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Questo blog sta spudoratamente con Israele e, riprendendo un post di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto daCamillo non metterà in dubbio le sue idee, ma lo potrebbe fare se:
-
Sharon sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
-Sharon sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
-Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
-Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
-I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie palestinesi.
-Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
-I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
-I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
-I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
-I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
-I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
-La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
-I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
-I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
-I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
-Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
-Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
-Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
-Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
-I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
-I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
-Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.

Lo statuto di Fatah



"
Israele è una delle rare cause che sostengo. Neri e ebrei sono legati da una storia comune di persecuzioni"
Ray Charles, "The Genius", cantante e pianista.









Carlo Panella
I piccoli martiri assassini di Allah
pp. 224 - Euro 12,90 - Edizione in brossura con sovraccoperta. Indottrinamento scolastico, religioso, mediatico; cortometraggi di propaganda appositamente studiati per annullare la naturale paura della morte; canzoncine e giochi che esaltano il suicidio e il martirio. Sono terribili ed eclatanti i documenti raccolti in questo saggio. Oggi un’intera generazione di ragazzini, vittime dell’indottrinamento e della propaganda crede che la morte per Allah in guerra sia la più elevata impresa conseguibile in vita. Questa educazione è un’onta indelebile, un abuso, un terribile pregiudizio per il futuro della regione e del pianeta.

Carlo Panella
, autorevole osservatore dell’intricato scenario mediorientale, analizza la nuova, terribile arma del terrorismo islamico: il martirio degli shaid–killer, i suicidi-assassini, diventati ormai parte integrante nel progetto di una società islamica fondamentalista. "È questo, per chi ha occhi per vedere, il nuovo volto di un vecchio cancro che l’Europa ha tristemente conosciuto: il totalitarismo".

 



l'educazione impartita ai bambini palestinesi - This is what is taught to palestinian children

"Avremo la pace quando gli arabi ameranno i loro figli quanto odiano noi" - Golda Meir

E
’ ovvio che tutti i morti chiamano compassione, che le vittime non stanno da una parte sola, che in Medio Oriente non è quasi possibile distinguere il sangue dei vinti da quello dei vincitori, perché è in corso una lotta esistenziale la cui conclusione è tutt’altro che certa, e il cui unico sbocco umano possibile è la pace. Ma non è ovvio, anzi è uno scandalo, che il terrorismo sia rubricato sotto la voce “resistenza”, che non si capisca quanto sia di rigore il dovere di amare un paese così, affetto da questa piaga, lacerato e insanguinato nel modo che vedete, e non in metafora, ma alla lettera. E gli scandali devono venire alla luce.Il terrorismo è una paura dell’invisibile, e questa paura forgia le coscienze degli occidentali che cedono terreno alla sua logica nell’invisibilità. (...) - Da «Amiamo la vita più di quanto loro amano la morte» Il Foglio 3/2/2004.

Israele rappresenta un caso unico: quello di uno Stato al quale si contesta il diritto di esistere. La politica israeliana si può comprendere chiaramente solo alla luce di questa realtà. Tutti i timori, le preoccupazioni, le angosce dei miei amici israeliani, compresi quelli più impegnati per la pace, si riassumono nella paura di vedersi negare il diritto di esistere. Una paura che non cesserà finché questo diritto non sarà garantito. E finché durerà questa paura, l´unica reazione possibile sarà quella di dire: «Mai più ci lasceremo condurre docilmente al massacro come agnellini inermi». (...) Chi non lo comprende, e non tiene presente al tempo stesso il fatto che fin dal primo momento l´esistenza stessa del neonato Stato d´Israele veniva contestata da parte araba, con mezzi militari e sempre nuove minacce, non può comprendere qual è veramente la posta in gioco nel conflitto mediorientale. Se guardiamo alla situazione attuale, non possiamo ignorare le sofferenze dei palestinesi, i morti, le molte vittime innocenti, dall´una e dall´altra parte. Ma questo conflitto potrà arrivare a una soluzione soltanto quando il diritto alla esistenza dello Stato di Israele e dei suoi cittadini sarà garantito al di là di ogni possibile dubbio. (...) Da "Vedere l'Olocausto in atto" di Joschka Fischer su La Repubblica del 3/2/2004.

Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro
padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta. Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso. Dal «Corriere della Sera», Indro Montanelli, 16 settembre 1972.

(...) l'11 marzo l'Europa ha pagato caro il suo pacifismo filoislamico: 200 morti innocenti, il più  terribile attentato mai vissuto nel vecchio continente. 
(...) Sarebbe giusto capire finalmente la tragedia che vive Israele da anni e sarebbe giusto pensare che noi abbiamo vissuto 130 volte l'11 marzo in tre anni e mezzo. 130 attentati suicidi in un Paese piccolo come una regione italiana. Dopo ogni attentato sentivamo i commenti più atroci: " lotta di liberazione, non hanno altra possibilita'che il terrorismo, militanti per la libertà, occupazione militare, peggio per loro (cioè noi)". Mai una normale parola di comprensione per i nostri bambini lacerati dai chiodi e dall'esplosivo. Una bambina di sette mesi è la più piccola vittima di Madrid. La sua morte dovrebbe pesare sulla coscienza di chi ha sempre tentato di giustificare il terrorismo islamico.
La sua morte, come quella delle altre vittime, dovrebbe togliere il sonno a chi esaltava Durban, a chi approvava i cortei pacifisti urlanti "Bush e Sharon Boia" e ai capetti europei sempre pronti a calare le braghe davanti alle dittature islamiche. Io li porterei tutti a Madrid e li farei stare sull'attenti davanti ai pezzi dei corpi delle vittime dei fratellini di Bin Laden, Arafat e Saddam Hussein.
Deborah Fait su Informazione corretta 13/03/2004.



Quattro giorni più tardi, 16/10/2000 il quotidiano palestinese di Ramallah "Al Hayat Al Jadida" pubblicava il seguente appello:
Chiarimenti speciali dal rappresentante italiano della rete televisiva ufficiale italiana. Miei cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo che sia nostro compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso gli eventi; quella rete ha filmato gli eventi. In seguito la televisione israeliana ha mandato in onda le immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo modo l’impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo filmato quelle immagini. Desideriamo sottolineare che le cose non sono andate in questo modo perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato. Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare certi che questo non è il nostro modo d’agire (ossia nel senso che non lavoriamo come le altre reti televisive). Non facciamo e non faremo cose del genere. Vi preghiamo di accettare i nostri migliori auguri. Riccardo Cristiano,Rappresentante della rete ufficiale italiana in Palestina
(grazie alla segnalazione di Barbara).

 

Esperimento consiglia:

 

24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi di Ruth Halimi ed Emilie Frèche. Traduzione di Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan. Ed. Belforte

A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)

«L'antisemitismo è qualcosa che minaccia la vita degli ebrei ma devasta, a volte in maniera irrimediabile, le coscienze dei non ebrei. È giunto il momento di raccontare quelle sgradevoli verità che non siamo ancora riusciti né a confessare né a confessarci del tutto.»


   Il sistema costituzionale dello Stato di Israele
dalai lama


*LIST
JEWISH BLOGGERSJOIN*



(Grazie a Dandy che è l'autore del bellissimo manifesto e a Bautzetung promotore della lista il cui motto è "Né di qua né di là!!!")

TOCQUEVILLE,  la città dei liberi.

Premessa. – Introduzione. – I. Profili storici (E. Ottolenghi). – II. Costituzione e Fonti del Diritto (A. Mordechai Rabello). – III. La Forma di Governo (E. Ottolenghi). – IV. I partiti politici (A. Mordechai Rabello e A. Yaakov Lattes). – V. Le libertà fondamentali (S. Navot). – VI. L’ordinamento giudiziario (S. Goldstein e A. Mordechai Rabello). – VII. La giustizia costituzionale (T. Groppi). – Orientamenti bibliografici (a cura di Francesca Rosa).
 

 



 



                                         

>
A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)



Grazie a Watergate che ha migliorato notevolmente questa homepage

E voi cosa proponete? Andreacaro è convinto che una risata ci seppellirà.


 

Diario | Dai mass media italiani | Dall'estero | Satira, musica, balli | Interventi, riflessioni, commenti |
 
Diario
2383070visite.

25 luglio 2016

L'Europa è diventata come Israele?

Una gran quantità di "lupi solitari" non formano branchi (magari allo sbaraglio)?




permalink | inviato da esperimento il 25/7/2016 alle 6:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

8 maggio 2016

L'unico luogo in Medio oriente dove tutte le donne arabe possono

2 marzo 2016

Stanlio & Ollio ballano Ha Gavìa

13 gennaio 2016

Mini-rassegna sui palestinesi che non interessano a nessuno

4 palestinesi vengono condannati a morte da Hamas con l'accusa di collaborare con Israele. La notizia data da Al Arabyia (giornale arabo):

A military court in the Hamas-run Gaza Strip on Wednesday sentenced four Palestinians to death on charges of spying for Israel, a statement and court sources said.

The court said in a brief statement that a 23-year-old man from the Zeitoun area south of Gaza City had been sentenced to death on espionage charges. It did not provide his name.

Three other men who “fled from justice” were also found guilty in absentia, it said.

A court source told AFP the four were convicted on “charges of spying for the occupation”, including “surveillance” and providing information about cars and homes to help Israel plan alleged assassinations.

Before these sentences, 167 people had been sentenced to death by courts in Gaza and the occupied West Bank, according to the Palestinian Centre for Human Rights.

Hamas took over the Gaza Strip in 2007 after a battle with Fatah, which runs the Palestinian Authority. Eighty of the death sentences have been given in Gaza since that date.

Islamists Hamas have previously carried out executions against those accused of dealing with Israelis, with the killings sometimes taking place in public squares.

Under Palestinian law, collaborators, murderers and drug traffickers can face the death penalty.


La notizia data da Rai News 24:

Una corte marziale di Hamas ha condannato a morte per impiccagione 4 palestinesi di Gaza per "collaborazionismo" con Israele. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno, secondo cui tre di essi non sono però attualmente nella Striscia. Le identità dei condannati non sono state divulgate né è stata anticipata la data dell'esecuzione del quarto condannato.

Così si mette a tacere chi osa sollevare qualche rimostranza:

AP - Palestinian journalist Ayman al-Aloul frequently writes about the hardships of life in the Gaza Strip, and is one of the few voices willing to publicly criticize the rule of the Islamic Hamas movement.

But after nine days in jail, al-Aloul says he won't be writing about politics anymore. He said a painful experience that included beatings and being forced to sit uncomfortably in a tiny chair has made him a "new man" and that he will now focus on less controversial topics like sports, food, literature and fashion.

"I've decided not to talk about the general situation anymore," al-Aloul said in an interview at his home Tuesday, a day after he was released. "The experience I went through was very difficult."
Al-Aloul's experience is part of a crackdown by Hamas at a time when the continuing miseries of life in Gaza appear to be driving its population toward more open dissent. Critics have grown bolder on social media sites, and attempts by Hamas to impose new taxes have triggered rare public protests.

Al-Aloul said his new reticence would not affect his work as a reporter for an Iraqi TV station, which he described as straight news reporting and not "opinion-making."

It was his personal social media activity that drew attention. In recent months, he wrote under a popular hashtag urging Hamas to withdraw from the Rafah crossing point between Gaza and Egypt. Like many Palestinians, he believes that Egypt has shuttered Rafah because it doesn't want to deal with Hamas, and proposes letting the Western-backed Palestinian Authority manage the crossing.

He also published pictures of people looking for leftover food in garbage containers, quoted business owners angry over increased taxes and blamed Gaza authorities for prolonged power blackouts.

On January 3, Hamas forces arrested him and another outspoken critic, Ramzi Herzallah, in their homes in Gaza City. During his detention, al-Aloul said he was repeatedly slapped on the face by his interrogators and twice sent to a room known euphemistically as "the bus." He described it as a room equipped with children's chairs, where detainees are blindfolded and forced to sit for an entire day.

"They think that my posts on Facebook harm the Gaza government," he said. "They considered criticizing the government to be criticism of 'the resistance' and they accused me of harming the revolutionary unity," al-Aloul said.

Herzallah, also released Monday, said he too experienced "the bus," but declined to comment further. Hamas' Interior Ministry declined comment.

Hamas, an Islamist movement pledged to Israel's destruction, seized Gaza from the Palestinian Authority in 2007. Despite being branded a terrorist group by Israel and the West, and enduring three wars with Israel and an Israeli-Egyptian blockade, it has clung to power.

The 2014 war, precipitated by a string of events that included heavy rocket fire into Israel, was especially devastating. More than 2,100 Gazans, including hundreds of civilians, were killed, and some 100,000 homes were damaged or destroyed. Seventy-two people, including six civilians, were killed on the Israeli side.

Only a tiny fraction of affected homes have been rebuilt. Electricity is available for as little as three hours a day, and gas for heating and cooking is rationed. The power shortage stems from infighting between Hamas and the Palestinian Authority, which coordinates fuel purchases from Israel.

The World Bank estimates Gaza's unemployment at 43 percent. Gaza's 1.8 million people have few options at home or abroad since few people can leave. Egypt opened the Rafah crossing, the main exit point for Gazans traveling abroad, for just 21 days in 2015.

Egypt's relationship with Hamas has worsened since the 2013 overthrow of then-Egyptian President Mohammed Morsi of the Muslim Brotherhood, Hamas' ideological counterpart. Israel allows humanitarian cases to cross through its border, but this is a small fraction of the people waiting to leave.

While Hamas seems still firmly in power, it has raised taxes recently to shore up shaky finances that have left it unable to pay its 40,000 employees. This has pushed up the price of cigarettes by about 10 percent, and brought a $1,000 annual licensing fee upon cafes, restaurants and hotels.

The taxes have triggered unusual public anger.

Last month, fruit and vegetable importers briefly suspended deliveries. Last week, dozens of residents of the Jabalya refugee camp took to the streets to protest a lengthy power cut. And on Tuesday, dozens of merchants closed their shops and held a rare public demonstration in the Nuseirat refugee camp to protest a new 16 percent sales tax.

"We tell the government and decision makers ... Feel the people who hardly live," said clothing store owner Mohammed Jahjouh, who predicts the protests will grow.

A poll published last month found that 41 percent of Gazans want to emigrate, compared to 24 percent of Palestinians in the West Bank. The survey, conducted by the Palestinian Center for Policy and Survey Research, questioned 1,270 people and had a margin of error of 3 percentage points.

Hamas officials brush off the criticism and accuse Israel, Egypt and the Palestinian Authority of conspiring to punish it.

Ziad al-Zaza, a senior Hamas leader, said the turmoil shaking the Middle East will help his movement in the long run.

"We are able to ... clear the way through our piercing vision and reading of the incidents," he said in a recent interview.

Human rights groups have accused Hamas of intimidating or torturing critics and opponents in the past, a charge it denies. Akram Sourani, a local satirist, said the latest arrests might succeed in dampening the criticism.

"Unfortunately, this right has become an issue of debate among the writers. 'Shall I write or not? Shall I express or not?'" said Sourani, who was himself summoned in December by Hamas police. "I think we must continue to speak out."

16 novembre 2015

La complicità europea nel terrorismo fondamentalista

19 ottobre 2015

Una notizia importante difficile da trovare nei nostri massmedia

Visto che al momento, dopo oltre 24 ore dal fatto, soltanto il Corriere online ha messo una breve accompagnata da un video e visto che i soliti sciacalli antiisraeliani (diciamo pure, senza ipocrisia e falsi tabù, antisemiti) taceranno perché non va a favore delle loro teorie a dir poco bislacche, credo che sia importante riportare la seguente notizia.

A group of Israelis rescued several drowning Syrian and Iraqi refugees near the Greek shore on Sunday morning. Upon spotting the refugees, the Israelis stopped their yacht and fished out 11 refugees, including four children, and, tragically, a deceased infant.

 

 

After providing first aid to the refugees, the Israelis notified Greek authorities.

 

 

Syrian refugee on yacht holding her dead baby (Photo: Gal Baruch)
Syrian refugee on yacht holding her dead baby (Photo: Gal Baruch)

 

The incident occurred across the Turkish town of Kas, next to the Greek island of Kastellorizo. Shlomo Asban, the yacht captain, recounted the rescue: "I've been sailing for 40 years and this is the first time something like this has happened to me. We heard cries for help from the water, stopped the boat and found a teenage refugee with a life vest. We pulled him out of the water and he told us that his brother was missing and apparently dead.”

 

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Pulling refugees out of the water

 

 

At that stage the Israelis believed that the boy was the sole survivor, but a few minutes later they spotted other refugees in the water alongside a rubber boat that had sunk. "We retrieved a total of 12 people, including a dead six-month-old baby who was in his mother's arms, said Asban."

 

Esban also recounted that "the mother held the baby in her arms all night long. We found out they were Syrians and Iraqis, gave them water and cell phones to talk with their families. After we told them that we Jews from Israel, they kissed us and thanked us.”

 

Syrian and Iraqi refugees on Israeli yacht (Photo: Gal Baruch)
Syrian and Iraqi refugees on Israeli yacht (Photo: Gal Baruch)

 

Gal Baruch, a resident of Rinatya who was also on board said: "The first boy we identified spoke Arabic and said he was from Syria. We asked if there were other people, but he started to cry and pointed out in all sorts of directions. We combed the area with binoculars and then we found a large group of people. In the group there was also a person who suffered a heart attack and diabetic shock. We gave him sweets to eat and we saved his life.”

 

Baruch added that "it was hard on us. It’s not easy to see such a sight. We are a team that is at sea a lot and we have never encountered difficult scenes like these. The team behaved properly and acted according to maritime law, which says you have to save people regardless of where they come from. After an hour of sailing, we removed the refugees safely and they were transferred to the Greek authorities.”


13 settembre 2015

Auguri

Buon 5776 a tutti gli ebrei del mondo e a tutti i loro amici vicini e lontani.
Che l'anno nuovo porti la sconfitta definitiva del terrorismo e di tutte le dittature, che tutti i civili del mondo, soprattutto i bambini e i più deboli, possano vivere liberi e in pace


9 settembre 2015

L'indifferenza e il suo effetto boomerang

21 agosto 2015

Guardate e sentite cosa vogliono boicottare

Peccato per gli antisemiti e antiisraeliani, non sanno cosa si perdono





"La mia musica parla da sola e io non inserisco la politica nella mia musica"

18 agosto 2015

Foto di gruppo

Io e i miei compagni di viaggio :)


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