All'ombra di palme antiche e cascate gelsomini, i musulmani indiani, pakistani, afghani, s'inchinano alla terra che custodì la testa del profeta Hussein, figlio di Ali, genero di Maometto, terzo degli imam storici, massacrato con il suo esercito a Kerbala nel 680 d.C. dal califfo omayyade Yazid.
La storia, racconta il dottor Lober, inizia all'indomani del martirio di Hussein, l'Ahsura, il terremoto che divide per sempre i musulmani sunniti dagli sciiti, quando «la testa del nipote di Maometto, infilzata in una spada, viene portata da Kerbala nella grande moschea di Damasco». Per duecento anni migliaia di pellegrini invadono la capitale siriana, finchè gli Abassidi, per ragioni di ordine pubblico, decidono di dislocare «le reliquie». Il teschio finisce così ad Ashkelon, «già all'epoca estrema periferia dell'impero». Passano altri due secoli e i Fatimidi egiziani, la dinastia araba sciita discendente da Fatima, la figlia di Maometto, i più tolleranti verso ebrei e cristiani, riscoprono la collina di Hussein: «Secondo la leggenda, il generale Bardul Jamali arriva ad Ashkelon nell'XI secolo e comincia a pregare sulle alture finchè la terra si apre miracolosamente e svela il sepolcro del Profeta». Il resto è l'Abc dell'archeologia orientale: Jamali costruisce una moschea, la più bella del mondo musulmano, e Salah ad-Din la distrugge nel 1153 per evitare che cada nelle mani dei crociati. Il pulpito si trova oggi nella grotta dei Patriarchi a Hebron mentre il sarcofago che conteneva la testa di Hussein è custodito al Cairo.
L'ufficio di Ron Lober si affaccia sul lato settentrionale del Barzilai, dove dovrebbe sorgere a breve un padiglione dotato di rifugio antiaereo per 240 persone, il primo nell'indifesa città di Ashkelon. Il santuario sciita è dalla parte opposta, immerso nel parco: «Quando cominciarono i lavori per l'ospedale, nel 1961, la collina di Hussein era identica alle altre. Periodicamente arrivavano pellegrini musulmani e si mettevano a pregare in giro, nomadi della fede, un po' disorientati». Un giorno, nell'estate di dieci anni fa, si presenta un religioso, Siydna Mohammed Burahanuddin, sultano fatimide originario dell'India musulmana. Ron Lober lo ricorda come fosse qui, ora: «Era vestito come un re. Chiese di salire sulla collina e scavare in un punto preciso. Io ero scettico ma lo autorizzai. A un metro di profondità il piccone trovò un'ostacolo durissimo, l'angolo della moschea di Hussein».
Nel 2001 mister Burahanuddin comincia a costruire il santuario, una piattaforma di una decina di metri per dieci in pregiatissimo marmo bianco di Agra, lo stesso del Taj Mahal. E mentre il presidente iraniano celebra i sessant'anni d'Israele ribadendone il destino segnato, «una nazione odiata da tutta la regione», centinaia di musulmani sciiti affrontano ogni anno l'ira dei propri governi, che non hanno rapporti diplomatici con lo Stato ebraico, pur di pregare mezz'ora sui resti del Profeta Hussein. Raccomandazioni in arabo indirizzate all'Altissimo e coperte dal fischio sinistro della sirena, l'allarme rosso che annuncia l'arrivo di un razzo Qassam.
Moshe lancia un'ultima occhiata al tempio, «scommetto che pochi israeliani conoscono il segreto del Barzilai». L'ospedale non vuole pubblicità, ammette il dottor Lober: «Non vogliamo passare alla Storia come l'ospedale che cura i feriti dei razzi Qassam e ospita una moschea sciita». Il cielo che grava la Terra Santa, è attraversato da un lampo, profano.


Da La Stampa di ieri

sfoglia
dicembre        febbraio