.

 
esperimento 
Un tentativo per uscire dal ghetto dei pregiudizi
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Informazione alternativa
Le mie foto
Eduplanet
Sionismo, Istruzioni per l'uso
Ella Abukassis
Per poter navigare liberamente anche sotto dittatura
Direttamente da Israele
Centro internazionale per gli studi sul terrorismo
Sapere cos'è il terrorismo
Purim 1946
Tutto su Sderot
Historiaweb
Vedute aeree
Ebraismo in Italia
Informazione corretta
Associazione per lo studio degli ebrei italiani
Marc Alan Di Martino
Roma ebraica
Fonte sicura
Tour virtuale di Gerusalemme
Roman project
Blog sulla Nasa
Davka project
Hasbarà
Middle East Media Research
Progetto Davka
Mizrachi
Il libro di Pierre C.
Notizie in francese
Blog franco-israeliano
Page di J. Richman
Frontpage
Tesi di laurea interessanti
todayworldnews blog as partial mass media give...
Yavne olamì
Strade di Gerusalemme
Osservatorio internazionale sui media
Maariv
Mappe di Israele
Bellissime foto da Israele
Storia dell'Esperia
I canali dell'odio
Mei
Roma anni '60
Strategy page
Daniel Pipes in italiano
Foto
E-dezani
Arabi per Israele
Falafel game
Giorgio Perlasca
Bedlam
Quaderni radicali
We Should Not Forget
I-cool
Pakistan today
Broadsword
Libertà per Shoaib Choudhury
Imparare divertendosi
Checkpoint di Kahlandia
Moleskina
La Gerusalemme sconosciuta
Bimbi palestinesi
Mike Silverman
Passig
Calabria-Israele
Jkatz
Refuseniks musulmani
Gli argomenti umani
Hazon Yeshaya
Un biglietto per il Paradiso
Tempio dei giovani
Comunità religiose islamiche
Una vita da ricordare
Quanto sai sul conflitto arabo-israeliano? Text your knowledge
Cox & forkum
I Caraiti di Crimea
Tour virtuale di Israele
Reshet bet
Yediot Acharonot
Ponte Azzurro
Essere liberi
Grouchyoldcripple
Zotzap
Metransparent
Meimad
Israel21c
Deliri adrenalinici
Poemi per i rapiti e gli assassinati
La guerra dei 6 giorni
Canale satellitare israeliano
Bruscocartoons
Scopri Israele con una mappa interattiva
I parchi naturali in Israele
La politica estera di Tocqueville
Rassegna stampa estera
Radio israeliana 102 FM
Notizie dall'Iran
Latte e miele
Elenco delle organizzazioni terroristiche nel mondo
Il film di Anna
Traduci on line dall'inglese
Storielle in inglese da ascoltare
Ein Bokek
Ebrei profughi dalla Libia
Ghetto di Venezia
English easy short stories
Benny Fadlun - Musica ebraica in Italia
Impara i verbi in ebraico
Per la democrazia in Iran
L'orient le jour, quotidiano libanese
http://www.liberte-algerie.com/
My Heritage
Samantha Burns
Vignette di Boomka
Bypassa le password
EC
Archivio dei film di Spielberg
Elenco di links interessanti (anche se non tutti funzionano ancora)
Guysen
Aaarons
Carlo Panella

I risultati della Commissione diritti umani dell'Onu
Graziano Gallo
Blog DRom
Romanolil
Big Pharaoh
Contro la schiavitù

Notte d'oriente
Jerusalem Newswire
Dipitech online
I figli di Noè
Israele dietro le notizie
Musica

Brani di MP3 israeliani
David Broza
Reggae chasidico
Kol Cambridge
Yoram Gaon
Progetto Davka
Musicalità dal mondo per Sukkot
Mostly music
Musica israeliana
Testi di canzoni israeliane tradotte e traslitterate
Tutta la musica (sito in ebraico)
Consigliato da Raccoon
La musica di Alberto Levy

Un blog giornale
Uno splinderamericano
Piccolo mondo
Dolcelei
Un blog sull'ebraismo
Micol
Blog sull'Iraq
Buzzurro
Diario di un viaggio in Iran
Polli ispirati
Rinat
Gli Haiku di Ephrem
Il velo di Maya
Sole e Ombra
Blog per gli scrittori
Orestina
Endor
Rotaciz
Una mia omonima
Law.harvard
Continental drift
Sogno americano
La Radice
Le guerre civili
Daniele quercianellese
Random bits
Liapunov
Nomanland
Mesopotamico
Il Bersò
Il salotto di Avy
Lobbyliberal
L'ex rolli su clarence
Giuda Maccablog
Blog per le vittime dello Tzunami
La zanzara
Nepal libero
Bautzetung
No way
Uriele bolognese
Shylok splinderiani
Psiko
Imprescindibile
ReyTS
La bocca del cavallo
Ozrach (Rachel)
Israelly cool
Educationzip
Ayaan Hirsiali
Tamara Vorobjova (finlandese in italiano)
Comunitando (Com.LI)
Sul terrorismo
Anima insonne
Alifbay
Motnews
Gabibbo
Neopunto
Saul
Dubh
Notizie strampalate da tutto il mondo
BlogGlob
Stefania La Penna
Teenage pundit
Componi il tuo ritratto
Italian blogs for freedom
Blog iraniano
Aa
Medienkritik
Giolitti
Jerushalaim
Fortskunk
Il punto splinderiano
Jimmomo
Vittore
Blog italo-americano
Franci la fatina
Blog di Umberto
Chaia Liv
Blog di Martino
Delf
Diario di una persona meravigliosa
Blog in inglese
Sultan Knish
Blog di Paolo
Analisi
Anticomunista
Fuori dal ghetto
Blog di Luca Sofri
Gilbenmori
Nequidnimis
They killed Kenny
Silverlynx
Che il Suo ricordo sia benedetto e che sia da esempio per tutti noi
Watergate
Molta osservazione
Archivi di Gerusalemme
Associazione dei musulmani in Italia
Il blog di Sharon
Roberto's blog
Le risposte ai complottisti dell'11/9
Piccola rassegna di blog israeliani
Note personali (non mie però)
Il megafono
Oylem Goylem (polacco)
Francesco Mangascià
Blog marocchini
Blog israeliani in inglese
I tempi e le idee
Il blog di Daniella K
Giano
L'esperienza di Skan
La versione di Marta
Yochanan
Una macchia d'inchiostro
Ingrandimenti
Annie
Vanpolitik
Giorgio Israel
Un giorno di Israele
Resistenza (moderna)
Il Punto
Traduci on line dall'ebraico
Quotidiano liberal
ADL
Amici di Israele
Cronologia delle guerre in medio oriente
La storia fotografica di Israele
terrorism-news-blog
per chi vuole scrivermi: esperim@email.it oppure esperim06@yahoo.it
  cerca

BENVENUTI!



Se volete aderire a questo appello scrivete a linceo@email.it






 

Questo blog sta spudoratamente con Israele e, riprendendo un post di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto daCamillo non metterà in dubbio le sue idee, ma lo potrebbe fare se:
-
Sharon sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
-Sharon sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
-Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
-Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
-I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie palestinesi.
-Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
-I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
-I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
-I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
-I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
-I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
-La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
-I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
-I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
-I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
-Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
-Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
-Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
-Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
-I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
-I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
-Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.

Lo statuto di Fatah



"
Israele è una delle rare cause che sostengo. Neri e ebrei sono legati da una storia comune di persecuzioni"
Ray Charles, "The Genius", cantante e pianista.









Carlo Panella
I piccoli martiri assassini di Allah
pp. 224 - Euro 12,90 - Edizione in brossura con sovraccoperta. Indottrinamento scolastico, religioso, mediatico; cortometraggi di propaganda appositamente studiati per annullare la naturale paura della morte; canzoncine e giochi che esaltano il suicidio e il martirio. Sono terribili ed eclatanti i documenti raccolti in questo saggio. Oggi un’intera generazione di ragazzini, vittime dell’indottrinamento e della propaganda crede che la morte per Allah in guerra sia la più elevata impresa conseguibile in vita. Questa educazione è un’onta indelebile, un abuso, un terribile pregiudizio per il futuro della regione e del pianeta.

Carlo Panella
, autorevole osservatore dell’intricato scenario mediorientale, analizza la nuova, terribile arma del terrorismo islamico: il martirio degli shaid–killer, i suicidi-assassini, diventati ormai parte integrante nel progetto di una società islamica fondamentalista. "È questo, per chi ha occhi per vedere, il nuovo volto di un vecchio cancro che l’Europa ha tristemente conosciuto: il totalitarismo".

 



l'educazione impartita ai bambini palestinesi - This is what is taught to palestinian children

"Avremo la pace quando gli arabi ameranno i loro figli quanto odiano noi" - Golda Meir

E
’ ovvio che tutti i morti chiamano compassione, che le vittime non stanno da una parte sola, che in Medio Oriente non è quasi possibile distinguere il sangue dei vinti da quello dei vincitori, perché è in corso una lotta esistenziale la cui conclusione è tutt’altro che certa, e il cui unico sbocco umano possibile è la pace. Ma non è ovvio, anzi è uno scandalo, che il terrorismo sia rubricato sotto la voce “resistenza”, che non si capisca quanto sia di rigore il dovere di amare un paese così, affetto da questa piaga, lacerato e insanguinato nel modo che vedete, e non in metafora, ma alla lettera. E gli scandali devono venire alla luce.Il terrorismo è una paura dell’invisibile, e questa paura forgia le coscienze degli occidentali che cedono terreno alla sua logica nell’invisibilità. (...) - Da «Amiamo la vita più di quanto loro amano la morte» Il Foglio 3/2/2004.

Israele rappresenta un caso unico: quello di uno Stato al quale si contesta il diritto di esistere. La politica israeliana si può comprendere chiaramente solo alla luce di questa realtà. Tutti i timori, le preoccupazioni, le angosce dei miei amici israeliani, compresi quelli più impegnati per la pace, si riassumono nella paura di vedersi negare il diritto di esistere. Una paura che non cesserà finché questo diritto non sarà garantito. E finché durerà questa paura, l´unica reazione possibile sarà quella di dire: «Mai più ci lasceremo condurre docilmente al massacro come agnellini inermi». (...) Chi non lo comprende, e non tiene presente al tempo stesso il fatto che fin dal primo momento l´esistenza stessa del neonato Stato d´Israele veniva contestata da parte araba, con mezzi militari e sempre nuove minacce, non può comprendere qual è veramente la posta in gioco nel conflitto mediorientale. Se guardiamo alla situazione attuale, non possiamo ignorare le sofferenze dei palestinesi, i morti, le molte vittime innocenti, dall´una e dall´altra parte. Ma questo conflitto potrà arrivare a una soluzione soltanto quando il diritto alla esistenza dello Stato di Israele e dei suoi cittadini sarà garantito al di là di ogni possibile dubbio. (...) Da "Vedere l'Olocausto in atto" di Joschka Fischer su La Repubblica del 3/2/2004.

Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro
padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta. Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso. Dal «Corriere della Sera», Indro Montanelli, 16 settembre 1972.

(...) l'11 marzo l'Europa ha pagato caro il suo pacifismo filoislamico: 200 morti innocenti, il più  terribile attentato mai vissuto nel vecchio continente. 
(...) Sarebbe giusto capire finalmente la tragedia che vive Israele da anni e sarebbe giusto pensare che noi abbiamo vissuto 130 volte l'11 marzo in tre anni e mezzo. 130 attentati suicidi in un Paese piccolo come una regione italiana. Dopo ogni attentato sentivamo i commenti più atroci: " lotta di liberazione, non hanno altra possibilita'che il terrorismo, militanti per la libertà, occupazione militare, peggio per loro (cioè noi)". Mai una normale parola di comprensione per i nostri bambini lacerati dai chiodi e dall'esplosivo. Una bambina di sette mesi è la più piccola vittima di Madrid. La sua morte dovrebbe pesare sulla coscienza di chi ha sempre tentato di giustificare il terrorismo islamico.
La sua morte, come quella delle altre vittime, dovrebbe togliere il sonno a chi esaltava Durban, a chi approvava i cortei pacifisti urlanti "Bush e Sharon Boia" e ai capetti europei sempre pronti a calare le braghe davanti alle dittature islamiche. Io li porterei tutti a Madrid e li farei stare sull'attenti davanti ai pezzi dei corpi delle vittime dei fratellini di Bin Laden, Arafat e Saddam Hussein.
Deborah Fait su Informazione corretta 13/03/2004.



Quattro giorni più tardi, 16/10/2000 il quotidiano palestinese di Ramallah "Al Hayat Al Jadida" pubblicava il seguente appello:
Chiarimenti speciali dal rappresentante italiano della rete televisiva ufficiale italiana. Miei cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo che sia nostro compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso gli eventi; quella rete ha filmato gli eventi. In seguito la televisione israeliana ha mandato in onda le immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo modo l’impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo filmato quelle immagini. Desideriamo sottolineare che le cose non sono andate in questo modo perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato. Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare certi che questo non è il nostro modo d’agire (ossia nel senso che non lavoriamo come le altre reti televisive). Non facciamo e non faremo cose del genere. Vi preghiamo di accettare i nostri migliori auguri. Riccardo Cristiano,Rappresentante della rete ufficiale italiana in Palestina
(grazie alla segnalazione di Barbara).

 

Esperimento consiglia:

 

24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi di Ruth Halimi ed Emilie Frèche. Traduzione di Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan. Ed. Belforte

A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)

«L'antisemitismo è qualcosa che minaccia la vita degli ebrei ma devasta, a volte in maniera irrimediabile, le coscienze dei non ebrei. È giunto il momento di raccontare quelle sgradevoli verità che non siamo ancora riusciti né a confessare né a confessarci del tutto.»


   Il sistema costituzionale dello Stato di Israele
dalai lama


*LIST
JEWISH BLOGGERSJOIN*



(Grazie a Dandy che è l'autore del bellissimo manifesto e a Bautzetung promotore della lista il cui motto è "Né di qua né di là!!!")

TOCQUEVILLE,  la città dei liberi.

Premessa. – Introduzione. – I. Profili storici (E. Ottolenghi). – II. Costituzione e Fonti del Diritto (A. Mordechai Rabello). – III. La Forma di Governo (E. Ottolenghi). – IV. I partiti politici (A. Mordechai Rabello e A. Yaakov Lattes). – V. Le libertà fondamentali (S. Navot). – VI. L’ordinamento giudiziario (S. Goldstein e A. Mordechai Rabello). – VII. La giustizia costituzionale (T. Groppi). – Orientamenti bibliografici (a cura di Francesca Rosa).
 

 



 



                                         

>
A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)



Grazie a Watergate che ha migliorato notevolmente questa homepage

E voi cosa proponete? Andreacaro è convinto che una risata ci seppellirà.


 

Diario | Dai mass media italiani | Dall'estero | Satira, musica, balli | Interventi, riflessioni, commenti |
 
Diario
2170581visite.

17 marzo 2015

Elezioni in Israele

Oggi Israele, che è una democrazia parlamentare, va alle urne. Le elezioni qui sono roba seria. L'economia cresce ma aumenta il divario tra ricchi e poveri, il costo della vita è impazzito, il confronto tra laici e religiosi è durissimo e ovviamente c'è da gestire la sicurezza di un paese che è sempre di più una villa in mezzo ad una giungla di tagliatori di teste. Non c'è silenzio pre-elettorale e quindi i telefoni squillano mandando in onda spot registrati a tutte le ore. Non posso navigare su Youtube senza che mi appaia uno spot aggressivo di Meretz, il ghigno dentato di Bennet o Nethanyahu in versione Bibi-Sitter.

Sono 120 i posti disponibili alla Knesset (il parlamento) con uno sbarramento che questa volta è stato portato ad oltre il 3% e lascerà fuori dai giochi molti dei partiti - ora erano 11 - che si presentano a questa corsa elettorale. Il futuro Primo Ministro sarà uno dei leader di questi partiti, insomma. Ma visto che in Israele non succede mai che un partito ottenga una schiacciante maggioranza per governare, sono le coalizioni a tenere banco nelle chiacchiere dei cittadini: per qualcuno è un rischio che una forza di centrosinistra si possa alleare con i partiti arabi, per altri è inammissibile che il centrodestra possa andare a braccetto con i partiti conservatori religiosi. Tutti poi sono convinti che "gli altri" costituiranno la rovina del paese e lo trascineranno verso la distruzione, raccontandolo con passione e vividi esempi. Tutti gli amici ti danno indicazioni di voto - forse pensando che in quanto immigrato sei più influenzabile.

Quello che personalmente trovo straordinario è come Israele si prepari al voto, un rito che la dice di gran lunga di più del risultato che uscirà dalle urne. E' bene parlarne perché si tratta di aspetti che come al solito la stampa internazionale mancherà di rilevare. Oggi è festa nazionale, le scuole ed uffici sono chiusi, per permettere a tutti di votare. Il presidente Rivlin si presta ad uno spot divertente sull'importanza del voto, per le strade i giovani cantano e ballano dai banchetti tentando di appiccicare adesivi con i simboli del partito ai passanti, in tv candidati di destra vengono intervistati da drag queen, e le persone si recano presto ai seggi prima di dedicarsi all'unica pratica che accomuna destra e sinistra: il barbecue all'aperto.

Da non dimenticare il miracolo più grande di tutti: in questo piccolo grande paese voteranno uomini, donne, immigrati e cittadini di qualsiasi religione - arabi compresi - senza discriminazione alcuna. In Israele la cosa è tanto ovvia come è perfettamente ovvio il contrario per i nostri vicini. Mi sorprende sempre come chi parli di "semi di pace" in Medio-oriente, non si concentri mai su l'aspetto che per nessun ebreo sia possibile candidarsi in alcun paese arabo o a maggioranza islamica in una tornata elettorale. Sempreché le elezioni si facciano e che sia possibile viverci, per un ebreo in quel paese.

Ora tocca a me: mi recherò alla scuola Gretz, quella della mia circoscrizione, raccoglierò dal casellario uno dei foglietti con le lettere del partito, lo infilerò all'interno della busta blu, e infilerò tutto nell'urna. Non so chi sarà il partito più votato, oggi. Ma una prima vittoria già possiamo annunciarla: quella della democrazia.

A.Z.



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politici elezioni in israele bechirot

permalink | inviato da esperimento il 17/3/2015 alle 20:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 febbraio 2015

Terroristi islamici al sud di Roma?

L'Isis ha dichiarato di essere a sud di Roma. Ma... dove?

Dopo il primo tentativo (ovviamente fallito) di risalire la penisola usando la Salerno - Reggio Calabria provano ad arrivare a Napoli attraverso un'altra strada, ma:


[Dovuto al loro profondo odio per la pizza (piatto simbolo della globalizzazione alimentare), due luogotenenti di Osama Bin Laden optarono per la nostra bella e cara Napoli! E, più precisamente, decisero di colpire le due torri dell'Enel del centro direzionale!!
Così incaricarono i loro due migliori Kamikaze!

Secondo le informazioni contenute in documenti del SISDE, i due terroristi provenienti da un Paese del Medio Oriente non ben specificato, arrivarono a Napoli con la ferma determinazione di eseguire "il castigo di Allah per gli infedeli italiani". Fortunosamente, l'azione terrorista non fu portata a termine.

Ecco la storia e l'itinerario dei due terroristi una volta giunti nel nostro Paese:]

Domenica ore 23:47
Arrivano all'aeroporto internazionale di Capodichino, via aerea dalla Turchia; escono dall'aeroporto dopo otto ore dovuto al fatto che gli avevano perso le valigie!
La Gesac non si fa responsabile della perdita e così diconoloro  di provare a ripassare il giorno dopo: chissà, magari con un po' di fortuna...!
Prendono un taxi.
Il taxista (abusivo!) li guarda dallo specchietto retrovisore; al vedergli la faccia da stranieri, li passeggia per tutta la città durante una ora e mezza. Dal momento che non proferiscono lamentela, neanche dopo che il tassametro raggiunge le 374.000 lire, decide di fare il colpo gobbo: arrivato alla rotonda di Villaricca, si ferma e fa salire un complice.
Dopo averli derubati dei soldi e dopo averli sfrantummati di mazzate, li abbandonano esanimi nel Rione 167.

Lunedi' ore 04:30
Al risveglio, dopo la mazziata, ambedue i terroristi riescono a raggiungere un albergo sito in zona piazza BORSA.
Decidono quindi di affittare un auto presso la Hertz di piazza Municipio.
Quindi si avviano con direzione aeroporto, ma giusto prima di arrivare a piazza Mazzini, rimangono bloccati da una manifestazione di studenti, uniti alle tute bianche anti-global ed ai disoccupati napoletani, che non li fanno passare.

Lunedi' ore 12:30
Arrivano a piazza Garibaldi (finalmente!).
Decidono di cambiare dei soldi per muoversi più liberamente; i dollari che hanno, vengono cambiati... con biglietti da 100.000 falsi!!!

Lunedi' ore15:45
Arrivano all'aeroporto di Capodichino con la ferma intenzione di dirottare un aereo per farlo cadere sulle torri dell'Enel del centro direzionale.
I piloti ALITALIA sono in sciopero perché chiedono la quadruplicazione del salario e vogliono lavorare meno ore.
Stessa cosa per i controllori di volo, che pretendono anche la pinza obliteratrice per tutti (altrimenti "che controllori saremmo", hanno dichiarato!).
L'unico aereo disponibile che c'è in pista è uno della AZZURRA AIR con destinazione Sassari ed ha 18 ore di ritardo...gli impiegati ed i passeggeri sono accampati nelle sale d'attesa... intonano canti popolari... gridano slogan contro il governo ed i piloti!
Arrivano i celerini... cominciano a dare manganellate a destra e a manca, contro tutti...si accaniscono in particolar modo sui due derelitti.
E' IL CAOS TOTALE!!!...

Lunedi' 19:05
Finalmente si calmano un poco gli animi.
I due figli di Allah, scommati di sangue, si avvicinano al banco della AZZURRA AIR per acquistare i biglietti per l'aereo con destino Sassari, dirottarlo e farlo schiantare contro le torri Enel.
Ma il responsabile AZZURRA AIR che vende dei biglietti per il volo, nasconde loro che detto volo è stato cancellato!!!!!

Lunedi 22:07
A questo punto, i terroristi discutono se farlo oppure no... non sanno più se, distruggere Napoli, in fin dei conti è un atto terroristico o un'opera di carità!!!

Lunedi' 23:30
Morti di fame, decidono di mangiare qualcosa al ristorante dell'aereoporto... ordinano panino con la frittata ed impepata di cozze...

Mercoledi' 04:35
Si recuperano da una salmonellosi di proporzioni equine dovuta alla frittata, nell'ospedale San Gennaro, dopo aver aspettato tutta la notte che si prendessero cura di loro.
La cosa non sarebbe durata piu' di un paio di giorni, se non fosse subentrato il colera dovuto alle cozze!!!

Domenica 17:20
Dopo dodici giorni escono dall'ospedale e si trovano nelle vicinanze dello stadio San Paolo.
Il Napoli ha perso in casa con il neopromosso dalla c1 Palermo, per 9-0.
Una banda di ultrà della "MASSERIA CARDONE", vedendoli scuri di carnagione, li scambiano per tifosi del Palermo in incognito e gli rifilano un'altra paliata da guinnes dei primati.
Capo degli ultrà è un tale Pepp'o Ricchion, che abusa sessualmente di loro.

Domenica 19:45
Finalmente, gli ultrà se ne vanno.
Decidono quindi di andare ad ubriacarsi (una volta nella vita, anche se è peccato!).
Gli danno vino adulterato con metanolo e rientrano, quindi, al San Gennaro con una intossicazione da infarto.
Gli viene anche riscontrata la sifilide (Peppe non perdona!)!!!

Martedi' 23:42
I due terroristi fuggono dall'Italia in una zattera con direzione Libia, cagando fuoco per tutto il cammino e con un post-sbronza spaventoso.
Sono stati visti alla ricerca dei due luogotenenti e di Osama Bin Laden, provvisti di due nodosi randelli!!
Giurano per Allah che non tenteranno mai più nulla contro il nostro amato Paese. 
Che gli attentati preferiscono farli negli Stati Uniti... almeno lì, soffrono meno!!!


Scoraggiati, riprovano con Roma, ma:



L’annuncio c’è. «Conquisteremo Roma», ha dichiarato il portavoce dell’Isis Abu Muhammed Al Adnani. Così, in una non lontana giornata di dicembre, abbiamo immaginato l’assalto alla Capitale. E tutti i vari tentativi per cui i terroristi potrebbero non farcela.

PRIMO TENTATIVO: TANGENZIALE- «I miliziani dell’Isis non avranno vita facile» il messaggio congiunto è arrivato in una nota di Aci, Anas, Aiscat, Autostrade per l’Italia e la partecipazione speciale dell’Eni. Nel comunicato si legge «Traffico rallentato sulla Tangenziale Est, a causa delle solite code, tra viale Castrense e Largo Passamonti in direzione San Giovanni. Mosso il mar Tirreno».
Una notizia che non ha mancato di destare scalpore tra gli invasori «Passeremo di notte!» ha suggerito qualcuno «Niente da fare, la notte è chiusa…», ha obiettato tristemente un altro.
Al-Zarqawi avrebbe poi ricordato ai suoi della recente costruzione di una galleria che permetterebbe comunque il transito notturno «Abbiamo usato i tunnel a Gaza, possiamo farlo anche qui!».
Ma dopo aver telefonato allo 06.06.06 è arrivata la conferma della chiusura al traffico dalle 23.00 alle 6.00. «Allora che lo hanno costruito a fare?» si sono chiesti i guerriglieri, che ancora non hanno trovato risposta.

SECONDO TENTATIVO: METRO B - Si opta per la seconda soluzione: la metro. La scelta cade sulla linea B: partenza Rebibbia direzione finale Termini. A Pietralata, mentre il gruppo ISIS sta a bordo stretto tra una comitiva di tedeschi, un pensionato e un gruppo di quindicenni che “fa sega” a scuola, Mohamed ha un mancamento. Dentro il vagone, tra sudore e cappa, non si respira più. Fuori, anche se è Dicembre, ci stanno 40 gradi. Mentre i compagni schiaffeggiano Mohamed nella speranza che si riprenda il vagone si ferma. Dopo aver aspettato 10 minuti bloccati tra Monti Tiburtini e Quintiliani i militanti Isis vengono fatti scendere. «Gnente corsa zio, gnente», spiega il conduttore al gruppo che trascina Mohamed mezzo sofferente. «Fa ripija tu fratello perché ve la dovete fa a piedi capito?». Corse bloccate su tutta la linea. «Se so rubati il rame, mortacci loro». Poi si rivolge a Mohamed, che prende pian piano i sensi: «Zio pijate un caffè. Oggi va così. A piedi. Stacce».

TERZO TENTATIVO: LE DONNE – Al Adnani l’aveva promesso: prenderemo le vostre donne. Così il gruppo tra traffico, mezzi ko e gente che continua ad intimare caffè, va alla conquista della fauna femminile. Sempre a piedi, sulla Tiburtina purtroppo, i militanti decidono di avvicinarsi ad una mora top fucsia e jeans attillatissimi. La prima frase non è certo da corteggiamento ideale. Abdul, a suo dire uno dei più intraprendenti, si avvicina alla ragazza. «Donna» «infedele» e altre parole gli sfuggono nella prima frase. «Ma che me sta a dì questo?», chiede Moira all’amica a fianco. «Non so, te dice infedele». «Infedele a me? Ma che vor dì?», aggiunge Moira fissando Abdul. Moira non è affatto convinta. Un tizio, a piedi, sulla Tiburtina, le chiede di venire con lei. Non ha un auto, non ha delle Hogan ai piedi, non ha manco le sopracciglia depilate.
«A sfigato guarda che a me così, nun me convinci». Abdul rimane gelato e continua a ripetere a random i concetti della prima frase. Ripete l’esperimento a tutte le donne fino al parcheggio bus del Verano. Invano.

QUARTO TENTATIVO: IL COMIZIO – Il gruppo Isis comincia a vivere già i suoi primi attimi di scazzo. Abdul, già nervoso di suo per il rifiuto di Moira, comincia a sgridare Mohamed per ogni cosa che fa. A ora di pranzo qualcuno si palesa davanti ai militanti (ancora appiedati). «Siamo bombardati da un miliardo di informazioni su un miliardo di tematiche diverse. Ci confondono. Un cittadino informato è un cittadino sovrano». È il deputato 5 stelle Alessandro Di Battista, vuole parlare con loro. Mentre mezzo mondo cerca di capire dove si trovino in questo momento i pericolosi militanti Isis lui li ha trovati.

E prova a farli ragionare.

«Il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore». Ed inizia. «È tutta una questione di privilegi e i privilegi dei politici sono come la droga. Si chiama cambiamento, fa paura, me ne rendo conto, ma è la linfa vitale dell’essere umano. #oltre». Di Battista continua a parlare per almeno mezz’ora. «Il gioco è chiaro ma non ci fanno paura, abbiamo una fame di vittoria che questi questi squallidi illusionisti non sanno neppure cosa sia». Mohamed ha il secondo mancamento della giornata e sviene. I militanti, spaventati, mollano Dibba in mezzo ad una strada. Di Battista, a sua insaputa, diventa un eroe nazionale.

QUINTO TENTATIVO: AUDITORIUM - Dopo innumerevoli peripezie, code incessanti e un caldo a cui nemmeno loro sono abituati (“perché è l’umidità che ti frega”) i disobbedienti di Al Qaida provano ad avvicinarsi alle porte Vaticane.
Non riuscendo a trovare alcuna indicazione utile, si convincono a chiedere la strada alla signorina dell’ufficio informazioni; avendo ormai abbandonato qualsiasi velleità di rapimento della donna italica.
«Ehm… mi scusi» chiede un miliziano spostando il cappuccio dalla bocca per farsi sentire meglio. «Attenda un attimo…» risponde l’impiegata finendo di limarsi le unghie finte. Dopo circa 45 minuti di attesa, la donna abbassa la tendina e va in pausa pranzo, lasciando nel dubbio gli impavidi invasori. I più arguti suggeriscono di seguire la segnaletica stradale, ma di San Pietro nessuna traccia. A campeggiare nei posti più impensati invece, quel cartello bianco con freccia e scritta nera che salva la vita a qualsiasi abitante di Roma nord: «Auditorium».

Auditorium ovunque, da Capannelle a Balduina, da Giustiniana a San Giovanni, solo indicazioni per il complesso di Renzo Piano, ma per il resto… nulla di nulla.

Stanchi e rassegnati, i miliziani dell’Isis rinunciano al Vaticano e provano a farsi esplodere al Parco della Musica. Neanche il tempo di arrivare che vengono assaliti da una folla di cacciatori di autografi in attesa del Fiction Fest. Lusingati finiscono a scattare foto con i passanti.

FINE (in caciara)


Fin qui è solo uno scherzo, ma parlando seriamente, sarebbe opportuno ricordare che i napoletani furono i primi e forse gli unici in Italia a scacciare i nazisti dalla loro città. Lo fecero da soli in quattro giorni. Si spera vivamente che le generazioni di adesso saranno all'altezza dei loro genitori, nonni e bisnonni.



4 febbraio 2015

Finalmente

Dal pertiniano "Ma insomma: cosa vogliono questi ebrei?" al mattarelliano: "Stefano Taché, rimasto ucciso nel vile attacco terroristico alla Sinagoga di Roma nell'ottobre del 1982. Aveva solo due anni. Era un nostro bambino, un bambino italiano". Un bel progresso. Anche se ci sono voluti ben 32 anni.

11 gennaio 2015

Alcune riflessioni di questi giorni

Visto che in molti hanno definito gli eventi di questi ultimi giorni e soprattutto quelli di oggi come epocali, lascio qui a mo' di diario i pensieri che mi sono balenati in seguito ai fatti di Parigi.


    - Benvenga la solidarietà, ma è sempre comunque tardiva e parziale. E voglio vedere se ci sarà al prossimo attacco (speriamo che non succeda mai) antisemita dove non sono coinvolti cristiani, atei o musulmani.

    - Stavolta il fornitore del coccodrillo è stato colpito per primo. Ma resta sempre attuale la poesia che quel sacerdote cattolico scrisse durante la guerra: “prima vennero per i comunisti e io tacqui non essendo comunista, ecc.”

    - Sono contenta di non lavorare più nel posto di prima, sono quasi sicura di essermi risparmiata una gran quantità di corbellerie e rodimenti di fegato.

    - Ho rivalutato Libération, approvo il gesto e ammiro il coraggio. Quasi quasi ne comprerò qualche copia ogni tanto.

    - Chiedo scusa a tutti, ma stavolta non metto le candele per le vittime nel mio profilo. Sto

    diventando estremamente cinica, lo so, ma sono stanca di avere perennemente una bacheca-necrologio.

    - Ho sempre meno fiducia nell'hasbarà e nella solidarietà: a questo punto servono solo azioni concrete da parte dei politicanti vari. Tutto il resto è tempo perso.

    - Una delle azioni concrete potrebbe essere quella di denunciare, arrestare, espellere, condannare i lavori forzati tutti quelli che inneggiano, festeggiano o anche solo approvano o giustificano l'assassinio di civili innocenti.

    - Quando ho sentito l'offerta di Netanyahu, mi è tornata in mente quell'immagine che gira ogni tanto in rete: “Don't worry Israel is behind you”

    - Sono stufa anche del qualunquismo degli estremisti laicisti: non sono le religioni e tutte le

    religioni il motore della violenza e la laicità non è la cura a tutti i mali. Anche la laicità è stata

    terreno fertile per (e veicolo de) il razzismo e l'antisemitismo. Gli elementi che bisogna

    condannare sono a) la violenza; b) il proselitismo che è la più semplice e diretta conseguenza della presunzione di avere la Verità in tasca, tanto cara anche ai politici e ai laicisti di cui sopra.

    - Il mio fegato è notevolmente invecchiato: non regge più certi stress.

    - Per me non c'è bisogno che i musulmani e gli arabi si dissocino dal terrorismo, non c'è bisogno che scendano in piazza (solo, però, quando le vittime sono irriverenti laici vignettisti francesi) con cartelli con su scritto “Not in my name”. Mi basterebbe che scrivessero “Je suis Mohammed Zohabi” e chi lo perseguita, o semplicemente lo isola, smettesse di farlo.

    - Oggi è stata la passerella per forse il migliore degli esempi di taqyia e “volemose bene”. Da

    domani si ricomincerà come prima.

    - Sempre di più viene confermato che i valori universali non sono affatto universali.

7 gennaio 2015

Attenzione, post politicamente e religiosamente scorretto

I vignettisti francesi non risparmiavano proprio nessuno, come si può vedere da questo piccola raccolta di copertine. Eppure c'è una sola religione o "cultura" che uccide per "vendicare" le vignette. Indovinate quale...

Tengo a precisare che non ce l'ho con i musulmani o, peggio, con gli immigrati. Per me non è una guerra di religione, non mi piacciono le generalizzazioni e sono convinta che su un miliardo e mezzo di persone ci sarà almeno un miliardo che vorrebbe farsi gli affari propri senza andare a dar fastidio agli altri. Però sono furiosa con i qualunquisti laicisti che mettono tutto sempre nello stesso calderone per confondere le acque ed evitare di affrontare il vero problema, perché l'Islam, più del Cristianesimo, dell'Ebraismo, dell'Induismo, del Buddismo, dello Scintoismo, del Laicismo (sì anche questa a volte diventa una sorta di religione!) e di tutte le altre, ha un problema grosso che non viene affrontato in maniera adeguata e soprattutto efficace da nessuno.

13 novembre 2014

Hamas è la seconda organizzazione terroristica più ricca del mondo

Supera Hezbollah, Al Qaeda e i Talebani! Ed è seconda solo all'Isis


Hamas is one of the two richest terrorist organizations in the world, second only to the Islamic State group, according to Forbes Israel.

To finance their operations, terrorist groups sometime use methods similar to those used by criminal organizations, such as drug trafficking, robberies and extortion, but also raise money through charities, donations and, in some cases, government agencies, according to the report. A terrorist organization, like any other large organization, has a business model to finance its activities: from maintenance, salaries and trainings, to acquiring of weapons and vehicles.

The richest terrorist organization today – and in history – is the Islamic State. According to Forbes, the Islamist group, also known by the acronyms ISIS or ISIL, has an annual turnover of $2 billion. Hamas comes in second, with a yearly revenue of $1 billion.

As for the rest of the list: Colombia's FARC is ranked third with $600 million; Hezbollah is fourth with $500 million; fifth is the Taliban with $400 million; Al-Qaida and its affiliates with $150 million; Pakistani-based Lashkar e-Taiba with $100 million; Somalia's Al-Shabaab with $100 million; Real IRA with $50 million; and, closing the top-ten list is Boko Haram, with $25 million annual revenue.

The U.S. Treasury estimates that ISIS earns $1 million a day from the sale of crude oil from fields it captured in Syria and Iraq. According to Forbes Israel, however, the figure is closer to $3 million a day. The money flow enables ISIS to expand its operations in the Middle East, recruit foreign fighters and train them, among other things.

The report describes Hamas' takeover of Gaza in 2007 as the point from which it entered "the big league." Today, Hamas is now no longer only dependent on donations, but is able to collect taxes from both civilians and businesses. But that's not all. The report says Hamas also takes a cut out of all international aid donated to Gaza by Arab and other foreign countries.


Da Haaretz

6 novembre 2014

Il filoterrorismo europeo e mondiale

3 attentati in pochi giorni con 4 morti e decine di feriti e non una parola né dai media né dai politici. Cosa aspettano, la reazione israeliana?


10 settembre 2014

Grazie

Nonostante questo blog non venga (mea culpa) aggiornato regolarmente e, anzi, ahimé, i post siano piuttosto rari, ieri Esperimento ha raggiunto un grande traguardo:

.
Non so chi ha il merito di venire a visitarlo spesso, ma mi piacerebbe poterlo/a/i/e ringraziare personalmente uno/a per uno/a, per cui dall'"alto" degli



mi limito per il momento a farlo in questo modo:






e regalandovi una perlina trovata in rete:



7 agosto 2014

Lettera aperta a Noa, a Naomi Wolf e a tutti quelli che parlano a nome mio

Giusto! Perché non se ne può più.
E poi mi piacerebbe ogni tanto sentire voci analoghe e "opposte" provenienti dal mondo arabo ed esaltate e osannate da queste parti. Ma rimane una mera utopia, visto che i dissidenti, nel mondo arabo e islamico, vengono torturati fino alla morte

Venerdì 25 luglio il Corriere della Sera ha pubblicato una lettera di Noa, la cantante israeliana. Canto e piango per i due popoli.Un’altra strada c’è: tendere la mano ai moderati. Pochi giorni dopo l’intervista di Alessandra Farkas a Naomi Wolf, dal titoloTocca a noi ebrei all’estero schierarsi.
Bene, oggi tocca a me. Non so se il Corriere della Sera mi darà spazio. Non ho una bella voce e non ho mai fatto parte di nessuna amministrazione americana. Però sono un’ebrea. E per di più italiana. E di voci ebraiche italiane durante questo periodo se ne sono sentite davvero poche.

Più volte ho scritto al Direttore. Non mi ha mai risposto. Fa niente. Conosco la forza del web. Che spesso  stravolge anche i numeri della carta stampata. La libertà di parola, la possibilità di fare sentire anche la mia voce, me la creo da sola.

Gentili Noa, Naomi Wolf e tutti quelli che parlano a nome mio

da settimane è in atto un conflitto senza precedenti.  Ci sono missili sparati nei cieli israeliani con lo scopo di uccidere civili, donne e bambini, mentre dormono, cogliendoli nel sonno notturno. Ci sono tunnel che sfociano dentro a sale da pranzo in cui intere famiglie stanno sedute ogni giorno, tunnel da cui avrebbero dovuto sbucare terroristi assetati di sangue ebraico per uccidere più israeliani possibile. Siamo in Israele.

Ci sono razzi sparati da bambini, mitragliatrici impugnate da esseri poco più alti delle armi che imbracciano, ci sono creature di pochi anni che invece di venire vestite per andare a scuola vengono bardate a festa con cinture esplosive. Ci sono neonati che vengono imbottiti di tritolo con lo scopo di attirare, attraverso il proprio pianto, i soldati israeliani. Neonati che vengono fatti esplodere per poter trascinare con sé il nemico. Ci sono membri di organizzazioni che seminano terrore, che impiccano e fucilano chi osa ribellarsi alle regole degli assassini, che usano bambini per farsi scudo e potere diffondere le fotografie a chi non si farà troppe domande.Ci sono ambulanze in cui vengono nascosti kamikaze pronti al suicidio, ci sono campus estivi in cui i bambini imparano l’arte della guerra come noi in Italia impariamo a dipingere e suonare. Ci sono ospedali e scuole in cui si trovano arsenali in grado di fare proseguire la guerra per interi anni. Ci sono giornalisti minacciati di morte se racconteranno ciò che vedono al mondo. C’è un manuale con un insieme di regole ben chiaro per i  reporter che vogliono raccontare cosa succede a Gaza. Siamo a Gaza.

Ci sono asfalti divelti, macchine distrutte, sinagoghe assediate, bandiere di Israele bruciate ed ebrei tenuti in ostaggio. Siamo a Parigi. Non a Gaza.

Ci sono cori di ‘morte agli ebrei’ per le strade, minacce di morte a un giornalista che porta un cognome semita, atti vandalici in luoghi di culto ebraici. Siamo a Miami. Non a Gaza.

Ci sono imam che inneggiano all’uccisione degli ebrei, ovunque si trovino.  Siamo a San Donà di Piave. Siamo in Italia. Non siamo a Gaza.

L’odio per Israele non proviene  solo da Gaza. L’estremismo, il terrorismo, non è concentrato in quei pochi chilometri quadrati.

E quindi, vi prego, smettetela di cercare nel vostro, nel mio popolo, la causa di ogni fallimento di pace. Cercatela lì, in ogni parte del mondo, dove le madri nutrono i figli con sogni di morte. Propria e altrui.

I sorrisi dei palestinesi rilasciati dalle prigioni israeliane in nome di una ipotetica pace, offuscati dalle lacrime delle famiglie che hanno visto ritornare a casa solo pezzi di corpi dei propri cari, fatti saltare per aria proprio da quegli uomini, sono ancora impressi nella nostra memoria.

I tentativi fatti da Netanyahu e dai suoi predecessori di sedersi al tavolo dei negoziati si possono ritrovare in qualsiasi giornale. Forse il nome Oslo ricorderà qualcosa.

Più volte Israele ha teso la mano a una controparte, tra cui l’Olp, anche se questa dichiarava apertamente di volere conquistare tutta la terra santa. E di non accontentarsi solo di una parte di essa.

Di Gheula Canarutto

15 giugno 2014

Tre ragazzini israeliani rapiti all'uscita da scuola. Il mondo tace

Con il passare delle ore, la speranza di ritrovare i tre ragazzi rapiti si affievolisce. 
Yossi Melman, dalle pagine di i24news, nella sua analisi considera cinque possibilità: 

"Sono vivi
Sono morti e sotterrati
Sono vivi in cammino per Gaza o, ancora più probabilmente, verso il Sinai
Sono in Giudea Samaria, in una casa preparata per tempo
Sono da qualche parte in Giudea Samaria, in condizioni di sicurezza precarie



I rapitori hanno convinto o obbligato i tre ragazzi (che facevano l'autostop) a salire in macchina. Probabile che si siano spacciati per israeliani. 
I servizi israeliani sono convinti che sia una mossa atta a richiedere la scarcerazione di terroristi in prigione. Negli ultimi 30 anni, il rapimento di civili e militari israeliani si è rivelato il modo più efficace per il terrorismo palestinese: ogni governo che si è succeduto ha promesso di non liberare i terroristi in prigione, e ogni volta hanno dovuto cedere al ricatto. Per il rilascio di Gilad Shalit, più di mille terroristi furono liberati. Per far fronte a questa minaccia, il governo israeliano ha posto delle "linee rosse": i corpi di israeliani saranno scambiati solo con corpi di palestinesi, e non con palestinesi vivi; per ogni soldato israeliano rapito Israele non libererà dozzine di terroristi, ma solo alcuni. Ora il governo è alla prova dei fatti: se gli studenti sono vivi e un'operazione militare non fosse possibile, il governo si troverà ancora una volta nella posizione di decidere se lasciar morire tre dei suoi cittadini o liberare centinaia di assassini."

Nessuno Stato civile accetterebbe che un paese fosse messo davanti a questa orribile scelta: solo per Israele il mondo accetta e tace. Non una parola dall'Onu, non una parola dalla Clinton (e fra i rapiti c'è anche un cittadino americano), non una parola dal Papa che la scorsa settimana si è commosso davanti al discorso di un ragazzino palestinese che parlava di nakba e di occupazione feroce e ha pregato mettendo le mani su scritte che paragonavano i palestinesi agli ebrei del ghetto di Varsavia. Silenzio assoluto, dove dovrebbe invece esserci presa di posizione immediata e totale solidarietà. 

A nessun diplomatico internazionale sembra essere balenata l'idea di essere stati compartecipi di questo triste avvenimento, quando hanno plaudito alla "riconciliazione" Hamas/Fatah. A nessun mediatore "di pace" è venuto in mente che Abbas sia responsabile di quanto avviene sul suo territorio, né sembra grave che un "governo" inizi cosi' la sua politica. L'ipocrita frasetta "la pace si fa con i nemici" ce la siamo sentita ripetere fino alla nausea. Ci dicessero, queste anime candide, che cosa dovrebbe fare uno Stato che si trova a fare i conti con un'organizzazione terroristica (definita tale da tutti i paesi occidentali), alleata a una cricca mafiosa, libera di agire al di fuori di ogni regola civile, esentata da qualsiasi responsabilità morale e penale, che si fa beffe dello stato di diritto ed è, nonostante tutto, vezzeggiata e coccolata da quei Paesi che si ritengono civili e moderni. 

Abbiamo sentito ripetere alla nausea che la costruzione di quattro case in territori non assegnati è la causa della mancata pace. Ci siamo talmente assuefatti a questa idea che a nessuno sembra mai venire in mente che la parte palestinese ha in egual modo, da anni, costruito sugli stessi territori non assegnati e continua a farlo, senza che si levi una voce per condannare. Che cos'è che ferma la pace? Non i razzi che non hanno mai cessato di essere sparati sui civili israeliani, non i rapimenti di civili innocenti, non le minacce continue di distruzione, non le revisioni storiche, non la negazione della Shoah, non l'istruzione sistematica all'odio. No, cio' che ferma la pace sono quattro appartamenti ebrei! Eppure quando Israele si ritiro' unilateralmente da Gaza, non furono ostacolo quegli appartamenti e quelle infrastrutture che lasciarono intatte. In quel caso, semplicemente, cambiarono di proprietario. Come mai queste evidenze non sembrano affacciarsi alla mente di nessuno? Come mai è possibile leggere che Haifa e Tel Aviv sono città "occupate" e palestinesi, senza che ci sia un'indignazione generale? Caro Occidente, stai lasciando soli Israele e gli Ebrei, ancora una volta; sei sicuro che ti convenga?

sfoglia
febbraio