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Un tentativo per uscire dal ghetto dei pregiudizi
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Questo blog sta spudoratamente con Israele e, riprendendo un post di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto daCamillo non metterà in dubbio le sue idee, ma lo potrebbe fare se:
-
Sharon sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
-Sharon sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
-Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
-Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
-I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie palestinesi.
-Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
-I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
-I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
-I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
-I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
-I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
-La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
-I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
-I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
-I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
-Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
-Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
-Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
-Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
-I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
-I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
-Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.

Lo statuto di Fatah



"
Israele è una delle rare cause che sostengo. Neri e ebrei sono legati da una storia comune di persecuzioni"
Ray Charles, "The Genius", cantante e pianista.









Carlo Panella
I piccoli martiri assassini di Allah
pp. 224 - Euro 12,90 - Edizione in brossura con sovraccoperta. Indottrinamento scolastico, religioso, mediatico; cortometraggi di propaganda appositamente studiati per annullare la naturale paura della morte; canzoncine e giochi che esaltano il suicidio e il martirio. Sono terribili ed eclatanti i documenti raccolti in questo saggio. Oggi un’intera generazione di ragazzini, vittime dell’indottrinamento e della propaganda crede che la morte per Allah in guerra sia la più elevata impresa conseguibile in vita. Questa educazione è un’onta indelebile, un abuso, un terribile pregiudizio per il futuro della regione e del pianeta.

Carlo Panella
, autorevole osservatore dell’intricato scenario mediorientale, analizza la nuova, terribile arma del terrorismo islamico: il martirio degli shaid–killer, i suicidi-assassini, diventati ormai parte integrante nel progetto di una società islamica fondamentalista. "È questo, per chi ha occhi per vedere, il nuovo volto di un vecchio cancro che l’Europa ha tristemente conosciuto: il totalitarismo".

 



l'educazione impartita ai bambini palestinesi - This is what is taught to palestinian children

"Avremo la pace quando gli arabi ameranno i loro figli quanto odiano noi" - Golda Meir

E
’ ovvio che tutti i morti chiamano compassione, che le vittime non stanno da una parte sola, che in Medio Oriente non è quasi possibile distinguere il sangue dei vinti da quello dei vincitori, perché è in corso una lotta esistenziale la cui conclusione è tutt’altro che certa, e il cui unico sbocco umano possibile è la pace. Ma non è ovvio, anzi è uno scandalo, che il terrorismo sia rubricato sotto la voce “resistenza”, che non si capisca quanto sia di rigore il dovere di amare un paese così, affetto da questa piaga, lacerato e insanguinato nel modo che vedete, e non in metafora, ma alla lettera. E gli scandali devono venire alla luce.Il terrorismo è una paura dell’invisibile, e questa paura forgia le coscienze degli occidentali che cedono terreno alla sua logica nell’invisibilità. (...) - Da «Amiamo la vita più di quanto loro amano la morte» Il Foglio 3/2/2004.

Israele rappresenta un caso unico: quello di uno Stato al quale si contesta il diritto di esistere. La politica israeliana si può comprendere chiaramente solo alla luce di questa realtà. Tutti i timori, le preoccupazioni, le angosce dei miei amici israeliani, compresi quelli più impegnati per la pace, si riassumono nella paura di vedersi negare il diritto di esistere. Una paura che non cesserà finché questo diritto non sarà garantito. E finché durerà questa paura, l´unica reazione possibile sarà quella di dire: «Mai più ci lasceremo condurre docilmente al massacro come agnellini inermi». (...) Chi non lo comprende, e non tiene presente al tempo stesso il fatto che fin dal primo momento l´esistenza stessa del neonato Stato d´Israele veniva contestata da parte araba, con mezzi militari e sempre nuove minacce, non può comprendere qual è veramente la posta in gioco nel conflitto mediorientale. Se guardiamo alla situazione attuale, non possiamo ignorare le sofferenze dei palestinesi, i morti, le molte vittime innocenti, dall´una e dall´altra parte. Ma questo conflitto potrà arrivare a una soluzione soltanto quando il diritto alla esistenza dello Stato di Israele e dei suoi cittadini sarà garantito al di là di ogni possibile dubbio. (...) Da "Vedere l'Olocausto in atto" di Joschka Fischer su La Repubblica del 3/2/2004.

Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro
padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta. Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso. Dal «Corriere della Sera», Indro Montanelli, 16 settembre 1972.

(...) l'11 marzo l'Europa ha pagato caro il suo pacifismo filoislamico: 200 morti innocenti, il più  terribile attentato mai vissuto nel vecchio continente. 
(...) Sarebbe giusto capire finalmente la tragedia che vive Israele da anni e sarebbe giusto pensare che noi abbiamo vissuto 130 volte l'11 marzo in tre anni e mezzo. 130 attentati suicidi in un Paese piccolo come una regione italiana. Dopo ogni attentato sentivamo i commenti più atroci: " lotta di liberazione, non hanno altra possibilita'che il terrorismo, militanti per la libertà, occupazione militare, peggio per loro (cioè noi)". Mai una normale parola di comprensione per i nostri bambini lacerati dai chiodi e dall'esplosivo. Una bambina di sette mesi è la più piccola vittima di Madrid. La sua morte dovrebbe pesare sulla coscienza di chi ha sempre tentato di giustificare il terrorismo islamico.
La sua morte, come quella delle altre vittime, dovrebbe togliere il sonno a chi esaltava Durban, a chi approvava i cortei pacifisti urlanti "Bush e Sharon Boia" e ai capetti europei sempre pronti a calare le braghe davanti alle dittature islamiche. Io li porterei tutti a Madrid e li farei stare sull'attenti davanti ai pezzi dei corpi delle vittime dei fratellini di Bin Laden, Arafat e Saddam Hussein.
Deborah Fait su Informazione corretta 13/03/2004.



Quattro giorni più tardi, 16/10/2000 il quotidiano palestinese di Ramallah "Al Hayat Al Jadida" pubblicava il seguente appello:
Chiarimenti speciali dal rappresentante italiano della rete televisiva ufficiale italiana. Miei cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo che sia nostro compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso gli eventi; quella rete ha filmato gli eventi. In seguito la televisione israeliana ha mandato in onda le immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo modo l’impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo filmato quelle immagini. Desideriamo sottolineare che le cose non sono andate in questo modo perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato. Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare certi che questo non è il nostro modo d’agire (ossia nel senso che non lavoriamo come le altre reti televisive). Non facciamo e non faremo cose del genere. Vi preghiamo di accettare i nostri migliori auguri. Riccardo Cristiano,Rappresentante della rete ufficiale italiana in Palestina
(grazie alla segnalazione di Barbara).

 

Esperimento consiglia:

 

24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi di Ruth Halimi ed Emilie Frèche. Traduzione di Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan. Ed. Belforte

A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)

«L'antisemitismo è qualcosa che minaccia la vita degli ebrei ma devasta, a volte in maniera irrimediabile, le coscienze dei non ebrei. È giunto il momento di raccontare quelle sgradevoli verità che non siamo ancora riusciti né a confessare né a confessarci del tutto.»


   Il sistema costituzionale dello Stato di Israele
dalai lama


*LIST
JEWISH BLOGGERSJOIN*



(Grazie a Dandy che è l'autore del bellissimo manifesto e a Bautzetung promotore della lista il cui motto è "Né di qua né di là!!!")

TOCQUEVILLE,  la città dei liberi.

Premessa. – Introduzione. – I. Profili storici (E. Ottolenghi). – II. Costituzione e Fonti del Diritto (A. Mordechai Rabello). – III. La Forma di Governo (E. Ottolenghi). – IV. I partiti politici (A. Mordechai Rabello e A. Yaakov Lattes). – V. Le libertà fondamentali (S. Navot). – VI. L’ordinamento giudiziario (S. Goldstein e A. Mordechai Rabello). – VII. La giustizia costituzionale (T. Groppi). – Orientamenti bibliografici (a cura di Francesca Rosa).
 

 



 



                                         

>
A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)



Grazie a Watergate che ha migliorato notevolmente questa homepage

E voi cosa proponete? Andreacaro è convinto che una risata ci seppellirà.


 

Diario | Dai mass media italiani | Dall'estero | Satira, musica, balli | Interventi, riflessioni, commenti |
 
Diario
1981944visite.

15 giugno 2014

Tre ragazzini israeliani rapiti all'uscita da scuola. Il mondo tace

Con il passare delle ore, la speranza di ritrovare i tre ragazzi rapiti si affievolisce. 
Yossi Melman, dalle pagine di i24news, nella sua analisi considera cinque possibilità: 

"Sono vivi
Sono morti e sotterrati
Sono vivi in cammino per Gaza o, ancora più probabilmente, verso il Sinai
Sono in Giudea Samaria, in una casa preparata per tempo
Sono da qualche parte in Giudea Samaria, in condizioni di sicurezza precarie



I rapitori hanno convinto o obbligato i tre ragazzi (che facevano l'autostop) a salire in macchina. Probabile che si siano spacciati per israeliani. 
I servizi israeliani sono convinti che sia una mossa atta a richiedere la scarcerazione di terroristi in prigione. Negli ultimi 30 anni, il rapimento di civili e militari israeliani si è rivelato il modo più efficace per il terrorismo palestinese: ogni governo che si è succeduto ha promesso di non liberare i terroristi in prigione, e ogni volta hanno dovuto cedere al ricatto. Per il rilascio di Gilad Shalit, più di mille terroristi furono liberati. Per far fronte a questa minaccia, il governo israeliano ha posto delle "linee rosse": i corpi di israeliani saranno scambiati solo con corpi di palestinesi, e non con palestinesi vivi; per ogni soldato israeliano rapito Israele non libererà dozzine di terroristi, ma solo alcuni. Ora il governo è alla prova dei fatti: se gli studenti sono vivi e un'operazione militare non fosse possibile, il governo si troverà ancora una volta nella posizione di decidere se lasciar morire tre dei suoi cittadini o liberare centinaia di assassini."

Nessuno Stato civile accetterebbe che un paese fosse messo davanti a questa orribile scelta: solo per Israele il mondo accetta e tace. Non una parola dall'Onu, non una parola dalla Clinton (e fra i rapiti c'è anche un cittadino americano), non una parola dal Papa che la scorsa settimana si è commosso davanti al discorso di un ragazzino palestinese che parlava di nakba e di occupazione feroce e ha pregato mettendo le mani su scritte che paragonavano i palestinesi agli ebrei del ghetto di Varsavia. Silenzio assoluto, dove dovrebbe invece esserci presa di posizione immediata e totale solidarietà. 

A nessun diplomatico internazionale sembra essere balenata l'idea di essere stati compartecipi di questo triste avvenimento, quando hanno plaudito alla "riconciliazione" Hamas/Fatah. A nessun mediatore "di pace" è venuto in mente che Abbas sia responsabile di quanto avviene sul suo territorio, né sembra grave che un "governo" inizi cosi' la sua politica. L'ipocrita frasetta "la pace si fa con i nemici" ce la siamo sentita ripetere fino alla nausea. Ci dicessero, queste anime candide, che cosa dovrebbe fare uno Stato che si trova a fare i conti con un'organizzazione terroristica (definita tale da tutti i paesi occidentali), alleata a una cricca mafiosa, libera di agire al di fuori di ogni regola civile, esentata da qualsiasi responsabilità morale e penale, che si fa beffe dello stato di diritto ed è, nonostante tutto, vezzeggiata e coccolata da quei Paesi che si ritengono civili e moderni. 

Abbiamo sentito ripetere alla nausea che la costruzione di quattro case in territori non assegnati è la causa della mancata pace. Ci siamo talmente assuefatti a questa idea che a nessuno sembra mai venire in mente che la parte palestinese ha in egual modo, da anni, costruito sugli stessi territori non assegnati e continua a farlo, senza che si levi una voce per condannare. Che cos'è che ferma la pace? Non i razzi che non hanno mai cessato di essere sparati sui civili israeliani, non i rapimenti di civili innocenti, non le minacce continue di distruzione, non le revisioni storiche, non la negazione della Shoah, non l'istruzione sistematica all'odio. No, cio' che ferma la pace sono quattro appartamenti ebrei! Eppure quando Israele si ritiro' unilateralmente da Gaza, non furono ostacolo quegli appartamenti e quelle infrastrutture che lasciarono intatte. In quel caso, semplicemente, cambiarono di proprietario. Come mai queste evidenze non sembrano affacciarsi alla mente di nessuno? Come mai è possibile leggere che Haifa e Tel Aviv sono città "occupate" e palestinesi, senza che ci sia un'indignazione generale? Caro Occidente, stai lasciando soli Israele e gli Ebrei, ancora una volta; sei sicuro che ti convenga?

12 maggio 2014

L'assedio di Aleppo

Da domenica 4 maggio Aleppo, nel Nord della Siria, è senza acqua corrente a causa del blocco imposto da miliziani qaedisti e rischia una catastrofe umanitaria.
L'appello disperato per ripristinare il servizio idrico è arrivato via Skype. Le fonti sono alcuni attivisti che vivono ad Aleppo, i quali hanno precisato che alcuni gruppi di miliziani, tra cui i qaedisti della Jabhat an Nusra, hanno chiuso le condotte della centrale di distribuzione idrica situata nell'area di Suleiman al Halabi. «Il loro intento era quello di non far arrivare l'acqua ai quartieri occidentali, controllati dalle forze lealiste», ma «la chiusura parziale ha danneggiato l'intera rete di distribuzione, lasciando a secco gran parte della città».
I MILIZIANI HANNO SEQUESTRATO LA CENTRALE. I miliziani hanno inoltre impedito agli impiegati della società idrica locale di accedere alla centrale. «Senza gli esperti la rete idrica rischia di esser danneggiata in modo grave e di causare una catastrofe umanitaria», ha affermato dal canto suo l'organizzazione Madani, che ad Aleppo e in altre regioni della Siria ha l'obiettivo di «sostenere la società civile verso una transizione democratica».
SINTOMI DI MALATTIE. Testimonianze da Aleppo hanno descritto lunghe code di civili ai pozzi e alle fontane, per raccogliere acqua pulita. «Ci sono già sintomi di malattie causate dall'assenza di acqua o dal contatto con acqua inquinata», è scritto nel comunicato diffuso da Madani. «Con l'arrivo dell'estate il rischio è di un'epidemia di malattie cutanee», anche a causa della scarsità di medici e di cliniche attrezzate, in particolare nella zona orientale di Aleppo controllata dagli insorti.

Da Lettera 43

24 marzo 2014

Un'iniziativa molto interessante

Ricevo e rigiro

Siete gentilmente invitati ad una di queste presentazioni del mio libro "Un Askenazita tra Romania ed Eritrea" GDS Edizioni ed in alcuni ci sara` anche la proiezione del mio film documentario "Viaggio di un Sionista tra Romania ed Eritrea" di Dova Cahan
30 Marzo alle ore 19.30 in via Sallustiana 27/A Roma
2 Aprile alle ore 17.00 a Napoli alla Fondazione Valenzi a Maschio Angioino, interveranno il giornalista Nico Pirozzi e lo storico Alessandro Maria Raffone.
3 Aprile alle ore 18.00 a Bologna alla libreria Zanichelli - Piazza Galvani 1, interverra` il Prof. Marco Cavallarin.
4 e 5 Aprile a Villafranca-Bagnone presentazioni in vari licei in presenza di 300 alunni.
6 aprile alle ore 16.30 al Pitigliano alla sala "Augusto Brozzi" interverra il Dott. Luca Fusai
Vi aspetto e venite in numerosi ...grazie a tutti/e
Foto: Siete gentilmente invitati ad una di queste presentazioni del mio libro "Un Askenazita tra Romania ed Eritrea" GDS Edizioni ed in alcuni ci sara` anche la proiezione del mio film documentario "Viaggio di un Sionista tra Romania ed Eritrea" di Dova Cahan
30 Marzo alle ore 19.30 in via Sallustiana 27/A Roma
2 Aprile alle ore 17.00 a Napoli alla Fondazione Valenzi a Maschio Angioino, interveranno il giornalista Nico Pirozzi e lo storico Alessandro Maria Raffone.
3 Aprile alle ore 18.00 a Bologna alla libreria Zanichelli - Piazza Galvani 1, interverra` il Prof. Marco Cavallarin.
4 e 5 Aprile a Villafranca-Bagnone presentazioni in vari licei in presenza di 300 alunni.
6 aprile alle ore 16.30 al Pitigliano alla sala "Augusto Brozzi" interverra il Dott. Luca Fusai
Vi aspetto e venite in numerosi ...grazie a tutti/e

18 marzo 2014

Felice Tel Aviv

Happy Tel Aviv

3 marzo 2014

Le guerre e la moda

Le guerre sono come la moda: quest'anno cosa va, il rosa pallido? Tutti si vestono di rosa pallido e tutti si dimenticano che esistono anche l'azzurrino, il violetto, il verdognolo, ecc. ecc.
Ora quale guerra va di moda? Quella fra la Russia e l'Ukraina? E tutti si dimenticano delle decine di migliaia di morti in Siria, in Egitto, nella Repubblica Centrafricana, ecc. ecc.
C'è un Paese, però, che non passa mai di moda: Israele. Qualunque cosa succeda, in qualunque parte del globo, di Israele si deve sempre e comunque parlare male.

27 gennaio 2014

Conspiracy e Anime erranti

Ricevo e rigiro


Orrore e Speranza. Due racconti per immagini. Due modi diversi per narrare il più grande genocidio dello scorso secolo, laeffe (canale 50 DTT) celebra il Giorno della Memoria, lunedì 27 gennaio, con Conspiracy – Soluzione finale di Frank Pierson (ore 21.10) e con la prima visione assoluta di Anime Erranti di André Téchiné (ore 22.50).

 

Conspiracy – Soluzione finale narra gli eventi che gettarono le basi del criminale progetto chiamato “Soluzione Finale” deciso in una riunione segreta, avvenuta il 20 gennaio 1942 sulle sponde del lago Wannsee, a pochi chilometri da Berlino, a cui presero parte alcuni alti esponenti del partito nazista. In questo incontro, presieduto dal generale Heydrich e organizzato dal colonnello Eichmann, sotto spinta di Hitler, su mandato di Goering, fu tecnicamente discusso il modus operandi dello sterminio che culminò con la scelta delle camere a gas come soluzione definitiva per il “problema” del proliferare ebraico nelle terre sempre più in espansione del Reich.

 

Dalla Germania alla Francia con Anime erranti, tratto dal romanzo Le Garcon aux Yeux Gris di Gilles Perrault, che ripercorre le avventure di Odile, giovane vedova parigina in fuga dalla capitale con i suoi due figli durante l’occupazione nazista nel giugno 1940. Sulla strada, ormai a 50 chilometri da Parigi, le bombe tedesche cadono sulla fila di fuggitivi obbligandoli a trovar riparo lontano dal sentiero nei campi circostanti. Qui Odile incontra un enigmatico ragazzino dalla testa rasata, Yvan, che li guiderà in una casa abbandonata nella foresta dove i quattro inizieranno una nuova vita cercando di sopravvivere come possibile, mentre l’eco della guerra in lontananza sembra svanito in questo inatteso scenario onirico.

 

Promo: http://www.laeffe.tv/247,Programma(video).html


 

Conspiracy – Soluzione finale (Conspiracy) è un film di Frank Pierson, sceneggiatura a cura di Loring Mandel, nel cast Colin Firth, Kenneth Branagh, Stanley Tucci, Barnaby Kay, Ben Daniels, David Threlfall, Jonathan Coy, Ian McNeice, Brendan Coyle, Owen Teale (USA 2001, 93’).

 

Anime erranti (Les égarés) è un film di André Téchiné, sceneggiatura a cura di Gilles Taurand e André Téchiné, nel cast  Emmanuelle Béart, Gaspard Ulliel, Grégoire Leprince-Ringuet, Clémence Meyer,     Samuel Labarthe, Jean Fornerod (FRANCIA, GRAN BRETAGNA 2003, 95’).

 


MONGINI COMUNICAZIONE

Federico Cervieri

Via Carroccio, 12 _ 20123 Milano

Tel +39 02.8375427 _ Mob +39 338.3315576

27 gennaio 2014

Giorno della Memoria

“Those who often begin by hating the Jews… history shows us end up hating anyone who is not them."


"Coloro che cominciano dall'odio per gli ebrei... come ci ha dimostrato la storia, finiscono per odiare chiunque altro".


Stephen Harper Primo Ministro Canadese, al discorso alla Kneset 20/1/14

9 gennaio 2014

Palestina judenrein

Saeb Erekat capo negoziatore palestinese ha dichiarato, venerdì, in un'intervista che: "non potremo accettare un solo israeliano sul suolo palestinese, nel cielo palestinese, nelle acque palestinesi o ai valichi di frontiera palestinesi"! Se questo è il capo negoziatore, cosa potrà sostenere un negoziatore non capo? E uno che non è nemmeno negoziatore?

Su cosa si dovrebbe negoziare quindi?

17 dicembre 2013

Neve in Medio Oriente

Non avete mai visto le piramidi imbiancate, vero? Infatti l'ultima volta che è successo è stato 160 anni, quando la fotografia ancora non esisteva:



Qui invece siamo nei territori amministrati dall'Autorità Palestinese
, due soldati israeliani stanno aiutando un'ambulanza palestinese ad uscire dal pantano:



Qui, a Gerusalemme
, nell'area più sacra al mondo per gli ebrei, non può mancare un pupazzo con la kippà (indossata dagli uomini per ricordarsi della propria limitatezza di fronte alla Divinità) :)


19 novembre 2013

Hamas vuole distruggere Israele, ma quando ha bisogno non esita a servirsene

La nipote del capo del governo di Hamas a Gaza, Ismayel Haniyeh, è stata ricoverata in Israele. La bambina è in condizioni critiche: soffre di una grave malattia gastrointestinale e sabato pomeriggio è stata portata nell'ospedale Petah Tikva a Tel Aviv. Dopo che i medici israeliani hanno stabilito che le sue possibilità di sopravvivenza sono nulle, la piccola è però tornata insieme alla mamma nella Striscia di Gaza. 

Il sito del quotidiano Yedioth Ahronoth scrive che Amaal Haniyeh soffre di una grave infezione del sistema digestivo che ha attaccato il suo sistema nervoso e il suo cervello. Non era un segreto perché il figlio di Haniyeh, Abdessalam Haniyeh, sulla sua pagina Facebook, ha scritto "Fratelli cari, Amaal ha oltrepassato la linea verde (cioè la frontiera con Israele) e io prego Dio che l'aiuti e faccia guarire mia figlia, che si trova in una condizione di morte clinica".


Da Rai News 24

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maggio